Due chiacchiere con ANNA TADDEI
22 Feb 2019
Responsabile Brand Management e Sponsorizzazioni di AGSM VERONA SpA
La sua esperienza nel marketing è iniziata in un gruppo nazionale
pubblicitario-editoriale, dopo gli studi in Economia Aziendale e un
periodo negli Usa. Successivamente, è approdata in una multinazionale
del largo consumo care con base in Germania, cui è seguita una compagnia
aerea italiana.
Curiosa, socievole, sensibile. Ama la lettura, il
cinema, il teatro e la musica; adora la montagna in tutte le stagioni e
viaggiare.
Oggi, si occupa di Brand management e Sponsorizzazioni nel Gruppo AGSM, multiutility in ambito energetico e di igiene urbana fondata nel 1898 e con sede a Verona.
Buongiorno Anna, grazie per aver scelto di partecipare alla 24esima edizione di Richmond Marketing forum! Questa non è la prima volta che partecipi. Cosa ti ha spinto a tornare?
Ho partecipato a varie edizioni e cerco di essere presente
ogni anno perché per me il Marketing Forum è l’evento “STATE OF THE ART”
sul marketing in Italia, grazie a conferenze, seminari e workshop
davvero utili e illuminanti, un’occasione unica per confrontarsi con
“esperti” e “guru” in molteplici ambiti. In due giorni riesco a incontrare più fornitori professionisti del settore e a scambiare esperienze con colleghi.
Per citare un esempio per me proficuo, la nostra attuale Corporate Identity è stata creata da un’agenzia conosciuta al Richmond Marketing Forum.
Di cosa ti occupi esattamente?
Mi occupo di
tutto quanto attiene il brand management del gruppo, gestendo la
Corporate Identity, le sponsorizzazioni, la presenza in manifestazioni e
fiere, organizzando eventi e seguendo le attività di PR, oltre che
dedicarmi al tema della Sostenibilità aziendale e alle Ricerche di
Mercato.
Quali sono secondo te le competenze necessarie per svolgere il tuo lavoro?
Le
competenze necessarie sono molte, ma a mio avviso tra le principali, al
di là della professionalità di base costruita nel tempo, un mix di
apertura mentale/curiosità, capacità di confrontarsi e rimettersi in
gioco continuamente, intelligenza emotiva e lavoro di squadra,
affiancati da assertività: insomma come in una ricetta di cucina, gli
ingredienti sono tanti e vanno dosati… Una bella sfida!
E quali sono a tuo avviso le maggiori difficoltà che il marketing affronta nel veicolare una value proposition di successo?
Penso
che a volte le principali difficoltà siano interne, con aree aziendali
che sembrano avere orientamenti, attitudini e velocità dissimili, e non
un obiettivo comune: il rischio così è di compromettere il risultato
finale atteso. Si rema nella stessa barca, ma le direzioni prese dai
rematori sono opposte. Nei confronti del mondo esterno, del proprio
target, la problematicità maggiore ritengo sia la capacità di
individuare modalità di servizio, comunicazione e relazione che siano
valide al tempo stesso per ciascuno e per tutti.
C’è una metafora con cui descriveresti la tua azienda?
Un
grande albero che ha le radici nella storia e tradizione, il tronco nel
presente e i rami nel futuro, con nuovi fiori e frutti ogni anno.
Cosa sono per te il lavoro, il talento e la passione? Pensi
che questi fattori abbiano influito sullo sviluppo della tua carriera?
Hai rinunciato a qualcosa per seguire la tua passione?
Il lavoro è fondamentale nella vita e farlo con cura e amore è per me vitale.
Il
talento lo considero un dono da mettere a frutto, penso che non tutti
abbiamo ricevuto gli stessi talenti, ma ciascuno di noi possa fare
comunque il massimo per esprimere il proprio contributo quotidiano e
valore aggiunto nel lavoro e nella vita. La passione è energia, una
grande forza nel lavoro, e ringrazio non mi sia venuta meno anche nei
momenti difficili: mi ritengo una persona fortunata! In un mix
bilanciato con gli altri elementi ha sicuramente influenzato lo sviluppo
del mio percorso lavorativo. Al tempo stesso ritengo che se la passione
ci possiede e domina possa divenire una forma di schiavitù, creando
professionisti e persone infelici, come ho rilevato in alcuni casi nelle
mie esperienze di lavoro con colleghi workaholic.
No, non ho fatto rinunce per seguire la passione, dove possibile cerco di mediare.
Qual è la cosa più folle che hai fatto?
