
Richmond IT Director Forum Autumn
Rimini Grand Hotel 25 - 27 Ottobre 2026
Offrire nuovi strumenti di formazione e business nel mondo IT: questo è l’obiettivo primario del forum.
L’evento si pone come momento di incontro tra la domanda e l’offerta di prodotti, servizi, soluzioni e progetti che coinvolgono i responsabili delle scelte informatiche e tecnologiche delle aziende italiane.
IT Director forum è un salone a porte chiuse, con una selezione rigorosa dei partecipanti che ne garantisce la qualità.
A chi è dedicato?
Delegate
I Responsabili/Direttori IT, CIO e IT manager potranno accedere a sessioni, pensate per la loro formazione umana e professionale. Inoltre, incontreranno in un ambiente riservato e professionale i fornitori di servizi, soluzioni e progetti altamente tecnologici.
Lista Delegate 2026
ABOCA SpA CIO – ALUDESIGN SpA ICT & Industrial Controlling Manager – ANDRIANI SpA CIO – ARCO SPEDIZIONI IT Manager – ASL NAPOLI 3 SUD Dirigente IT – ASK INDUSTRIES SpA ICT Manager- ATM MILANO Head of IT Demand,Project & AMS Management – ATM MILANO IT Manager – ATM MILANO Head of IT Corporate Solutions – BALTUR SpA ICT Manager – BBG IT Group Manager – BENIJAY ITALIA HOLDING Head of IT – BSP PHARMACEUTICALS SpA IT Manager – BSP PHARMACEUTICALS SpA IT Infrastructure & Servers Specialist – CNPR Area Gestioni Sistemi Informativi – CNPR IT Manager – CONBIPEL-ARCADIA FASHION SpA IT Manager – CONSORZIO AGRARIO PROVINCIALE CREMONA CIO – COOPSERVICE CIO – DAIMLER TRUCK ITALIA Application Manager – DALTERFOOD GROUP Group ICT Manager – DECATHLON ITALIA Srl IT Digital Country Manager – DUPLOMATIC SpA IT Manager – DUPLOMATIC SpA Global CIO & Global R&D Director – ELEVION GROUP CIO – EOLO SpA Head of IT Corporate Engineering – EOLO SpA Corporate Support Systems – EURO HOLDING SpA CIO – FASTWEB SpA Network Engineer – FASTWEB SpA IT Governance – FILATURA TOLLEGNO 1900 Srl IT Manager – FLUTTER SEA-SISAL IT Generosity Manager – GRUPPO PAGLIERI CIO – GRUPPO PEDERZOLI CIO – GRUPPO RAM Head of IT – OMS SpA IT Director – INDUSTRIE CARTARIE TRONCHETTI IT Group Infrastructure Manager – INTERPUMP GROUP – TUBLIFEX IT Manager – ITALO NTV SpA IT Operations Specialist – ITALO NTV SpA IT Operations Analyst – JOHNSON & JOHNSON IT Site Leader – JUNGHEINRICH ITALIANA CIO-CISO – LA GALVANINA SpA IT & Digital Manager – LIFE ELETTRONICA Srl CIO-CISO – LIFENET HEALTHCARE CIO – LMDV HOSPITALITY IT Manager – LUCEBIANCA Srl Sistemista IT – MAIORA SpA IT Solution Architect – MARAZZATO SOLUZIONI AMBIENTALI CIO – NICO SpA IT Manager – MARCHI & FILDI GROUP HR & Tech Director – MONGE & C SpA IT Manager – NICO SpA IT Manager – NUNCAS CIO – OFFICINE MACCAFERRI CTO – PIERALISI MAIP SpA ICT Manager – PHARMA QUALITY EUROPE Srl IT & Security Director –QUADRIFOGLIO SISTEMI D’ARREDO SpA IT Director – RHOSS SpA ICT Manager –ROTORK GEARS Global IT service delivery manager – SAVE LOGISTICA IT Manager – SEBIA ITALIA IT Director – SOLUTION BANK SpA IT Manager – SOMMA Srl IT Manager – SPERLARI IT Infrastructure Manager – SPERLARI IT & Business Process Manager – SPIRAX SARCO Srl EMEA IS Business Partner & Italy IT Manager – STELLA MCCARTNEY IS&T Manager – THERAS GROUP Srl Corporate ICT Director – TORREFATTORI ASSOCIATI SpA Head of Information System – TURBODEN SpA IT Business Analyst – UNOENERGY SpA IT Manager – VITALE BARBERIS CANONICO Spa CIO – UNOENERGY SpA IT Manager – VEHICLE SERVICE GROUP ITALY SpA IT Director – VODAFONE AUTOMOTIVE ITALIA CTO – WITOR’S CIO – WONDERFUL ITALY CTO – WONDERFUL ITALY Head of Guest Management – XACUS IT Manager – XACUS Consulente – YAMAMOTO SpA CTO – YOKOHAMA ITALIA SpA IT Applications Director – YOKOHAMA ITALIA SpA IT Director Business Application – ZOOGAMMA SpA Responsabile IT
Exhibitor
Gli exhibitor avranno un contatto diretto con i manager di aziende alla ricerca di nuove soluzioni informatiche. Proponendo così il loro ventaglio di prodotti e servizi nella sfera dell’Information Technology.
2026
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ABSTRACT
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ADD VALUE
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Age Web Solutions
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AGIC
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ALTERNA
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ARCHEIDO
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ARUBA
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AVANADE
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BARAMUNDI
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CAST
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CHECK MK
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CLAREX
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COLIN & PARTNERS
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CONTENTFUL
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COSMOBILE
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DASSAULT SYSTÈMES – HORSA
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DATACORE SOFTWARE
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DEEPSER
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DIGITAL REALTY
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Digital Technologies
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EASYVISTA
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ECOSIO – A VERTEX COMPANY
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Eolo
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ESSE SOLUTIONS
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EWCONNECT
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FAR NETWORKS – YEALINK
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FLORENCE CONSULTING GROUP – EXTREME NETWORKS
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GIUSTACCHINI TECH
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HAL SERVICE
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HERABIT
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HYPHEN-GROUP
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INSIDE TECHNOLOGIES
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INTERZEN CONSULTING
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MÉTHODE
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MIND-MERCATIS
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MIND THE VALUE
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PREO SOFTWARE
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PROXIMA DISTRIBUTION
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QUICKLINK – ENERSEM
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QUOINTELLIGENCE
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RAI WAY
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REEVO
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RETELIT
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RETI
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S2E | SOLUTIONS TO ENTERPRISES
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SANGFOR
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SIAV
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TINEXTA INNOVATION HUB
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UNIDATA
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WÜRTH IT ITALY
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ZENDESK
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ZOOM
2025
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ABSTRACT
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ADD VALUE
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Age Web Solutions
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ALCATEL-LUCENT ENTERPRISE
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ALTERNA
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Aruba Enterprise
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AVANTUNE
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AXIANS ITALIA
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BLUENEXT
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BOOMI
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BSG
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CLAREX
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DASSAULT SYSTÈMES
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DATA STORAGE SECURITY – CYERA
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DATACORE SOFTWARE
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DIGIMETRICA
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ECONOCOM INTERNATIONAL ITALIA
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ECOSIO – A VERTEX COMPANY
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ESSE SOLUTIONS
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EXHIBO
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FAR NETWORKS – HP
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FLORENCE CONSULTING GROUP – HYLAND
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FORMULA
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GALENE.AI
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HAL SERVICE
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HP
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INSIDE TECHNOLOGIES
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INTERZEN CONSULTING
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LENOVO
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LUTECH CDM
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MASHFROG GROUP
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MEAD – JUNIPER
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MÉTHODE
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MIND-MERCATIS
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MIND THE VALUE
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PREO SOFTWARE
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RACKONE
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RAI WAY
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REEVO
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RETELIT
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Rittal
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S2E | SOLUTIONS TO ENTERPRISES
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SANGFOR TECHNOLOGIES – IT IMPRESA
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SAP
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SIAV
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SIRIUS
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S’NCE GROUP
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TeamSystem
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VERTICE
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WÜRTH PHOENIX
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ZENDESK
Opening Keynote
Alessandra Monasta e Maurizio Mariani
Performance & business coach Metodo R.I.G.O.R.E. - FIFA Referee
Alessandra Monasta e Maurizio Mariani
Alessandra Monasta
Classe ’69, è una delle pochissime donne in Italia ad aver svolto il ruolo di Consulente Fonico Forense nel campo delle Intercettazioni Telefoniche, lavorando su indagini di alto profilo sia a livello nazionale che internazionale.
