Due chiacchiere con Alessandro Cola
16 Nov 2018
CEO di XPLACE
Alessandro è CEO & Founder di Xplace, agenzia di comunicazione digitale con all’attivo quasi 15 anni di esperienza al fianco di brand nazionali e internazionali. Ex web designer, visionario e iperattivo, è da sempre appassionato di tecnologia e di marketing, con la propensione a inventare nuovi modi di sfruttare le potenzialità che gli strumenti digitali offrono.
Il suo motto: #humanfirst.
Ciao Alessandro, grazie innanzitutto per questa intervista.
Parliamo subito di XPLACE, c’è una metafora con cui descriveresti la tua agenzia?
In realtà negli ultimi tempi siamo molto legati a un oggetto che abbiamo messo anche nella home del nostro nuovo sito: un razzo.
Si tratta per noi di un oggetto simbolico molto importante: sta lì a
ricordarci che l’ambiente in cui ci muoviamo, il digitale, potrebbe
diventare presto saturo e inospitale e che dobbiamo già lavorare per esplorare nuove possibilità, nuovi spazi appunto. Come il razzo che parte per colonizzare nuovi pianeti.
Ecco, se vuoi, è questa la metafora in cui ci riconosciamo.
Quali sono secondo te le competenze necessarie per chi lavora oggi nel tuo settore?
Proprio in virtù di quello che ti ho appena detto, credo che nel nostro lavoro siano fondamentali tre qualità: intuizione, immaginazione e coraggio.
Le competenze digitali ovviamente sono indispensabili, ma lo sono
perché senza conoscere perfettamente l’ambiente in cui ti muovi ogni
giorno – e che cambia continuamente –
non potrai intuire dove sta andando, immaginare nuove soluzioni,
utilizzare con coraggio gli strumenti a disposizione e magari inventarne
di nuovi.
Senza quelle tre qualità, le competenze tecniche ti servono a fare bene il compitino, che per carità è già molto, ma non esplorerai nuovi mondi, né sarai pronto ai cambiamenti repentini. E il digitale non aspetta quelli che rimangono indietro.
Non è la prima volta che partecipate a Richmond Marketing forum.
Cosa ti piace di più del format di Richmond Italia?
Ciò che più apprezzo del format è che crea uno spazio per lo scambio, sia professionale che umano; i momenti informali, soprattutto, sono i più preziosi. Facendo un lavoro che amiamo, quando incontri gli altri professionisti del settore o gli imprenditori, quello che passa è più di una semplice informazione sul proprio ambito di competenza, o sulle tendenze del mercato. Ognuno racconta la propria storia e spesso, mentre parla con te, immagina il futuro senza accorgersene.
Quali novità avete in serbo per i clienti che incontrerete?
Quest’anno abbiamo due nuovi progetti già in corso d’opera: la creazione della community degli Xsiders e un lavoro più organico su LinkedIn per le aziende, in particolare per il B2B.
Per quanto riguarda gli Xsiders, la community è nata da una nostra esigenza insoddisfatta: quella di fare digital PR in modo differente. Occupandocene quotidianamente, ci siamo infatti resi conto che il rapporto fra influencer, agenzia e brand andava cambiato, perché il modo migliore per produrre contenuti autentici e di qualità è coinvolgere il più possibile l’influencer, rapportarsi con lui non come faresti con un professionista esterno, ma condividendo con lui la tua stessa visione e la strategia che hai definito, e di cui lui è parte integrante. Avevamo la necessità di curare la qualità delle informazioni che gli venivano fornite sul brand e su ciò che, come agenzia, avevamo in mente di attuare, di scambiarci idee su come utilizzare la sua attività e di accompagnarlo durante tutto il processo, ma anche di dialogare con lui sulle ultime novità, tendenze, case history; in poche parole, avevamo bisogno di conoscerlo meglio e di mantenere con lui un rapporto quasi quotidiano. Sentivamo la necessità di avere un luogo in cui dialogare e cementare i rapporti, uno spazio che in ambito digitale si chiama “community” appunto; e dato che questo spazio non c’era, l’abbiamo creato. Ad oggi il progetto sta andando molto bene, le adesioni sono state moltissime – tra cui spiccano dei veri talenti – e abbiamo anche iniziato a programmare tutte le attività strategiche per il 2018-2019.
Per quanto riguarda l’altro progetto invece, è presto detto: LinkedIn è uno strumento di business incredibile che funziona con logiche da social, restando in un contesto professionale e autorevole. Un bacino potenzialmente enorme di relazioni da coltivare che le aziende non sfruttano e un luogo virtuale in cui parlare del proprio lavoro, condividere le novità del settore, scambiarsi informazioni e opinioni, trovare nuovi prospect. Un’occasione unica che cerchiamo di far cogliere ai nostri clienti proprio grazie al nostro progetto legato sia alla gestione della pagina aziendale che a quella di profili chiave selezionati all’interno dell’azienda.
Secondo la tua esperienza, come si mantiene nel tempo una leadership sul mercato? In che modo un’azienda può riuscire a collocarsi sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza?
Un’azienda non deve mai dimenticare che dall’altra parte del filo della sua comunicazione (così come della produzione) ci sono delle persone che ascoltano, che giudicano, che provano delle emozioni e che, magia del digitale, ti rispondono direttamente e spesso in tempo reale. Se consenti a questo rapporto di essere biunivoco, e sei disposto a cambiare ascoltando e parlando con le persone, puoi sperare di stare al passo o addirittura di anticipare i loro bisogni, i loro desideri. Altrimenti sarai tagliato fuori, e anche molto rapidamente purtroppo.
Quali sono gli elementi di una Digital Strategy a cui un imprenditore oggi non può rinunciare?
Curare la propria community per il B2C e le relazioni per il B2B. Puoi produrre o vendere il migliore prodotto/servizio sul mercato, ma se non sei in grado di stabilire e curare nel tempo rapporti autentici con il tuo pubblico, la tua strategia digitale è destinata a fallire.
Nell’organizzazione dei suoi eventi, e quindi anche di Marketing forum, Richmond Italia dà molto peso al concetto di HumanToHuman. Nella tua esperienza personale e professionale, il fattore umano si è rivelato più spesso un’opportunità o un problema?
Se entri nella home del nostro sito, accanto al razzo trovi #HumanFirst. L’umano è il fulcro attorno a cui ruota tutto in Xplace: per noi non esistono i brand e i consumatori, esistono le persone e il rapporto biunivoco che s’instaura fra di loro. E questo vale sempre, anche in agenzia fra i membri del team, o fuori, quando si collabora con altri professionisti o li si mette in relazione. Perché, per quanto i cambiamenti nel nostro lavoro siano sempre più veloci e i ritmi più serrati, per quanto gli strumenti continuino ad aggiornarsi e a cambiare, ci sarà sempre un elemento dal quale non potremo prescindere: quello umano. Le persone saranno sempre il punto di partenza e il punto di arrivo di ogni comunicazione.
Pensando al Marketing Manager del futuro… tre aggettivi che useresti per descriverlo.
Competente, empatico, coraggioso.
Grazie ancora Alessandro, è stato un piacere conoscerti meglio: ti aspettiamo a Richmond Marketing forum, questa volta a Rimini il 13 e 14 Maggio.
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