Questa
intervista?… Scherzi a parte, partire per gli Usa dopo la laurea senza
alcun riferimento se non il numero di telefono della famiglia con cui mi
ero accordata (sempre telefonicamente, non esistevano e-mail, internet,
ecc…!) per lavorare a San Francisco come babysitter, con l’obiettivo di
mantenermi agli studi di inglese e ad alcuni corsi di business
post-laurea.
Un salto nel buio.
Quali libri ti hanno influenzato di più?
Amo
leggere soprattutto romanzi e tra questi sicuramente i miei libri
“culto” sono Siddartha di Herman Hesse, Orgoglio e Pregiudizio di Jane
Austen, Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.
In ambito professionale mi hanno colpito Intelligenza emotiva di Goleman e stimolato Sei cappelli per pensare di De Bono.
Quali sono le attività che nella tua pratica quotidiana metti in campo per sostenere e sviluppare la sostenibilità d’impresa?
Da
due anni seguo la redazione del report di sostenibilità del Gruppo
Agsm, coinvolgendo in prima persona nel processo tutte le direzioni
aziendali e stimolando i colleghi, oltre agli stakeholder esterni, a
esprimersi sui punti fondamentali che costruiscono la nostra matrice di
materialità, così che partecipiamo al progetto tutti insieme in modo
attivo.
Il mio impegno quotidiano è volto a pungolare la mia azienda ad andare oltre il report e il pluriennale crescente investimento nella realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, favorendo la sistematizzazione e razionalizzazione delle attività del Gruppo AGSM sul tema della sostenibilità economica, sociale, ambientale perché diventino pilastri fondamentali del suo sviluppo.
Ci puoi raccontare come sei approdata alla posizione che
attualmente ricopri e come si è evoluto il tuo ruolo nel corso degli
anni?
Sono approdata come responsabile marketing nel
mondo dei servizi energetici nel periodo in cui si apriva la prospettiva
competitiva per la prima volta e il DG di allora aveva individuato come
fondamentale la costituzione di un reparto marketing.
È
stata per me una prova a 360° in un’azienda storicamente di taglio
“ingegneristico”, non orientata al mercato e alla concorrenza, anche se
in realtà attenta alla qualità del servizio offerto ai cittadini e alla
sostenibilità, avendo sempre investito nello sviluppo di produzione di
energia da fonti rinnovabile.
Un’esperienza intensa e dinamica, che mi ha consentito negli anni di affrontare sfide sempre nuove.
Come analizzi la concorrenza?
Tenendo le
antenne sempre dritte, gli occhi aperti e le orecchie in
ascolto…cercando di recepire cosa fa la concorrenza, ma anche ciò che
accade vicino a me e in generale nel mondo, per confrontarmi e
intercettare le tendenze innovative.
Quali sono secondo te i comportamenti che caratterizzano un bravo leader?
Per me in un leader è innanzitutto irrinunciabile l’etica.
Il
bravo leader ha la capacità di coinvolgere positivamente i
collaboratori trasmettendo entusiasmo, valorizzando le competenze di
ciascuno, ascoltandoli e delegando, motivandoli e facendoli crescere:
non esiste però a mio avviso la ricetta “perfetta” applicabile a tutti
esattamente nello stesso modo, perché ogni persona è diversa e le leve
di cui si dispone vanno usate e dosate in funzione delle caratteristiche
di ciascun collaboratore.
Un bravo leader deve anche
sapersi confrontare positivamente con i colleghi, il proprio capo e i
vertici aziendali, oltre che con la propria squadra. Insomma, il compito
non è facile!
Nella tua esperienza professionale c’è stata una persona in particolare che si sia rivelata un vero e proprio mentore?
Sì,
un Direttore Marketing che ho avuto come responsabile, un uomo colto,
intelligente e sensibile, che mi ha fatto scoprire i molteplici aspetti e
sfaccettature del mondo del marketing, ma soprattutto mi ha insegnato che l’entusiasmo è un ingrediente fondamentale per la riuscita!
A proposito di Digital Transformation, come ha affrontato la
tua azienda questo necessario processo e come tu, da Marketing Manager,
hai raccolto questa sfida?
Per affrontare questo
cambiamento epocale è stata recentemente inserita una nuova figura
professionale apicale, con cui mi confronto nel gruppo di lavoro su
queste tematiche.
Tre aggettivi che secondo te descrivono meglio il Marketing Manager del futuro?
Curioso, appassionato, pronto a rimettersi ogni giorno in gioco.
Grazie Anna! È stato davvero un piacere conoscerti meglio.
Ti aspettiamo a Rimini dal 12 al 14 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!
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