A tu per tu con Ivano Palumbo – Atc


27 Ott 2020

A tu per tu con Ivano Palumbo – Atc

Ivano ha la responsabilità del reparto account così come della redditività e della fidelizzazione del portfolio clienti di Atc – allthingscommunicate.it. Lavorando a livello strategico con clienti internazionali, gestisce progetti di comunicazione integrata e cross-disciplinari, dal branding allo sviluppo di campagne creative, dal retail al digital, dagli eventi all’e-learning, coordinando un team di 5 persone composto da Account Directors e Account Executives.

Buongiorno Ivano e grazie innanzitutto per questa breve intervista. Anche quest’anno ATC – All Things Communicate ha scelto il Richmond Marketing forum. Cosa apprezzi maggiormente di questo format?

In generale è ammirevole l’approccio Human to Human, che – soprattutto oggi – diventa un bene preziosissimo. Veniamo da anni in cui la “Sharing Economy” ci aveva aperto nuovi orizzonti, cambiando progressivamente il nostro approccio al consumo e risvegliando una maggiore coscienza collettiva. Poi la brusca interruzione del Covid-19. Ma dobbiamo continuare a condividere. E il Richmond Marketing forum è un ottimo strumento per farlo.

In quali ambiti del marketing e della comunicazione ATC – All Things Communicate può proporsi come partner per le aziende?

Più che di ambiti specifici, preferiamo parlare di percorsi da intraprendere. Con ATC- All Things Communicate si può discutere di Brand Strategy, di Digital, BTL o Punto Vendita, ma se Azienda e Agenzia non sono guidati dallo stesso PURPOSE, non c’è specializzazione che tenga. Si esplorerebbero tante strade, senza tracciare quella maestra, perdendo in efficacia e valore. Ecco, è qui che ci mettiamo in gioco, per disegnare e progettare con il brand nuovi percorsi. 

Quali sono gli elementi chiave di una corporate branding di successo?

Partiamo da un insight che non sempre piace ai marketers: troppo spesso i brand danno per scontato che basta DIRE per essere ASCOLTATI. In parte è vero. In parte è una grande illusione.

Proviamo a ribaltare il punto di vista e vestire i panni di colei o colui che riceve la comunicazione: ciò che effettivamente le/gli stiamo chiedendo – per ascoltarci, seguirci, farsi coinvolgere e infine sceglierci – è una cosa molto preziosa: il suo tempo.

Ecco, è questa la chiave: un brand vince se dà alle persone un motivo valido per “dedicargli” tempo e – addirittura – acquistarlo.

Cosa è cambiato secondo te nella costruzione di una Corporate Branding Strategy con l’arrivo del digitale?

Mi verrebbe da chiederti “Ma… il digitale, prima non esisteva?” Scherzi a parte, crediamo che gli strumenti siano diversi, ma l’essenza è la stessa.

Il nostro Brand Manifesto recita: “La creatività è di coloro che amano chiedersi il “perché”.

Il “perché” è l’anima del nostro lavoro.

Ci aiuta a considerare le cose ogni volta da una prospettiva differente.

Identificando le infinite opportunità per generare valore in un mondo dove tutto è connesso. Perché All Things Communicate”.

È per questo che, allora come oggi, la prima risposta che daremo ai nostri clienti sarà sempre una domanda: “Perché?”

Quale ruolo riveste oggi il design nell’aumento delle conversioni?

Cruciale. Tanto che per ATC – All Things Communicate il design non è la specializzazione di un reparto, ma la “way of thinking” dell’agenzia tutta.

Il nostro approccio applica il potenziale del DESIGN THINKING alle teorie della comunicazione e del branding. È stata una evoluzione graduale e faticosa, culminata negli ultimi anni con la strutturazione di un framework di lavoro – https://www.allthingscommunicate.it/why – che gravita intorno al Customer Journey.

Si parla sempre più di marketing esperienziale: cosa non deve mancare per ottenere l’esperienza perfetta?

La costanza. È ciò che manca a tanti nell’epoca imperante dei social e degli influencer, dove il successo sembra raggiungibile subito, con forti investimenti per brevi periodi. C’è bisogno di brand “maratoneti”.
Passo costante, ritmo, mindfulness.

“Innovazione” è uno dei termini più utilizzati in questo periodo storico per descrivere i cambiamenti che stanno influenzando il settore della comunicazione. Ma come può evolversi in modo vincente una grande azienda in un mondo sempre più popolato da realtà aumentata, visori e nuove tecnologie?

In ATC – All Things Communicate crediamo che l’innovazione non sia soltanto spingere sull’acceleratore della tecnologia. Innovare è leggere la realtà in modo diverso, conferendo un valore diverso alle cose che ci circondano, anche “semanticamente”: la sharing economy, in un preciso momento storico, ha dato un significato diverso ad una casa (Airbnb), ad un’auto (Drivenow), ad una bici (Bikemi). L’innovazione è molto più “inclusive” di quanto possa sembrare, non è una chimera irraggiungibile.

Con il Covid-19 ci siamo trovati ad affrontare la prima emergenza sanitaria mondiale nell’era dei social media. Quali potrebbero essere secondo te gli scenari economici e sociali più probabili nell’immediato futuro e quelli a lungo termine? Cosa sarà determinante, secondo te, per una reale ripartenza?

Risponderti potrebbe essere un atto estremamente coraggioso o estremamente arrogante. In questo momento ci sono esperti e studiosi impegnati a salvare aziende e paesi interi. Nel nostro piccolo, ci piace citare un personaggio che oggi è “apparentemente” il più lontano possibile dal mondo economico-finanziario: “Ci siamo ricordati che nessuno si salva da solo, che ci si può salvare unicamente insieme – Papa Francesco”.

Cosa ti aspetti dalla partecipazione a questa edizione di Richmond Marketing forum?

Un sincero ritorno al back to basic: persone che si incontrano, fanno business insieme, condividendo passione e modo di pensare.

Per informazioni sul forum clicca sull’immagine.
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