La sua specializzazione nelle Tecniche d’Ascolto e nello Studio della Voce l’ha portata ad esplorare il linguaggio nascosto delle emozioni, trasformando il suono in una chiave di lettura unica.
Autrice del romanzo “La cacciatrice di bugie” (Longanesi), che racconta un mondo affascinante e poco conosciuto: quello di chi ascolta le vite degli altri per scoprire la verità.
L’incontro con Stefano Farina, ex Arbitro Internazionale e grande leader nel mondo del Calcio, ha dato vita a un’intuizione di straordinaria efficacia. Il Metodo R.I.G.O.R.E.® inizialmente nato e pensato per il potenziamento della performance degli Arbitri, si evolve in una metodologia innovativa applicabile sia allo Sport che al mondo Aziendale.
Collabora come formatore e coach con l’ex Arbitro Internazionale Nicola Rizzoli durante il suo periodo di quattro anni come designatore della CAN A e con Mimì Morganti, designatore della CAN B.
Negli ultimi 12 anni ha seguito numerosi Atleti di varie discipline sportive, con un focus specifico sul mondo arbitrale, accompagnando Arbitri, Assistenti e VAR al raggiungimento di obiettivi e competizioni internazionali, europee e mondiali.
Per continuare il progetto iniziale di Stefano Farina di far conoscere il ruolo e le specifiche competenze dell’arbitro, crea la LAW5 S.r.l., la prima Società al mondo che porta la metafora dell’Arbitro in Azienda, rivoluzionando il concetto di formazione che diventa per i manager esperienza diretta sul campo, tra azione ed emozioni.
Come Performance & Business Coach, affianca Atleti, Arbitri di Serie A, Team e Dirigenti delle più grandi aziende italiane nel trasformare le sfide in opportunità di evoluzione e crescita.
Maurizio Mariani
Maurizio Mariani nasce a Roma il 25 febbraio 1982.
Durante gli studi presso la Scuola navale militare Francesco Morosini di Venezia, a 16 anni intraprende il percorso arbitrale, inizialmente anche come opportunità per conciliare disciplina e maggiore libertà personale.
Fino ai 17 anni gioca come portiere, per poi scegliere definitivamente la carriera da arbitro.
Appassionato di tecnologia e con un passato da consulente informatico, sviluppa un approccio analitico e attento al dettaglio, caratteristiche che ritrova anche nell’utilizzo del VAR.
Entra nell’organico di Serie A il 1° luglio del 2015 e diventa FIFA Referee il 12 dicembre del 2018.
Nel corso della sua carriera dirige partite di rilievo in ambito nazionale e internazionale, tra cui competizioni UEFA, Champions League ed Europa League, l’Europeo Under 21, la Coppa America e il Mondiale Under 20 in Cile, dove arbitra la finale.
Come VAR è stato designato sia per l’Europeo Under 21 che per l’Europeo femminile, dirigendo anche la finale.
In Italia dirige numerosi big match, tra cui la finale di Coppa Italia 2025.
Nella stessa stagione dirige anche la finale della King’s Cup in Arabia Saudita.
È l’unico arbitro italiano selezionato dalla FIFA per i Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti.
“Migliorarsi ogni giorno è una questione di scelte” è il principio che guida il suo percorso, portandolo a intraprendere un lavoro di crescita personale e di sviluppo della leadership attraverso il mental coaching e l’intelligenza emotiva.
Definito “leader gentile” e “antidivo”, si distingue per uno stile basato sul dialogo, sulla gestione relazionale e sulla capacità di mantenere equilibrio e lucidità anche nelle situazioni di massima pressione.
Due leadership diverse. Una direzione mondiale.
I Mondiali 2026 rappresentano il punto più alto a cui può arrivare un arbitro in carriera. Il luogo in cui ogni decisione si amplifica, ogni scelta lascia un segno, le emozioni si accendono, ogni istante richiede presenza assoluta. In campo entrano squadre, ma anche nazioni, culture.
Un coach e un arbitro, una donna e un uomo, una squadra che nasce quasi nove anni fa. Due ruoli diversi che trasformano le differenze in una leva di performance.
Per un arbitro lavorare su sé stesso significa giocare la propria partita interiore: lì dove l’ego può confondere e l’autostima orienta, la pressione alza il ritmo e le emozioni chiedono direzione. Conoscersi. Attivare le proprie risorse. Allenarsi al cambiamento. Passo dopo passo, scelta dopo scelta.
Insieme attraversiamo ostacoli, salite, momenti di stop. Fatica, silenzi, confronti accesi. La relazione fra un atleta e il suo coach diventa sinergia, complicità , ascolto, fiducia. Visioni diverse, sensibilità differenti, un unico obiettivo.
E lungo il percorso accade qualcosa di potente: il coach si prende cura dell’arbitro e l’arbitro si prende cura del coach. Si crea un equilibrio continuo fatto di emozioni, energia e responsabilità condivisa.
In un contesto in cui la tecnologia accelera tutto, valorizziamo il fattore umano. La qualità della relazione in campo, la lucidità nelle scelte, la capacità di restare centrati quando tutto intorno spinge ad accelerare.
E qui che questa storia incontra chi, ogni giorno, tiene insieme complessità, velocità e responsabilità. Un traguardo che racconta una storia di talento, metodo, sacrificio, preparazione, evoluzione continua.
La Coppa del Mondo FIFA 2026.
