CYBER Conferenze

RICHMOND CYBER RESILIENCE FORUM 2017

PROGRAMMA CONFERENZE E RELATORI

CONFERENZA D’APERTURA

Communicating Cyber Security in the Age of Big Messaging

Attendees to this year’s conference have most likely asked themselves at some point in their career, “What do I say now?” Whether it’s a response to a difficult question from a boss, a response to a company problem, or an explanation to a government agency, what you say can be the difference between success and failure.

Former Secretary Michael Balboni knows this all too well having spent twenty years in New York State government through some of the most notable events in the last half-century. He served in both houses of the Legislature, served as the Secretary for Public Safety where he worked for two Governors and oversaw thirteen agencies and was the Senior Homeland Security official for the State. He also wrote every law related to homeland security for the State and has testified before Congress, and served as an advisor to two US Secretaries of Homeland Security.
Mr. Balboni also understands media. He regularly appears on CNN, Fox and MSNBC to discuss matters relating to national security. In his business, RedLand Strategies, he assists clients in what to say, how to say it, and, most importantly, whether to say it.

Micheal Balboni

Andrea Zapparoli Manzoni

Cyber Risk Management, elemento competitivo strategico in un mondo insicuro by design

 

La gestione dei rischi “cyber” è fondamentale per la protezione di tutti quegli asset materiali e immateriali (molti dei quali non IT), che vengono messi a rischio a causa dell’applicazione dell’ICT in un mondo iperconnesso ed insicuro by design. Nel corso del seminario daremo una definizione di Cyber Security e di Cyber Risk, e presenteremo un modello pratico di Cyber Risk Management, fornendo una serie di raccomandazioni derivate dall’esperienza sul campo.

 

 

Difesa cyber: quanti soldi spesi male!

La resilienza cyber è un tema presidiato da pochi e messa a rischio da molti. Mentre i governi cercano di sviluppare norme per la difesa dei cosiddetti “servizi essenziali”, le organizzazioni investono nella difesa dei propri prodotti sperando che funzioni bene l’intero sistema che influenza la propria sicurezza. Tutti nutrono sospetti e preoccupazione per la supply chain, pochi si concentrano sul fattore umano.
La prima difesa da porre in essere è la resilienza organizzativa. Senza un sistema di gestione della continuità operativa non c’è difesa cyber efficace. Senza un investimento formativo efficace, non stiamo indirizzando il maggiore rischio, ovvero la leggerezza con cui i non addetti ai lavori delle organizzazioni aprono le porte a visite non desiderate.
Durante questo seminario si discuterà di quanto si può fare in tal senso e di quanto si deve fare per i ‘servizi essenziali’.

Gianna Detoni

BCI Italian Forum Leader

Vittoria Pietra,

Psicologa Psicoterapeuta

Il fattore umano: un moltiplicatore o un sottrattore di sicurezza?

 

Quante volte abbiamo dovuto architettare password inviolabili, talmente complesse da farci pentire ogni volta che le dobbiamo ritrovare nella memoria o nei nostri appunti nascosti?
E quante volte lo sforzo fatto non ha prodotto il risultato sperato, ovvero metterci al riparo da qualunque incursione o violazione?
Nonostante barricate ipertecnologiche e sistemi di sicurezza molto ben congegnati, capita molto spesso  che le chiavi di accesso al nostro mondo, sia esso cyber o naturale, vengano poi comunicate con leggerezza a chi ci sta intorno o lasciate incustodite davanti agli occhi di tutti.
Cos’è che non funziona? O meglio, cos’è che rende gli esseri umani così ingenui o così fiduciosi da vanificare in un minuto mesi e mesi di algoritmi? Ozio, pigrizia, noncuranza, fiducia…
Forse ci fidiamo troppo degli altri, o al contrario ci fidiamo troppo poco che qualcosa possa essere veramente protetto e soltanto nostro; è il nostro essere animali sociali a rendere difficile per l’uomo una garanzia di privacy, quello che è sicuro è che fiducia e sfiducia sono alla base del nostro muoverci nel mondo e non possono essere ignorate, al contrario meritano di essere conosciute un po’ più a fondo.