A tu per tu con Ale Agostini


11 Feb 2020

Managing Director di AvantGrade.com

A tu per tu con Ale Agostini

Ale Agostini è imprenditore e partner di AvantGrade.com, la prima agenzia di digital marketing che integra l’intelligenza artificiale e Machine learning alla Search e Web Analytics.
Autore seriale per Hoepli, formatore di digital marketing per Sole 24 ore, Rcs Academy, Booking Academy, Business international, Ninja Marketing. Relatore in diversi eventi internazionali di digital tra cui TEDx Svizzera. Forma più di 1.000 persone ogni anno.
Prima dell’attuale attività, ha fondato Bruce Clay Europe (leader americano nel SEO dal 1996) e gestito il marketing internazionale di brand quali Ferrero, Campari (dove ha lanciato la pubblicità del Gorilla Crodino) e Bolton Manitoba.

Buongiorno Ale e grazie per aver scelto di partecipare come Exhibitor alla Venticinquesima edizione di Richmond Marketing forum.
Di cosa si occupa la vostra agenzia?

Dal 2011 AvantGrade.com è la prima agenzia di Digital Marketing AI first che offre servizi di Web Marketing con l’aggiunta dell’Intelligenza Artificiale.
Aiutiamo aziende di medio-grandi dimensioni a raggiungere i loro obiettivi di brand awareness, lead generation, vendita online.
Siamo lo spin off della prima agenzia di SEO al mondo, la californiana Bruce Clay: uniamo ai servizi SEO, SEA/SEM, Web Analytics e Social le potenti leve dell’intelligenza artificiale per generare risultati misurabili per il cliente.
Il know how maturato nell’uso di piattaforme come Google, Amazon, YouTube e Facebook ci ha permesso di ottenere la fiducia di grandi aziende in Italia e all’estero tra cui Generali, Bayer, RCS, Migros, Mailup, Booking tanto per citarne alcune conosciute.

Qual è il panorama digital-culturale degli imprenditori italiani, in questo momento? A che punto siamo a livello di cultura digitale?

L’imprenditore italiano è sveglio ed ha capito da tempo che l’attenzione del consumatore si è spostato dalla TV e media classici alle 3 FAG ovvero le piattaforme pubblicitarie Facebook, Amazon, Google.
Al momento solo una parte degli investimenti media sono migrati nel digital marketing, proprio per una questione di “asimmetria culturale”: molte PMI si sono scottate delegando tutto a consulenti senza scrupoli e oggi temono il digital perché non lo conoscono. Le FAG vanno capite: a differenza però dei media classici dove “pago ed esco” questi hub vanno capiti, studiati e non sempre basta pagare, serve cultura, pratica e competenza nel presidiare i FAG, se vogliamo che il nostro business prosperi e conquisti l’attenzione dei nostri clienti B2B e B2C.

Come ho scritto nel recente libro “B2B Marketing Revolution” edito da Hoepli, i FAG sono centri di potere digitale che potrebbero un giorno essere i vostri concorrenti o i principali fornitori di spazi media; vanno quindi capiti oggi per gestirli domani e questo è il motivo per cui anche come AvantGrade proponiamo dei momenti formativi al mercato, dove sveliamo “il dietro le quinte” di Google & C.

Se ricordo bene ad inizio 2020 sono partiti i voucher per l’Innovation Manager: se posso dare un consiglio provate a spenderli prima in formazione poi in tecnologia.
Scegliere la tecnologia non adatta ai bisogni specifici della propria azienda è come comprare un paio di scarpe della taglia sbagliata con costi enormi legati al reso.

Perché un’azienda dovrebbe investire nel Digital Marketing?

Le 3 P dominano la comunicazione nei paesi occidentali, dal nord America fino alla zona EU in molti casi anche in Asia: le decisioni di acquisto partono o passano sempre da una raccolta di informazioni su queste piattaforme che sono snodi cruciali nel tuo marketing mix.
Il digital marketing è quindi una leva che permette all’azienda di prosperare e crescere. Non investire oggi nel digital marketing significa non avere a cuore le sorti dell’azienda e porre le basi per lasciare campo alla concorrenza. Da qui a 5 anni, solo le aziende con una chiara strategia digital e una solida esecuzione potranno avere risultati significativi sul mercato.
Inoltre, la spesa in termini unitari sul digital è oggi di gran lunga inferiore a quella che sarà fra 5 anni: quindi se oggi pago un click 5 € nel settore finanziario, fra 5 anni lo pagherò 10.