Industry Insights
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Innovare in azienda con l’AI. Modelli organizzativi e strategie per ridurre il rischio
L'intelligenza artificiale non è più un progetto sperimentale: è già entrata nei processi aziendali, negli strumenti utilizzati dai dipendenti e nelle decisioni operative quotidiane. La vera sfida non è più se adottare l'AI, ma come...Jacopo Liguori
Partner | Head of Italian IP, Technology & Privacy team, WITHERS SOCIETA' TRA AVVOCATI SRL
Jacopo Liguori
Partner | Head of Italian IP, Technology & Privacy team, WITHERS SOCIETA' TRA AVVOCATI SRL
L’intelligenza artificiale non è più un progetto sperimentale: è già entrata nei processi aziendali, negli strumenti utilizzati dai dipendenti e nelle decisioni operative quotidiane. La vera sfida non è più se adottare l’AI, ma come governarla.
In questo scenario, CIO, IT Director e management si trovano a dover rispondere a domande sempre più complesse: chi è responsabile delle decisioni supportate dall’AI? Come controllare l’utilizzo di strumenti generativi da parte dei dipendenti? Come gestire fornitori, dati, proprietà intellettuale e requisiti normativi senza rallentare l’innovazione?
L’intervento analizzerà gli elementi essenziali di una governance AI strutturata, illustrando le best practice organizzative, legali e operative che consentono di ridurre i rischi e dimostrare un utilizzo diligente e controllato dei sistemi di intelligenza artificiale. Saranno affrontati temi quali la definizione di ruoli e responsabilità, la predisposizione di policy interne, la valutazione dei rischi, la gestione dei fornitori, la documentazione delle decisioni e la formazione delle persone.
Partendo dagli sviluppi dell’AI Act europeo e dalle principali aspettative di mercato, verrà proposto un framework pratico per trasformare la governance dell’AI da obbligo di compliance a leva strategica per una crescita sostenibile e responsabile.
Jacopo Liguori
Partner e responsabile del team italiano IP, Technology & Privacy di Withers. Affianca imprese e gruppi internazionali nei percorsi di gestione del rischio digitale, cybersecurity e data governance, con particolare attenzione ai profili di compliance normativa e di responsabilità di governance.
Supporta il management e le funzioni IT e sicurezza nella traduzione dei requisiti regolatori (tra cui NIS2 e normativa privacy) in modelli organizzativi sostenibili, processi di controllo e meccanismi di accountability.
Svolge incarichi di Data Protection Officer per primarie aziende e assiste i clienti nella gestione di incidenti cyber e nella strutturazione di programmi di cyber resilience.
È relatore abituale su temi di cybersecurity regulation, governance dell’AI, privacy e gestione del rischio tecnologico. -
Governare la complessità IT in scenari sempre più frammentati
La crescente diffusione di soluzioni cloud, piattaforme SaaS, ambienti ibridi, integrazioni sempre più numerose e modelli organizzativi distribuiti sta aumentando in modo significativo la complessità degli ecosistemi IT. In questo scenario, il tema non è...Domenico Rizzi
CIO, Andriani S.p.A.
Domenico Rizzi
CIO, Andriani S.p.A.
La crescente diffusione di soluzioni cloud, piattaforme SaaS, ambienti ibridi, integrazioni sempre più numerose e modelli organizzativi distribuiti sta aumentando in modo significativo la complessità degli ecosistemi IT. In questo scenario, il tema non è più soltanto garantire l’efficienza tecnologica, ma costruire una governance capace di mantenere controllo, coerenza e capacità di supportare l’evoluzione del business.
L’intervento analizzerà le cause della frammentazione dei sistemi informativi e presenterà modelli per governare contesti IT distribuiti e ibridi. Saranno approfondite le leve organizzative utili ad allineare strategia, architettura e operatività, rafforzando la collaborazione tra IT e business. Un focus sarà dedicato al ruolo di una leadership esperta, capace di orientare le scelte tecnologiche, facilitare il confronto tra leader aziendali e definire responsabilità condivise.
L’obiettivo della sessione è offrire strumenti concreti per affrontare la complessità senza rinunciare a innovazione e sperimentazione. I key learnings riguarderanno come leggere i fattori che generano complessità, impostare una governance più efficace e costruire allineamenti su AI e cybersecurity, indispensabili per sbloccare nuove opportunità in sicurezza e creare valore.
Domenico Rizzi
Mi sono sempre impegnato in un percorso di apprendimento e crescita continui per evolvere e trasformare il business, massimizzando il potenziale delle persone e favorendo la collaborazione tra IT e le altre funzioni aziendali, oltre i confini delle strutture organizzative. Punto sempre a creare un ambiente in cui ciascuno possa sviluppare le competenze necessarie per lasciare un segno positivo nella società.
Attualmente CIO di Andriani S.p.A., società Benefits che opera nel campo dell’Healthy Food dopo 19 anni di esperienza nella casa farmaceutica Roche, operando nelle tre divisioni IT: Pharma, Diagnostics e Diabetes Care. 26+ anni di esperienza complessiva nel settore IT in diversi ambiti (sanità, comunicazione, bancario, assicurativo, food). La mia passione sono la Gestione delle persone, Change Management, User Experience, Program e Project Management, innovazione, gestione del budget, partnership strategiche, decision-making basato sui dati (Data-Driven), trasformazione digitale, accountability.
Gestione di team distribuiti geograficamente su più fusi orari (Asia, Europa orientale e occidentale, USA), inclusi Business Analyst, Solution Architect, esperti tecnici, Project Manager e servizi gestiti (Managed Services).
Capacità di costruire relazioni con persone di culture diverse. Ottime doti comunicative maturate attraverso varie esperienze lavorative e periodi di vita all’estero in quattro paesi diversi. -
Da content creator a CIO: come ho imparato che il problema non era la tecnologia
Il CIO di oggi ha due sfide parallele: la complessità tecnologica — che conosce — e la complessità comunicativa — che spesso sottovaluta
I progetti IT funzionano. Ma l'organizzazione non li sente.Questo è il Transformation Gap: la distanza tra ciò che l'IT costruisce e ciò che le persone adottano, capiscono, fanno proprio. Non è un problema tecnico. È...Fulvio Fevola
CIO, Consorzio Agrario provinciale Cremona - Content Creator, YouTuber e Reporter Sportivo LBA TV
Fulvio Fevola
CIO, Consorzio Agrario provinciale Cremona - Content Creator, YouTuber e Reporter Sportivo LBA TV
I progetti IT funzionano. Ma l’organizzazione non li sente.
Questo è il Transformation Gap: la distanza tra ciò che l’IT costruisce e ciò che le persone adottano, capiscono, fanno proprio. Non è un problema tecnico. È un problema narrativo.
Partendo da un percorso che unisce il mondo della content creation a quello del CIO, questa sessione esplora una competenza che manca ancora in molti team IT: la capacità di comunicare la trasformazione digitale — non solo di realizzarla.
