13 Nov A tu per tu con: Corradino Marconi, Dir. Generale e Dir. Marketing Strategico di VILLANI SpA

Corradino Marconi nasce a Milano ma vive a Bologna, dove si è laureato in Economia e Commercio. Dopo una breve ma determinante esperienza in P&G a Roma, inizia un’importante esperienza nel settore Marketing della divisione Bakery di Barilla.
Nel 1996 approda in Villani Salumi prima come Responsabile Marketing, poi Direttore Esecutivo fino ad assumere l’attuale incarico di Direttore Generale dell’intero gruppo Villani Salumi.
Dal 2011 ricopre anche la carica di Presidente del Consorzio Mortadella Bologna, 2° consorzio di salumi per importanza solo dopo il Consorzio di Parma. È inoltre consigliere in ISIT Istituto salumi tutelati Italiani.
Nel 2015 è autore di un libro sulla storia del salume più blasonato d’Italia “Mortadella che Passione”, edito da Cairo Editori.

Buongiorno Corradino e grazie per aver scelto di partecipare alla 25esima edizione di Marketing forum! Da diversi anni ormai partecipi a questo evento. Cosa ti spinge a tornare?

Credo che non si finisca mai di imparare, solo i presuntuosi pensano di sapere tutto. Marketing Forum è innovativo e attento a tutte le nuove tendenze e tecnologie. Esserci fa la differenza.

Di cosa si occupa la tua azienda? E quali sono le responsabilità che ricopri nel tuo ruolo?

La mia azienda si occupa di emozioni e di fidelizzazione; poi vendiamo anche salumi. Il mio compito è fare in modo che i nostri clienti siano contenti e soddisfatti e che i nostri consumatori non ci dimentichino.
Ogni boccone dei nostri prodotti deve lasciare il segno.

Quali sono le principali sfide che il vostro settore incontra in questo momento storico e come le state affrontando? Con quali strumenti, iniziative?

Le sfide sono molto legate alla sostenibilità del nostro settore e alla riduzione dell’impatto del confezionamento su questo pianeta.
Le aziende non possono continuare ad avere una sensibilità così bassa, dobbiamo pensare non solo a far guadagnare le nostre aziende, ma anche a restituire il mal tolto. Ciò significa impegno e partecipazione a questi temi.

Cosa ami maggiormente del tuo lavoro?

La felicità delle persone il primo giorno di lavoro, lo sguardo e il sorriso della nostra gente quando riceve un contratto a tempo indeterminato; avere dimostrazioni di apprezzamento su come si vive in Villani e sulla serietà e bontà dei nostri prodotti.

Secondo te cosa è insito nella dicitura “Made in Italy”, che tutti noi pronunciamo con orgoglio?

Dentro a Made in Italy c’è la storia di questo paese, la storia di Comuni, Ducati e Stati, i sacrifici di un popolo povero dal quale però sono nate ricette di semplicità. Da tutti i popoli conquistatori e oppressori di questa terra siamo comunque riusciti ad imparare, dalle principali tecnologie al  savoir faire che ciascuno ha lasciato e abbiamo avuto la capacità di mettere insieme e sfruttare questa conoscenza diffusa. Insomma, non possono esserci solo le materie prime, altrimenti ci dimentichiamo della capacità e dell’arte dell’uomo nel saper fare.

Cosa ti aspetti dalla partecipazione all’evento?

Essere accolto in un evento in cui l’interesse di tutti è imparare e contagiare.

Ci vorrà tempo perché il 5G sia alla portata di tutti ma in che modo i brand dovrebbero prepararsi a questa ennesima svolta tecnologica?

Non mi aspetto niente o tutto, dipende da cosa vogliamo fare.

L’intelligenza emotiva come può determinare il successo della leadership?

L’intelligenza emotiva già oggi influenza e determina la leadership. Stiamo attenti ad adoperarla nel giusto modo altrimenti manipola ma non convince.

Se le chiedessimo di spiegarci l’affermazione “pensare globalmente, agire localmente”, che cosa ci risponderebbe?

Sono belle parole per dire che dobbiamo pensare in grande e sentirci piccoli.

Quali soft skills il marketing manager del 2020 non può non possedere?

La sensibilità verso l’uomo.

Nell’era dei social e delle influencer, che cosa significa essere Marketing Manager nella tua azienda?

I social non mi piacciono particolarmente, ma ci vado d’accordo perché fanno quello per cui li hanno inventati, cioè pensare di partecipare per sentirsi importanti. Ma la sostanza e la verità sono altrove.

In che modo la diversità culturale e generazionale possono diventare un vantaggio competitivo per le aziende? E quale ruolo può essere svolto dalla comunicazione su questo fronte?

Da sempre le generazioni lavorano insieme; certo oggi c’è una sproporzione tra età più mature e i giovani a vantaggio dei primi. I giovani finiscono di studiare a poco più di 20 anni e i più vecchi vanno in pensione tardi. La cosa importante è che si rispettino, perché ognuno se si impegna ha un suo perché.

Si parla sempre di agilità e capacità di adattamento come competenze strategiche. Ma cosa vuol dire esattamente essere “agili” e allo stesso tempo strategici?

Non lo so, però credo che la capacità di cambiamento sia direttamente proporzionale alla leadership. Se vuoi essere agile ti alleni e se vuoi essere strategico vai a Marketing Forum. Dopo diventi agile e strategico.

Cosa ricordi del tuo primo giorno in azienda? Cosa hai conservato di quello “stagista” alle priume armi? E cosa è profondamente cambiato in te?

Avevo “fame”, non avevo una lira e volevo cambiare il mondo. A volte credo che se i giovani non hanno speranza o se togliamo loro la speranza, facciamo il male più grande all’umanità. Non c’è futuro senza speranza, non c’è vita senza un perdono.

Quali consigli vorresti dare ai professionisti del marketing alle prime armi?

Quello che dico spesso ai giovani è abbiate la voglia di conoscere, di imparare, non stancatevi mai di leggere e di ascoltare, cercate di essere voi stessi e pensate che dietro a ciascuno di noi c’è un uomo con tutti i suoi limiti. Non dimenticate che la vita lavorativa non è una corsa da centometristi, ma una maratona.

Grazie Corradino! Ti aspettiamo a Rimini dal 17 al 18 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!