Buongiorno Donatello e grazie per averci concesso questa breve intervista.
Non è la prima volta che siete Exhibitor di Richmond Marketing forum. Cosa vi piace di più del format di Richmond Italia?
Consideriamo
Marketing Forum una formula assolutamente win-win oriented. Un luogo
eletto dove imprenditori e manager seriamente interessati possono
conoscere i partner ideali per lo sviluppo del proprio business.
Cosa vuol dire avere una “visione progettuale della
comunicazione”? E quali sono i punti di forza di questo “way of
thinking” di ATC Linea? La comunicazione di
marca edge-to-edge rappresenta la vera specializzazione di ATC: dalla
definizione del posizionamento strategico e del concept creativo,
all’implementazione dei progetti on- e off-line.
Il nostro acronimo racconta bene la nostra filosofia: All Things Communicate. Ovvero,
non siamo dei tuttologi, anzi, al contrario massimizziamo i nostri
sforzi e i budget dei clienti esclusivamente su ciò che può dare valore
al brand in relazione ai propri consumatori.
La nostra “way
of thinking” parte sempre dal “WHY”, metabolizzato poi attraverso il
nostro framework strategico basato sul design thinking. Creiamo piani di
comunicazione mirati basandoci su consumer and social insights
monitorati e studiati dal nostro reparto strategico; elaboriamo concept
creativi che mirano a creare relazioni preziose con il consumatore,
rendiamo unica la digital experience.
Con l’utilizzo massivo delle nuove tecnologie, esploso negli
ultimi anni, sono cambiati molti scenari nella comunicazione tra cliente
e brand. Quale può essere oggi il modo più efficace per smorzare il
rumore di fondo? Esiste una sorta di “formula segreta”?
La formula segreta va forse ricercata nella risonanza dei messaggi di brand. Oggi nemmeno i brand più affermati possono
prescindere dal palcoscenico affollato in cui si trovano a competere.
Inseguire l’attenzione volatile dei consumatori spesso
significa investire tanto, per ottenere – alla meglio – l’interessamento
temporaneo di un pubblico volubile e liquido. Occorre ripensare alla
relazione tra brand e consumer in termini di continuità, loyalty,
valori condivisi: puntare a trasformare una intrigante “liason” in una
relazione duratura. Ripartire dal customer journey ponendo grande
attenzione alla customer experience.
Quanto è importante oggi per un prodotto saper “raccontare
una storia” e quali caratteristiche essenziali deve avere questo
racconto per riuscire ad essere memorabile?
È
fondamentale. È molto più facile, per la mente umana, ricordare una
storia, piuttosto che un elenco puntato di fatti e informazioni.
Una
storia aiuta a rendere con semplicità concetti complessi, cementa il
legame emotivo tra mittente e ricevente dei messaggi, intrattiene chi
ascolta e così facendo ne cattura l’attenzione.
È
importante che il racconto abbia un obiettivo e una struttura definita,
che porti il consumatore passo passo all’azione o all’interazione:
dall’identificazione dei bisogni del consumer alla call to action.
Ma
per avere presa fino in fondo, il racconto deve essere supportato dai
fatti. L’autenticità di brand, in questo preciso momento storico, è un
asset cruciale per assicurarsi la fedeltà e risposta dei consumatori.
Sul vostro sito scrivete “La creatività è di coloro che amano
chiedersi il perché”. Perché un cliente dovrebbe scegliere ATC Linea?
Amiamo coloro che amano chiedersi il “perché” e veniamo scelti perché sappiamo dire dei “no”.
In
ATC ogni progetto strategico è studiato per raggiungere gli obiettivi
di comunicazione del brand utilizzando i canali di
comunicazione necessari, ma ciò che i nostri clienti ci riconoscono come
grande punto di forza, è la capacità di porci in maniera critica
davanti ad ogni brief, evidenziando punti di debolezza ed opportunità,
senza mai perdere in termini di efficacia ed efficienza.
Path-to-purchase, Customer journey, e time-to-market sono i nostri must.
Nell’organizzazione dei suoi eventi Richmond Italia dà molto
peso al concetto di HumanToHuman. Nella tua esperienza personale e
professionale, il fattore umano si è rivelato più spesso un’opportunità o
un ostacolo?
Penso che H2H non sia l’ennesimo trend da
cavalcare ma una necessità basilare, dall’essere ascoltati all’essere
riconosciuti come parte di uno specifico contesto. Come sostiene Bryan
Kramer nel libro “There is no B2B or B2C. It’s Human to Human #H2H”.
Il marketing e i prodotti probabilmente non hanno emozioni, ma tu si.
La
nostra esperienza ci conferma che è finita l’epoca in cui i brand si
parlavano addosso. E tanto più imparano a parlare con semplicità ai
propri consumatori e a stargli vicino, tanto ottengono affetto e
conquistano brand ambassadors spontanemente.
Come sarà secondo te il Marketing Manager del futuro? Tre aggettivi che useresti per descriverlo.
OPEN-MINDED.
Non si potrà prescindere dall’essere umili e aperti a ciò che è in
continuo mutamento. Capaci di non arroccarsi sulle proprie certezze per
lasciar spazio a nuovi scenari.
COMPETENTE. Pronto
a conoscere e studiare i nuovi fenomeni, per poi scegliere i partner giusti con
cui portare i brand al successo.
VISIONARIO. Capace
di guardare oltre, di immaginare e creare nuove prospettive di sviluppo.
Grazie per la tua disponibilità, Donatello!
Ci vediamo dal 12 al 14 Maggio a Rimini per due intense giornate di Richmond Marketing forum!