I content creator affrontano ogni giorno la stessa sfida che il CIO ha davanti: catturare attenzione in un contesto di rumore totale, rendere semplice ciò che semplice non è, costruire fiducia nel tempo e far sì che le persone adottino qualcosa di nuovo. Le dinamiche sono identiche. Gli strumenti, sorprendentemente, anche.
Attraverso tre prospettive concrete — la governance come narrazione verso il board, il rapporto tra CIO e Innovation Manager come storia condivisa, e l’adozione tecnologica costruita come una community — la sessione offre un cambio di paradigma pratico e immediatamente applicabile.
Il CIO oggi non è solo un architetto della tecnologia. È l’editore della trasformazione digitale: decide cosa comunicare, a chi, quando e con quale angolazione. E si prende la responsabilità della comprensione — non solo della costruzione.
Una sessione per chi vuole uscire dalla figura del CIO “solo tecnologico” e scoprire che la competenza più strategica del prossimo decennio non è tecnica.
Fulvio Fevola
Fulvio Fevola, nasce a Napoli (NA), il 26 Giugno 1982, è attualmente Chief Information Officer presso il Consorzio Agrario di Cremona.
Già da bambino inizia a viaggiare e si trasferisce con la famiglia a Novi Ligure, dove cresce e rimane fino al diploma di Maturità Scientifica ottenuto nel 2001. Frequenterà successivamente l’università del Piemonte Orientale, con sede ad Alessandria, laureandosi in Biologia Agro Alimentare, per poi trasferirsi e frequentare la Facoltà di Agraria a Milano, ottenendo la laurea specialistica in Biotecnologie vegetali, alimentari e agroambientali nel 2006. Decide di frequentare il master SMEA, il 24° corso, per integrare il suo background, prevalentemente di natura tecnica, con skills di tipo economico.
Dopo alcune brevi esperienze in ambito commerciale, nel giugno del 2007 approda in Sinfo One, dove lavora come Junior Consultant per tre anni e come Business & Developer Consultant successivamente. Nel 2010 inizia a gestire progetti più grandi e complessi fino ad arrivare alla attuale qualifica di Senior Account & Team Leader – Senior Manager IT fino all’Aprile 2025.
Dopo quasi 17 anni di Consulenza, da Maggio 2025 entra a far parte della grande realtà del Consorzio Agrario Provinciale di Cremona con il ruolo di Chief Information Officer.
Nel suo tempo libero coltiva le sue passioni sia di sport che di musica e teatro, consolidate con il Brevetto di Personal Trainer, Presso la Scuola di Professione Fitness a Milano (nel 2005) e di assistente bagnante e dj dal 2001. Dal 2024 ha creato con 2 amici un Network di streamer “Eternus Network” con il ruolo di Marketing Director e Sponsorship; è un Content Creator e YouTuber e Reporter Sportivo per LBA TV. -
Intelligenza artificiale generativa: una nuova dopamina digitale
Potenziamento cognitivo, rischi invisibili e pratiche di utilizzo consapevole
L’intelligenza artificiale generativa prende la forma di assistenti capaci di aiutare l’utente nello svolgimento di qualsiasi attività che richiede uno sforzo cognitivo. La facilità d’uso, basato sul linguaggio naturale, la velocità di reazione degli assistenti...Vincenzo Ambriola
Etico informatico, professore a contratto di Intelligenza artificiale presso l’Università di Pisa
Vincenzo Ambriola
Etico informatico, professore a contratto di Intelligenza artificiale presso l’Università di Pisa
L’intelligenza artificiale generativa prende la forma di assistenti capaci di aiutare l’utente nello svolgimento di qualsiasi attività che richiede uno sforzo cognitivo. La facilità d’uso, basato sul linguaggio naturale, la velocità di reazione degli assistenti e la loro instancabile disponibilità, inducono stati alterati, simili a quelli provocati da sostanze stupefacenti. In questi stati l’attenzione è massima, le idee scorrono fluide e rapide, tutto appare chiaro. La produzione di contenuti, siano risposte a messaggi di posta elettronica o rapporti tecnici, diventa rapida ed efficace. Al termine della sessione, però, l’utente rientra nel suo stato normale, spesso dimenticando numerosi dettagli emersi durante l’esperienza avuta con l’assistente. In casi più critici, i contenuti prodotti non rispecchiano le idee e le convinzioni dell’utente, che si trova così a dover difendere posizioni in cui non si riconosce. Come tutte le sostanze alteranti, esistono tecniche per minimizzare i rischi e trarre massimo profitto dalle loro capacità di stimolo. L’obiettivo dell’incontro è analizzare questa nuova forma di dopamina digitale e fornire indicazioni concrete per un uso controllato e consapevole.
Vincenzo Ambriola
Etico informatico. Professore a contratto di Intelligenza artificiale, per la Laurea magistrale in Comunicazione, Media e Tecnologie presso l’Università di Pisa. Già professore ordinario di Informatica, direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, insignito dell’ordine del Cherubino. Editorialista dell’Avvenire, studia, insegna e divulga gli aspetti tecnologici, etici e sociali dell’intelligenza artificiale.
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Il paradosso della fatica digitale
Lavorare senza distrazioni
Sebbene gli strumenti digitali siano pensati per migliorare la comunicazione e aumentare la produttività, il loro uso può portare a sensazioni di affaticamento, disconnessione e stress. L'iperconnessione, in particolare, può compromettere la nostra capacità di...Sara Baroni
Esperta di rigenerazione dei sistemi, Oxigenio
Sara Baroni
Esperta di rigenerazione dei sistemi, Oxigenio
Sebbene gli strumenti digitali siano pensati per migliorare la comunicazione e aumentare la produttività, il loro uso può portare a sensazioni di affaticamento, disconnessione e stress. L’iperconnessione, in particolare, può compromettere la nostra capacità di concentrarci e alzare il livello di frustrazione.
Le persone si sentono costantemente disponibili, ma allo stesso tempo possono vivere un calo del benessere psicologico e della soddisfazione personale a causa delle interruzioni continue e della pressione di dover essere sempre connesse.
È fondamentale che i manager creino le condizioni ideali per il benessere dei propri collaboratori, promuovendo un utilizzo chiaro, sano e consapevole degli strumenti digitali.
L’obiettivo dell’incontro è sensibilizzare sui rischi legati alla fatica digitale e offrire strumenti di conoscenza e metodo per costruire una cultura di benessere digitale nelle aziende.
Sarà un momento di dialogo aperto, un confronto tra i partecipanti sulle abitudini e i comportamenti comuni.
Guidati da Sara Baroni, esperta di organizzazione certificata dal Consciously Digital Institute, i partecipanti esploreranno l’impatto della tecnologia sul clima lavorativo e apprenderanno come sviluppare politiche di benessere digitale efficaci, mirate a proteggere l’attenzione e l’energia delle persone. Sarà un’opportunità per creare insieme le basi di un Manifesto di Benessere Digitale, che si integri con i piani di Digital Transformation, attraverso azioni orientate alla consapevolezza e a un lavoro senza distrazioni.
