Due chiacchiere con Claudia Broggini
28 Mar 2019
Di.Gi International
Claudia lavora nel settore ICT da 15 anni. La passione per la tecnologia e la sua applicazione in diversi settori sono la chiave della sua carriera. Partendo dallo sviluppo applicativo, si è poi focalizzata sugli aspetti legati alla sicurezza delle informazioni, inizialmente come specialista di prodotto e successivamente come responsabile della Business Unit di Information Security. Da 5 anni è Manager della divisione di Digital Innovation, con l’obiettivo di sviluppare servizi in grado di supportare le aziende nel percorso di Digital Transformation, dal reengineering dei processi e automazione al Digital Marketing, attraverso servizi e soluzioni disegnati ad hoc.
Buongiorno Claudia, grazie innanzitutto per aver scelto di
tornare come Exhibitor al Richmond Marketing forum. Cosa vuol dire
essere leader di un mercato? E quali sono le strategie che oggi
un’azienda deve necessariamente adottare per essere sempre un passo
avanti rispetto alla concorrenza?
Penso che la
leadership, di mercato come all’interno di un team, derivi dalla fiducia
che le persone, o i consumatori, ripongono nel leader o brand.
Questo
fattore va spesso oltre le caratteristiche tecniche del
prodotto/servizio offerto ma deriva da un’affezione che si costruisce
nel tempo.
È quindi fondamentale curare i rapporti con i
propri clienti per mantenere e far crescere il rapporto di fiducia,
trasformando i consumatori in veri e propri influencer per i futuri
acquirenti.
Altro fattore fondamentale per essere un passo
avanti rispetto alla concorrenza è l’innovazione, che deve essere
gestita come un aspetto strategico e non squisitamente tecnologico
attraverso un processo strutturato che parte dalla vision e dalla
costante raccolta e analisi critica dei dati volta a identificare sfide e
opportunità.
Alla luce dell’attuale scenario della comunicazione digitale,
quali sono secondo te le maggiori sfide con cui è inevitabile
misurarsi?
La sfida principale oggi nella comunicazione,
digitale e non, è riuscire a farsi ascoltare. Da consumer mi rendo
conto di essere sommersa da messaggi da qualunque canale e in qualunque
momento della giornata. Per un brand, emergere in questo contesto è
sicuramente complesso ma i passi da compiere sono chiari: personalizzare
le comunicazioni rendendole rilevanti e cogliere il momento corretto in
cui farlo. Come? Monitorando il customer journey su tutti i touchpoint
per sfruttare i micromomenti e riuscire a dire “la cosa giusta al
momento giusto” e aggiungerei “sul canale corretto”.
Cosa consiglieresti ad un’azienda che intende raccogliere la
sfida della Digital Transformation? Quali sono i passaggi essenziali da
affrontare? La digital transformation deve essere percepita da un’azienda come una vera e propria occasione per migliorarsi.
Osando
un paragone penso possa essere assimilata alla ristrutturazione di un
edificio. Fondamentale quindi partire da un progetto per definire cosa
debba essere migliorato, cosa sostituito e cosa aggiunto, analizzare gli
impatti di ogni cambiamento, pianificandoli accuratamente.
Da
consulente e consumer ho visto invece molti progetti per il rifacimento
di facciate senza toccare minimamente l’interno o a volte, se
necessario, le fondamenta. In altre parole, molte aziende si sono oggi
focalizzate principalmente sugli aspetti di customer engagment (presenza
social, nuovo web site, introduzione di sistemi di intelligenza
artificiale ecc..) senza partire da una revisione della strategia di
business che inevitabilmente passa da un renginereeng dei processi
aziendali che devono essere in grado di soddisfare efficacemente le
esigenze degli utenti interni ed esterni all’azienda.
In che modo DI.GI. è in grado di supportare i clienti che intendono “digitalizzare” la propria azienda? Quali servizi e soluzioni siete in grado di implementare?
La Business Unit “Digital Innovation” all’interno di DI.GI. si pone proprio l’obiettivo di supportare le aziende nel processo di trasformazione digitale con un duplice approccio: uno volto al miglioramento del Customer Engagement, attraverso soluzioni e servizi di digital marketing, l’altro all’ottimizzazione dell’efficienza aziendale, andando a mappare quelli che sono i processi aziendali e, ove necessario, cambiandoli e automatizzandoli.
Grazie all’esperienza maturata in questi anni, abbiamo strutturato servizi differenziati in base alla maturità del cliente in ambito digitale.
Possiamo supportare le aziende nella scelta di soluzioni in ambito Digital Marketing, affiancandole nell’implementazione e gestione.
Per clienti che decidono invece di affidare all’esterno le attività in questo ambito, possiamo erogare attività di consulenza per la formalizzazione della strategia fino all’erogazione dei servizi in full outsourcing.

Non è la prima volta che siete Exhibitor di Richmond
Marketing forum. Cosa vi ha spinto a tornare? E quali sono secondo te i
punti di forza del format di Richmond Italia?
Sì, non è la prima volta che partecipiamo ad un evento Richmond.
Riteniamo vincente l’intera modalità di organizzazione dell’evento: dall’incontro
di domanda e offerta, che consente sia ai Delegate che agli Exibitor di
organizzare dei meeting mirati a soddisfare le rispettive esigenze, sia
alla formula degli incontri diretti fuori dal contesto lavorativo.
La
possibilità per i referenti aziendali di dedicarsi all’approfondimento
di nuove tematiche senza l’operatività quotidiana e per i fornitori di
incontrare decine di interlocutori rilevanti in due giorni è sicuramente
un notevole vantaggio.
Nei vari eventi Richmond ho
avuto la possibilità di conoscere aziende e interlocutori che mi hanno
arricchito professionalmente e personalmente.
Quanto è importante nel tuo lavoro essere reattivi e recepire
i segnali dall’esterno, soprattutto in un mondo come quello di oggi
dominato dai social media e dalle App?
È sicuramente
fondamentale. Il costante aggiornamento sul contesto e sulle dinamiche
che guidano i cambiamenti deve essere alla base dell’attività
quotidiana. Per questa ragione la formazione del team e lo scouting di
nuove soluzioni sono tra gli obiettivi principali della business unit.
Adattare
l’offerta rispetto alle esigenze delle aziende o, se possibile,
anticiparle è la chiave per poter essere competitivi in un mercato in
continua evoluzione.
Pensando alla tua esperienza professionale, a cosa del tuo
passato non rinunceresti mai nel tuo presente. E cosa del tuo presente
porteresti sicuramente nel futuro.
Sono
professionalmente cresciuta in contesti aziendali fortemente tecnologici
volti all’innovazione attraverso lo scouting di nuove soluzioni che
consentano alle aziende di riuscire a soddisfare e, qualche volta
anticipare, quelle che saranno le esigenze dei propri utenti.
Nasco come analista programmatore e ho quindi una forte propensione all’analisi del contesto e dei dati.
Ritengo
fondamentale basare ogni decisione su dati oggettivi e misurare
costantemente l’andamento delle attività, mettendo in discussione le
decisioni o le strategie se non rispondono agli obiettivi prefissati.
Nel
mio futuro porterei sicuramente la capacità di ascoltare e prendere
decisioni basandomi sulle informazioni rese disponibili dalla
tecnologia.
A proposito di futuro…se dovessi descrivere il Marketing Manager di domani con tre aggettivi quali useresti?
Curioso, empatico, resiliente.
Grazie per la tua disponibilità Claudia!
Ci vediamo a Rimini dal 12 al 14 Maggio.
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