A tu per tu con Cecilia Di Pierro


24 Feb 2020

Marketing Manager Cronotime

A tu per tu con Cecilia Di Pierro

Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, Cecilia completa il suo corso di studi in Scienze e Tecnologie della Moda con uno Stage formativo come Fashion PR a Milano presso l’azienda Guitar Srl. Nel 2013 si trasferisce a Londra per frequentare il Westminster Kingsway College.

Nel 2014 inizia la sua avventura nel mondo del Marketing e della Comunicazione, dapprima con un Master in Web & Social Media presso l’Ateneo Impresa Business School di Roma e, subito dopo, lavorando come Social Media Manager presso l’Agenzia di Comunicazione Tria ADV di Barletta (BA). Dal 2016, Cecilia è Marketing Manager di Cronotime.

Buongiorno Cecilia e grazie per aver scelto di prendere parte alla Venticinquesima edizione di Richmond Marketing forum! Questa è la prima volta che partecipi. Cosa ti ha spinto a scegliere il nostro evento?

Sono venuta a conoscenza di quest’evento grazie a colleghi che vi hanno partecipato ottenendo spunti e benefici per la propria realtà. Credo pertanto che l’incontro con i direttori marketing di altre aziende e con i professionisti del settore, possa darmi grandi vantaggi per il mio lavoro.

Di cosa si occupa la tua Azienda? E quali sono le responsabilità che ricopri nel tuo ruolo?

Cronotime si occupa della vendita e distribuzione di impianti innovativi di rilevazione presenze e controllo accessi rivolti ad aziende ed enti pubblici. Negli anni ci siamo specializzati sempre di più in questo settore allargando l’orizzonte all’automazione e inserendo tra i nostri prodotti anche la gestione code personalizzabili e dei tornelli.

Tra le responsabilità che ricopro in azienda vi è la gestione e il coordinamento del web & social media marketing.
Quali sono le principali sfide che il vostro settore incontra in questo momento storico e come le state affrontando? Con quali strumenti, iniziative?

Tra le principali sfide per il nostro settore vi è innanzitutto quello di rispondere ai bisogni dei Clienti trasmettendo loro qualità e servizio.
Capita spesso di interfacciarsi con Clienti poco informati, che non attribuiscono valore al prodotto offerto e con limitate capacità economiche. Per questo stiamo attivando una serie di eventi mirati ad informare prima di tutto il consumatore, rassicurarlo attraverso un servizio pre e post-vendita garantendo assistenza nel tempo ma soprattutto puntando a una brand awareness digital.

Secondo te cosa è insito nella dicitura “Made in Italy”, che tutti noi pronunciamo con orgoglio?

Il Made in Italy oggi racchiude molti aspetti, ma ciò che lo identifica in assoluto è l’artigianalità, binomio tra tecnica/innovazione e qualità.

Cosa ti aspetti dalla partecipazione all’evento?

La partecipazione all’evento sicuramente potrà accrescere le mie conoscenze in tema di marketing, fornirmi nuovi spunti e visioni grazie ai workshop e ai seminari organizzati e soprattutto darmi la possibilità di conoscere nuove realtà ed instaurare relazioni di scambio.

Ci vorrà tempo perché il 5G sia alla portata di tutti ma in che modo i brand dovrebbero prepararsi a questa ennesima svolta tecnologica?

Affinchè il 5G diventi realtà per tutti, c’è bisogno innanzitutto di dare una corretta informazione non solo su una tecnologia di nuova generazione che permetterà maggiore velocità di trasmissione; ma è necessario informare il consumatore e difendersi dalle credenze sugli effetti dannosi che questa tecnologia potrà avere per la salute.

Credi che l’intelligenza emotiva possa determinare il successo della leadership?

Oggi le emozioni guidano le persone, e le persone guidano le performance. Ritengo pertanto indispensabile orientarsi al successo di una leadership attraverso l’intelligenza emotiva in quanto sviluppa motivazione per il team, aiuta a costruire relazioni efficaci sia all’interno che all’esterno e infine impatta sulle performance.

Se ti chiedessimo di spiegarci l’affermazione “pensare globalmente, agire localmente”, che cosa ci risponderebbe?

Oggi quest’affermazione è la chiave per il raggiungimento del successo delle aziende. Internet è una potente rete globale che dà la possibilità di arrivare a casa delle persone in qualsiasi posto esse siano, ma soprattutto di poterlo fare a km 0.

In che modo la diversità culturale e generazionale possono diventare un vantaggio competitivo per le aziende? E quale ruolo può essere svolto dalla comunicazione su questo fronte?

Il diversity management oggi porta vantaggio alle aziende in quanto ha lo scopo di valorizzare ciascun individuo evitando il rischio di standardizzare i comportamenti che generano fenomeni di omologazione. In questo scenario il ruolo della comunicazione diventa cruciale, sia come mezzo per veicolare le informazioni sia come mezzo di condivisione di valori e obiettivi, di conoscenza reciproca, e di partecipazione.

Si parla sempre di agilità e capacità di adattamento come competenze strategiche. Ma cosa vuol dire esattamente essere “agili” e allo stesso tempo strategici?

In un’era in cui tutto si evolve e muta, la reale sfida per il futuro consiste nella capacità di adottare quell’intuitive thinking, ovvero quell’agilità di fare networking, di creare e gestire le opportunità che permettono all’organizzazione di collezionare informazioni strategiche e sfruttare appieno il potenziale connesso alle tecnologie digitali.

Quali soft skills il marketing manager del 2020 non può non possedere?

La prima e più importante è saper comunicare, meglio ancora utilizzando tipi di linguaggi differenti per differenti target. Dopodichè è fondamentale avere propensione all’innovazione e all’adattabilità ai cambiamenti del mercato in termini di trend e customer journey.

Cosa ami maggiormente del tuo lavoro?

La dinamicità. Trovarsi in situazioni diverse e stimolanti, in cui bisogna tempestivamente agire e soprattutto adattarsi al contesto o mercato di riferimento.

Cosa ricordi del tuo primo giorno in azienda? Cosa hai conservato di quello “stagista” alle prime armi? E cosa è profondamente cambiato in te?

Del mio primo giorno in azienda ricordo la stessa voglia di imparare che contraddistingue ogni stagista. La curiosità di apprendere quanto possibile da una realtà del tutto nuova per me, in quanto ho dapprima lavorato per anni in un’agenzia di comunicazione per il settore fashion. Un mondo nuovo insomma, vasto ed interessante che ha cambiato decisamente il mio modo di fare marketing, sviluppando una connessione diretta con il ramo commerciale e la gestione post-vendita.

Nell’era dei social e delle influencer, che cosa significa essere Marketing Manager nella tua azienda?

Essere Marketing Manager in un’azienda “vecchio stampo” significa innanzitutto stravolgere alcuni degli assetti tradizionali su cui viaggiava il tradizionale modus operandi aziendale. I social network e l’influencer marketing rappresentano per l’azienda un canale di comunicazione da cui non si può prescindere per poter attuare una strategia di marketing efficace, per questo l’impegno di un Marketing Manager è doppio e costante al fine ultimo di aumentare la brand reputation su un mercato vasto e competitivo.

Quali consigli vorresti dare ai professionisti del marketing alle prime armi?

Innanzitutto, formarsi costantemente, leggere le previsioni di mercato e analizzare i cambiamenti sociali e demografici che sono in evoluzione continua. Ma soprattutto non accontentarsi mai dei risultati raggiunti e puntare sempre al massimo!

Grazie Cecilia per averci dedicato un po’ del tuo tempo! Ti aspettiamo a Rimini dal 17 al 19 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!

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