Sara Baroni
Mi occupo di rigenerazione dei sistemi esplorandone il dna unico. Lavoro per le città, le imprese, le persone con un approccio che studia e disegna le interdipendenze utili a perseguire l’Antifragilità dei sistemi, ovvero la loro abilità a prosperare nel disordine traendo vantaggio dall’incertezza, e a sopravvivere sempre.
Come executive manager, ho disegnato e diretto un’agenzia di comunicazione internazionale, posizionato aziende nel settore agroalimentare e del real estate e guidato il placemaking di diversi progetti di rigenerazione urbana a Milano. Da oltre 20 anni è attiva la mia società di consulenza direzionale Oxigenio, con cui sviluppo tutti i miei progetti. Dagli studi di ingegneria meccanica alla consulenza fino ai grandi progetti, ho imparato che il sistema di misura nonché leva della rigenerazione dei sistemi è l’energia, non il tempo.
Vendor Spotlight
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Dalla digital transformation all’intelligent automation
La Digital Transformation ha portato le organizzazioni a digitalizzare documenti, applicazioni e workflow. Oggi, però, la vera sfida per le Direzioni IT non è più semplicemente trasformare processi analogici in processi digitali, ma renderli realmente...Emanuel Sette
Product Manager, Siav
Emanuel Sette
Product Manager, Siav
La Digital Transformation ha portato le organizzazioni a digitalizzare documenti, applicazioni e workflow. Oggi, però, la vera sfida per le Direzioni IT non è più semplicemente trasformare processi analogici in processi digitali, ma renderli realmente intelligenti, integrati e capaci di adattarsi alle esigenze del business.
L’Intelligenza Artificiale rappresenta uno dei principali acceleratori di questa evoluzione. Il suo valore emerge soprattutto quando viene inserita concretamente nei processi aziendali, superando la logica delle sperimentazioni isolate e diventando una componente strutturale dell’architettura applicativa.
In questo scenario, i documenti assumono un ruolo completamente nuovo. Da semplici contenitori di informazioni diventano punti di ingresso intelligenti dei processi, capaci di generare automaticamente dati, controlli, decisioni e azioni.
Attraverso tecnologie di AI applicate al document management è possibile acquisire contenuti provenienti da fonti e formati differenti, riconoscere e interpretare le informazioni rilevanti, classificarle e trasformarle in dati immediatamente disponibili per i sistemi aziendali.
Il documento può così attivare workflow, alimentare applicazioni e database, interagire con ERP e sistemi gestionali e supportare controlli automatici lungo l’intero processo.
Per le Direzioni IT questo significa poter costruire ecosistemi più connessi, in cui documenti, dati, applicazioni e workflow dialogano in maniera continua, riducendo attività manuali e discontinuità informative.
L’integrazione diventa quindi un elemento centrale. L’AI non deve rappresentare un nuovo silos tecnologico, ma inserirsi in modo coerente all’interno dell’ecosistema applicativo esistente, valorizzando gli investimenti già realizzati e creando nuovi livelli di automazione.
Il passaggio dai processi digitali ai processi intelligenti richiede inoltre una particolare attenzione ai temi di governance, sicurezza, qualità del dato e controllo delle informazioni.
Per l’IT significa adottare soluzioni in grado di coniugare innovazione e affidabilità, mantenendo sotto controllo dati, accessi, regole operative e integrazioni.
L’obiettivo è creare una nuova generazione di processi data-driven capaci non soltanto di gestire informazioni, ma anche di comprenderle, contestualizzarle e utilizzarle per attivare automaticamente le azioni successive.
Durante l’intervento verranno approfonditi esempi e scenari applicativi che mostrano come l’AI possa essere integrata nei processi documentali e nei sistemi aziendali, trasformando attività tradizionalmente manuali in flussi automatizzati, scalabili e governabili.
Un percorso che porta la gestione documentale oltre la semplice digitalizzazione e la trasforma in una componente strategica dell’architettura IT, capace di collegare persone, dati, applicazioni e processi.
Emanuel Sette
Guidato sin da bambino dalla passione per l’informatica e il “digitale”, inizia il suo percorso professionale come sviluppatore software. Dopo diverse esperienze in ambiti eterogenei, prima come programmatore e poi come coordinatore, entra nel mondo della consulenza in ambito di dematerializzazione dei documenti e digitalizzazione dei processi. Attualmente ricopre il ruolo di Product Manager, occupandosi della definizione di roadmap, requisiti funzionali, analizzando le esigenze e cambiamenti di mercato e definizione dell’offerta.
Ha coordinato progetti di grandi dimensioni con il coinvolgimento di migliaia di utenti, prestando attenzione non solo agli aspetti organizzativi e gestionali, ma anche all’impatto sul Change Management.
Quando non è al pc e non si sta occupando di trovare le giuste soluzioni per le sfide lavorative si dedica ai fornelli, seguendo la sua seconda passione che come la prima è guidata da curiosità, esperienza, precisione, divertimento ed amore. -
L’evoluzione dell’AI per l’assistenza: meno complessità e un’architettura sempre più aperta
Come passare da strumenti separati a un sistema di assistenza che automatizza le richieste, supporta gli operatori e si integra con l’ecosistema aziendale
Le aziende stanno introducendo l’AI nell'assistenza spesso attraverso strumenti separati, dati frammentati e risultati difficili da misurare. La vera sfida consiste nel costruire un sistema capace di automatizzare le richieste, supportare gli operatori e integrarsi...Tommaso Battistini
Enterprise Account Executive, Zendesk
Tommaso Battistini
Enterprise Account Executive, Zendesk
Le aziende stanno introducendo l’AI nell’assistenza spesso attraverso strumenti separati, dati frammentati e risultati difficili da misurare. La vera sfida consiste nel costruire un sistema capace di automatizzare le richieste, supportare gli operatori e integrarsi con l’architettura tecnologica già presente. Durante la presentazione vedremo come agenti AI omnicanale – inclusi quelli vocali – stiano cambiando la gestione delle interazioni con clienti e dipendenti. Mostreremo inoltre come oggi sia possibile portare gli agenti AI di Zendesk e il loro sistema di auto-apprendimento anche all’interno di piattaforme di service già adottate dall’azienda, integrandosi con processi, dati e sistemi esistenti. Un percorso concreto per capire come ridurre la complessità, misurare il valore dell’automazione e costruire un’architettura di assistenza più aperta e pronta a evolvere.
Tommaso Battistini
In qualità di Enterprise Account Executivedi Zendesk, la mia missione è supportare le aziende nel trasformare l’assistenza a clienti e dipendenti da semplice costo operativo a un potente motore di crescita strategica. Collaboro con le migliori aziende italiane per aiutarle a superare colli di bottiglia e processi manuali, implementando sistemi agili che elevano la soddisfazione del cliente e mi impegno quotidianamente a costruire esperienze d’acquisto e di assistenza che siano realmente scalabili e orientate al futuro.