Che tipo di dati bisogna considerare quando si crea una strategia di Marketing Digitale?

“La metà del denaro che spendo in pubblicità viene sprecata; il problema è che non so quale metà. ” diceva John Wanamaker.
Oggi nell’era del “dataismo” la musica è cambiata: con le evidenze e i dati disponibili è possibile sapere se un’azione di marketing ha funzionato. Focalizzate l’organizzazione del marketing sugli obiettivi reali del business, meno sulle n metriche estetiche come il numero di #fan che avete sulla vostra pagina Facebook.
Nelle mie attività di consulenza, ho visto bonus aziendali legati al numero di fan della pagina Facebook, come se i fan servissero a pagare gli stipendi. Partite dalla filiera del digital marketing e per ogni fase identificate al massimo 4 o 5 indicatori di resa.

Se avete poco tempo e poche risorse focalizzatevi sul ROAS (Return on Advertising Spend) ossia il ritorno sulla spesa pubblicitaria: si tratta di una metrica del marketing che misura le entrate che un’azienda genera per ogni euro speso nella pubblicità. La formula del ROAS è la seguente: Ricavi delle campagne pubblicitarie / Costi pubblicitari. Non serve un tecnico SEO o un esperto di web analytics per fare i conti della serva.

Ricordiamo che Google, Amazon e Youtube sono i luoghi dove le persone oggi cercano informazioni con intenti precisi: recarsi in un luogo geografico, fare shopping online e acquisire info.
Grazie a questa intelligenza collettiva noi abbiamo l’innovativo servizio Search Intelligence Insights che offre alle aziende una business intelligence sul marketing “intent based” dal valore inestimabile sulle modalità di ricerca e le abitudini della clientela da derivare un piano di azioni coerente con l’abitudine dei consumatori.

La presenza delle aziende sui canali social è ormai un fenomeno esteso. Cosa ne pensi della Social Lead Generation? È possibile attirare l’attenzione del proprio target attraverso l’uso dei social?

È palese che l’attenzione degli utenti è sugli smartphone e sui social che vi si trovano dentro.
Le statistiche dicono che tra i social più popolari in tutto il mondo, ordinate per numero di account attivi, Facebook resta il primo e l’azienda di Zuckerberg possiede 3 dei primi 4 social network al mondo.
Tutti questi social sono presenti con delle app sullo smartphone che vi chiedono l’accesso ai contatti, all’agenda, alla fotocamera, al microfono e a molto altro.

Tutte queste informazioni sono una miniera d’oro se usate correttamente ai fini della targettizzazione nel B2B. Per questo da un punto di vista di marketing, l’ecosistema Facebook è e resterà un potente strumento di visibilità mirata e generazione di opportunità sia per i prodotti di largo consumo che per il B2B di servizi non complessi. Fate grande attenzione a Linkedin: oggi risulta il social più importante nel B2B e l’unico dove anche senza pubblicità si possono ottenere lead qualificate dall’organico.

Quali errori ricorrono maggiormente nell’uso del Social Media Marketing e che invece non si dovrebbero assolutamente commettere?

Il successo è la somma di tanti errori: se un’azienda prova a fare sui social commettendo errori accumula una grande esperienza che gli servirà poi.
Il più grande errore che vediamo commettere è decidere se un social va bene “per sentito dire” e senza mai aver provato davvero ad investirci del tempo e soldi.
Testate, sbagliate e aggiustate: solo cosi costruirete la strada del successo.
E se trovate un’agenzia partner valida e trasparente tenetevela stretta.

Perché un’azienda dovrebbe scegliervi come partner? Quali sono i punti di forza di AvantGrade?

AvantGrade.com porta ai suoi clienti un approccio con innovazioni legate all’intelligenza artificiale e machine learning che pochissime aziende in Europa hanno messo a terra.
La nostra attenzione è mirata sull’anticipare le mosse degli algoritmi di Google, Amazon & c.: siamo gli unici che usano l’intelligenza artificiale nell’analisi potenziata di immagini ai fini SEO e social reach.
Ad esempio, l’AI ci permette di scegliere le immagini più adatte ad un contenuto sul web: è il caso di un nostro cliente nel largo consumo che ha ottenuto un miglioramento del posizionamento SEO del 75% in 5 mesi.

Ultimo aspetto fondamentale: siamo un’azienda trasparente e indipendente dai centri media e dalle piattaforme: consigliamo ai nostri clienti quello che consiglieremmo ad un amico di famiglia.

Grazie Ale! Ti aspettiamo a Rimini dal 17 al 19 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!

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