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Context Engineering: la vera frontiera della GenAI agentica nell’SDLC
Chi ha la mappa, decide. Chi non ce l'ha, spera
Gli agenti AI sanno già pianificare, modificare e testare codice in autonomia. La domanda che ogni IT Director deve porsi non è più se usarli, ma se può fidarsi abbastanza da lasciarli lavorare su un'applicazione...Stefano Castelluccio
Solution Design & Innovation Manager, CAST Italia Srl
Stefano Castelluccio
Solution Design & Innovation Manager, CAST Italia Srl
Gli agenti AI sanno già pianificare, modificare e testare codice in autonomia. La domanda che ogni IT Director deve porsi non è più se usarli, ma se può fidarsi abbastanza da lasciarli lavorare su un’applicazione di produzione — e a quale costo. L’intervento parte da un dato scomodo: la maggior parte dei fallimenti della GenAI agentica nello sviluppo software non dipende dal modello, ma dalla mancanza di contesto architetturale. Su applicazioni enterprise brownfield, anche l’agente più sofisticato lavora alla cieca senza una mappa reale di dipendenze, transazioni e data lineage. Vedremo come colmare questo vuoto su due livelli complementari: a livello di singola applicazione, con CAST Imaging, che fornisce agli agenti un contesto deterministico e una verifica oggettiva del codice generato; a livello di portfolio, con CAST Highlight, che aiuta a scegliere con metodo dove e quando conviene investire. I partecipanti porteranno a casa un framework operativo in tre mosse — valutare, arricchire, scalare — per rendere la GenAI agentica accurata e sostenibile nel proprio portfolio applicativo, oltre a un criterio concreto per distinguere un’iniziativa a valore da un rischio nascosto in produzione.
Stefano Castelluccio
Con una vasta esperienza in ICT governance, ingegneria del software, software intelligence, GenAI, architetture di sistema, progettazione di database, sicurezza ICT, tecnologie di protezione dei dati, tecnologie di gestione dell’identità e degli accessi, tecnologie Cloud, Software Sustainability, Stefano guida quotidianamente la trasformazione informatica delle aziende italiane. Dal 1995 fa parte dell’IEEE. E’ certificato ISO/IEC 27001, ITIL 4, Prince 2 e accreditato come Innovation Manager presso il MISE.
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Dall’adozione all’impresa agentica
Come si governa un agente AI quando smette di essere un pilota
Perchè la maggior parte delle iniziative AI in azienda si ferma alla sperimentazione? Gli Agenti AI dimostrano spesso un elevato potenziale nella fase di sviluppo e test. La vera sfida è trasformare questi prototipi in...Experience con Alterna
Experience con Alterna
Perchè la maggior parte delle iniziative AI in azienda si ferma alla sperimentazione? Gli Agenti AI dimostrano spesso un elevato potenziale nella fase di sviluppo e test. La vera sfida è trasformare questi prototipi in soluzioni operative capaci di entrare stabilmente nei processi aziendali e generare valore concreto.
Il motivo della non applicazione dell’agente nei processi, non è il modello, non è la piattaforma e quasi mai è il budget. È un problema di governo.
Tra un agente che funziona e un agente che va in produzione ci sono sei domande: chi è, cosa vede, cosa decide, cosa ha fatto, a chi risponde, quanto rende, che sono le stesse che vi porranno l’auditor, il CISO e il DPO. Solo quando tutti questi aspetti saranno chiariti, sarà possibile trasformare un agente da semplice sperimentazione tecnologica a uno strumento realmente produttivo.
Vedremo poi agenti AI applicati su processi reali di nostri clienti, ad esempio ciclo passivo fatture e onboarding fornitore.
Chiuderemo con un approfondimento sulla finestra di conformità dell’AI Act: cosa è già in vigore dal 2 agosto 2026, la scadenza di dicembre e cosa è stato rinviato al 2027.
Nel corso della sessione saranno presentate soluzioni già in produzione, realizzate con Microsoft AI Services, con evidenza dei KPI conseguiti e dell’impatto generato presso i clienti Alterna. -
Dalle VM all’AI: come Azure Local risolve i problemi di governance
Non tutte le applicazioni e i carichi di lavoro possono essere spostati interamente nel cloud pubblico. Requisiti di latenza, continuità operativa, sovranità del dato e scenari edge rendono spesso necessario mantenere parte dell'infrastruttura on‑premises, senza...Silvio Di Benedetto
CEO, Inside Technologies
Silvio Di Benedetto
CEO, Inside Technologies
Non tutte le applicazioni e i carichi di lavoro possono essere spostati interamente nel cloud pubblico. Requisiti di latenza, continuità operativa, sovranità del dato e scenari edge rendono spesso necessario mantenere parte dell’infrastruttura on‑premises, senza rinunciare ai benefici del cloud.
Questa sessione esplora Azure Local come estensione naturale di Azure nei contesti ibridi ed edge, illustrando come portare servizi, modelli operativi e governance del cloud all’interno del data center o in sedi remote. Verranno analizzati i principali casi d’uso, i concetti architetturali fondamentali e il ruolo di Azure Local all’interno di una strategia hybrid cloud moderna.
Attraverso esempi concreti, si discuterà di come semplificare la gestione dell’infrastruttura, garantire coerenza operativa e abilitare nuovi scenari applicativi mantenendo controllo, resilienza e integrazione con l’ecosistema Azure.
Silvio Di Benedetto
Silvio Di Benedetto è fondatore e CEO di Inside Technologies, azienda italiana specializzata in infrastrutture cloud, cybersecurity e trasformazione digitale. Con oltre 20 anni di esperienza nel settore IT, aiuta le aziende a innovare attraverso soluzioni cloud, cybersecurity e digital transformation.
Ha collaborato con aziende leader come Microsoft, Veeam, Parallels e Netwrix, realizzando contenuti tecnici, sessioni formative e video per professionisti IT a livello internazionale.
Riconosciuto come Microsoft Most Valuable Professional (MVP) dal 2012, oltre che come Very Important Parallels Person (VIPP) dal 2016, Silvio è anche Community Lead di WindowServer.it e co-fondatore di AperiTeams, due importanti iniziative dedicate all’innovazione e alla condivisione di conoscenza nel mondo IT.
Empowerment Session
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Talk – Il Change Management nelle organizzazioni del futuro tra IA e generazioni a confronto: i progetti di cambiamento legati alla tecnologia e la funzione IT come ponte tra nuove tecnologie e persone
Un viaggio nel Change Management con Moira Masper, anche a partire dai dati del XII Osservatorio 2025 sul Change Management di Assochange. Un Talk a due voci con Salvatore Merando con oltre 30 anni nella...Moira Masper
Speaker sui temi del cambiamento, Consulente per lo sviluppo organizzativo, Past President Assochange
Salvatore Merando
Ambassador Assochange
Moira Masper
Speaker sui temi del cambiamento, Consulente per lo sviluppo organizzativo, Past President Assochange
Salvatore Merando
Ambassador Assochange
Un viaggio nel Change Management con Moira Masper, anche a partire dai dati del XII Osservatorio 2025 sul Change Management di Assochange. Un Talk a due voci con Salvatore Merando con oltre 30 anni nella consulenza direzionale e nella trasformazione digitale delle grandi organizzazioni.
Le organizzazioni di oggi così come sono pensate hanno possibilità di resistere nel futuro? Tra adozione o meno dell’IA e copresenza di molte generazioni diverse, servono forse un nuovo modello di ingaggio e modelli organizzativi aperti per far in modo che le persone accolgano il cambiamento. Ogni processo di cambiamento organizzativo andrebbe avviato con metodo, riducendo rischi e garantendo continuità.
Dai dati dell’Osservatorio di Assochange emerge chiaramente che la trasformazione digitale e l’impatto della tecnologia sono tra i primi motivi di cambiamento delle aziende, ma al tempo stesso le aziende spesso non affrontano tale cambiamento con l’approccio più funzionale, con metodo e con gli strumenti più efficaci per mitigare la discontinuità di business e ottimizzare al meglio gli investimenti fatti. La trasformazione digitale, se vuole essere evoluzione non è solo una questione di tecnologie, ma anche e soprattutto di mindset e di cultura organizzativa, di nuovi comportamenti delle persone, di un approccio volto a integrare aspetti tecnologici, umani e comportamentali.
E’ inoltre fondamentale, per avere successo nel cambiamento, costruire sempre più una cultura che superi l’approccio della sola Compliance verso quello dell’Engagement, attraverso competenze di comunicazione e di ingaggio efficaci per costruire la nuova narrazione necessaria e per responsabilizzare tutte le persone in azienda sul cambiamento avviato e in questo quadro la funzione IT è chiave per fare da ponte tra le nuove tecnologie e le persone.
Un approccio maturo alla gestione del cambiamento consente di evolvere senza interruzioni operative, integrando innovazione e stabilità in un equilibrio fondamentale per la crescita.
Moira Masper
Laureata in Scienze della Formazione ed esperta di apprendimento degli adulti, si è occupata negli anni di progettazione e gestione di processi formativi e di importanti progetti di Change in contesti organizzativi diversi per complessità, dimensioni e settore, coniuga metodologie organizzative con metodologie immaginative, creative e di pensiero laterale.
Past President di Assochange, Associazione Nazionale Change Management. Presidente dal 2019 al 2024 e precedentemente Vice Presidente dal 2013 al 2018: una esperienza che le ha consentito di essere parte attiva della storia dell’Associazione, di fare da ponte interpretando il passato per costruire il futuro.
Svolge il ruolo di Direzione Scientifica in importanti Master di Academy aziendali.
Dal 2023 è Docente Accreditata alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione Pubblica per l’insegnamento di Change Management nel Corso di Principi di Management per Dirigenti e Funzionari della Pubblica Amministrazione Italiana.
Nel 2009 ha contribuito a creare Sicuri per mestiere, una metodologia che integra Change Management e Project Management per la Sicurezza sul Lavoro volta a creare comportamenti sicuri, utilizzando comunicazione sistemica e teoria dei sistemi, psicologia comportamentista, Change Management e psicologia del lavoro e della sicurezza. Sicuri per mestiere è una pubblicazione de Il Mulino ed è stata certificata Buona Pratica Organizzativa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2013.
Nella sua seconda onda professionale sta praticando per diventare speaker radiofonica, realizzare Podcast e utilizzare la voce come strumento di creatività, immaginazione e evoluzione.Salvatore Merando
Laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, Salvatore Merando è un Senior Executive con oltre 30 anni di esperienza nella consulenza direzionale e nella trasformazione digitale delle grandi organizzazioni.
Attualmente Principal Director in Accenture, guida programmi complessi di Digital Transformation e Change Management in diversi settori, tra cui Banking, Consumer Goods, Fashion, Pharma e Industrial. Negli ultimi dieci anni si è focalizzato su trasformazioni legate a piattaforme gestionali per grandi aziende, operando sia in Italia che all’estero.
In precedenza ha ricoperto ruoli commerciali e manageriali in Andersen Consulting, IBM e Unisys.
Fondatore e Past President di Assochange, l’Associazione Italiana di Change Management, che ha guidato dal 2013 al 2018. È stato docente e speaker presso il Politecnico di Milano, LIUC e la Scuola Superiore Sant’Anna. Autore di articoli pubblicati su Harvard Business Review Italia, Il Sole 24 Ore e Corriere della Sera.
Appassionato runner, ha corso oltre 30 maratone in Italia e nel mondo, e coltiva una passione da collezionista per la musica soul e le sonorità degli anni ’60. -
Dalla P101 Olivetti ad Apple 1, idee sul futuro da visionari del passato
Due anniversari storici per il mondo dell'informatica: il primo personal computer al mondo realizzato a Ivrea, il primo pc progettato da Steve Wozniak e lanciato da Steve Jobs. Pretesto ideale per raccontare le storie di...Roberto Bonzio
Giornalista storyteller, Italiani di frontiera
Roberto Bonzio
Giornalista storyteller, Italiani di frontiera
Due anniversari storici per il mondo dell’informatica: il primo personal computer al mondo realizzato a Ivrea, il primo pc progettato da Steve Wozniak e lanciato da Steve Jobs. Pretesto ideale per raccontare le storie di grandi protagonisti dell’innovazione, indagare su intuizioni lungimiranti, ostacoli superati, sfide vinte. Sul palco pure due preziosi esemplari di queste rare macchine, che faremo funzionare con l’aiuto di Damiano Airoldi, promotore di Fondazione 101.
Roberto Bonzio
“Giornalista curioso”, ha abbandonato scrivania e posto fisso (agenzia Reuters) per attraversare da oltre quindici anni territori fisici e umani raccogliendo e intrecciando storie di connazionali che hanno scelto percorsi non convenzionali. Partito da Silicon Valley, il suo progetto Italiani di Frontiera definisce con storytelling eccentrici un’identità italiana da riscoprire e valorizzare, che si esalta nella capacità di interpretare la complessità con una visione d’insieme e una combinazione unica di competenze. Dalla guida di viaggi d’ispirazione a San Francisco per professionisti di ogni settore a recenti esperimenti di giornalismo-AI, il suo progetto ha dato vita a una community internazionale di innovatori.
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Dove nasce il futuro
Storie di innovazione, tecnologia e cambi di paradigma
Alberto Mattiello
Business Futurist
Alberto Mattiello
Alberto Mattiello è un business futurist, autore, imprenditore e keynote speaker. Vive a Miami Beach in Florida. Autore di “Customer Success” (2022), “Mind The Change” (2017), “Marketing Thinking” (2017), e “Marketing Psychology Behind Growth” (2018). È curatore di “The Future Of Management” (2019) una collana in collaborazione con MIT Sloan Management Review su come la tecnologia influisce sul modo in cui gestiremo l’azienda in futuro: Cromosoma Innovazione (2019), Doppia Accelerazione (2021). Alberto Mattiello è un esperto di innovazione tecnologica e di business, relatore internazionale con oltre 400 eventi in oltre 25 paesi. È mentore presso aziende e università, tra cui l’Imperial College Of London e l’Università Bocconi di Milano.
Training Lab
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Verso una ecologia organizzativa: kit fai-da-te per generare dal basso il cambiamento atteso
60’ di change management efficace, senza consulenti esterni e senza riunioni infinite.
Le direttive ci sono, il cambiamento non avviene, le persone continuano a fare quello che hanno sempre fatto. Il problema non sono le persone, il problema è il metodo. Ecologia Organizzativa® è un kit fai-da-te...Leonardo Previ
Presidente, Trivioquadrivio
Leonardo Previ
Presidente, Trivioquadrivio
Le direttive ci sono, il cambiamento non avviene, le persone continuano a fare quello che hanno sempre fatto. Il problema non sono le persone, il problema è il metodo. Ecologia Organizzativa® è un kit fai-da-te che offre al change management i binari che mancavano.
Per prima cosa il decisore identifica il problema prioritario. Da questo momento, il gruppo lavora con un obiettivo condiviso e dichiarato. Nessuna distrazione, nessuna deviazione.
Il team agisce in autonomia, guidato da un collega facilitatore con istruzioni semplici e dettagliate. Non servono competenze speciali: le istruzioni mettono chiunque in condizione di condurre la sessione.
La parola passa da un collega all’altro in modo fluido. Nessuno viene escluso. Dalla conversazione emerge una prima idea di soluzione che in pochi minuti diventa sempre più precisa.
Semplificare senza banalizzare, selezionare senza escludere, decidere senza imporre. L’intelligenza collettiva seleziona la risposta più adatta al contesto reale del gruppo.
Problema analizzato, soluzione trovata, impegni assunti, comportamenti pianificati. La cassetta degli attrezzi non dipende dalla bravura del facilitatore o dalla complessità del problema. Funziona perché è progettata per funzionare.
Leonardo Previ
Imprenditore (ho fondato Trivioquadrivio nel 1996), docente universitario (ho insegnato Gestione delle risorse umane all’Università Cattolica di Milano per 18 anni), saggista (ho pubblicato 6 libri e molti articoli). Mi occupo di organizzazioni e so aiutare le imprese a rafforzare la postura collaborativa dei propri addetti.
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Vibe coding: 50 minuti per trasformare le idee in prototipi operativi, senza scrivere codice
Il Richmond AI Practice Lab è un’esperienza pratica e personalizzata che mostra come oggi sia possibile progettare e sviluppare workflow e micro-soluzioni software in modo immediato, anche senza competenze tecniche di programmazione.In sessioni di 50...Richmond AI Advisors
Un team di esperti di intelligenza artificiale che accompagna manager e aziende nel passaggio dalla conoscenza all’applicazione concreta dell’AI
Richmond AI Advisors
Un team di esperti di intelligenza artificiale che accompagna manager e aziende nel passaggio dalla conoscenza all’applicazione concreta dell’AI
Il Richmond AI Practice Lab è un’esperienza pratica e personalizzata che mostra come oggi sia possibile progettare e sviluppare workflow e micro-soluzioni software in modo immediato, anche senza competenze tecniche di programmazione.
In sessioni di 50 minuti, i partecipanti lavorano sulla prototipazione diretta di processi, automazioni e strumenti digitali, utilizzando il linguaggio naturale per descrivere ciò che il sistema deve fare e lasciando che l’AI traduca queste indicazioni in strutture operative funzionanti.
Il laboratorio è pensato per chi conosce già l’intelligenza artificiale, ma vuole fare un passo in più: passare dall’idea al prototipo in tempo reale, senza dover progettare tutto prima, senza scrivere codice e senza dipendere da team tecnici.
Ogni sessione è progettata su misura: si parte da un’esigenza concreta, si definisce l’obiettivo del workflow e lo si costruisce passo dopo passo, correggendolo e migliorandolo mentre prende forma.
L’obiettivo non è imparare un linguaggio di programmazione, ma sperimentare un nuovo modo di sviluppare soluzioni digitali, in cui pensiero, descrizione e costruzione avvengono nello stesso momento.
Richmond AI Advisors
Un team di esperti di intelligenza artificiale che accompagna manager e aziende nel passaggio dalla conoscenza all’applicazione concreta dell’AI. Formati e supervisionati da Alberto Mattiello, i Richmond AI Advisors combinano competenze di progettazione, consulenza e implementazione per aiutare ogni partecipante a integrare l’AI nei propri processi.
Porteranno le persone coinvolte a sperimentare strumenti orizzontali, soluzioni verticali di settore e la costruzione di workflow automatizzati e agentici. Sono loro a guidare le sessioni del Richmond AI Practice Lab, offrendo strumenti pratici, esempi reali e casi d’uso specifici per ogni ambito professionale.
Wellness Moment
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Equilibrio del Mattino
Stai seduto tante ore? No problem! Mini sequenze semplici ma profonde per sciogliere schiena, collo e spalle. Perfetto per chi lavora molte ore seduto e desidera migliorare postura ed energia favorendo l’allineamento della colonna, il...Julia Carlini
Insegnante di Yoga
Julia Carlini
Insegnante di Yoga
Stai seduto tante ore? No problem! Mini sequenze semplici ma profonde per sciogliere schiena, collo e spalle. Perfetto per chi lavora molte ore seduto e desidera migliorare postura ed energia favorendo l’allineamento della colonna, il rilascio delle tensioni e una maggiore apertura del torace.
Benefici:
– Riduzione delle tensioni a collo, spalle e zona lombare
– Miglioramento della postura durante l’attività lavorativa
– Incremento della mobilità articolare in sicurezza -
Sulle orme di Fellini
Inizia la giornata lasciandoti avvolgere dalla brezza marina e dal lento ritmo dei tuoi passi lungo il lungomare. Durante la passeggiata, scoprirai i luoghi più amati da Federico Fellini, tra scorci iconici e piccoli racconti...Julia Carlini
Insegnante di Yoga
Julia Carlini
Insegnante di Yoga
Inizia la giornata lasciandoti avvolgere dalla brezza marina e dal lento ritmo dei tuoi passi lungo il lungomare. Durante la passeggiata, scoprirai i luoghi più amati da Federico Fellini, tra scorci iconici e piccoli racconti che svelano la magia della città che ha ispirato il grande regista.
Durante la passeggiata, sarai guidato da brevi momenti di meditazione: respiro consapevole, attenzione ai suoni, al vento e alla luce del mattino. Un’occasione per unire movimento, memoria e presenza interiore, trasformando la camminata in un piccolo rituale di energia e ispirazione per corpo e mente.
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Location
Simbolo della Dolce Vita e luogo dell’immaginario felliniano, il Grand Hotel di Rimini ha un posto nella leggenda. Vanta una storia centenaria: dal 1908, è la quinta ideale di uno spettacolo caleidoscopico con i suoi saloni storici e le nuove, modernissime zone relax.



