SECURITY DIRECTOR FORUM 2018

PROGRAMMA CONFERENZE E RELATORI

CONFERENZA D’APERTURA

Patrick M. Conley

Former Special Agent at FBI

LE MINACCE DEL MONDO MODERNO: L’ATTUALE SITUAZIONE DELLA SICUREZZA AZIENDALE

 

Garantire un ambiente sicuro nel rispetto della propria cultura è oggi la sfida di tutti i professionisti della sicurezza.
Una panoramica degli incidenti più recenti e dei trend in corso ci guiderà verso la discussione delle criticità che i Direttori della Sicurezza devono fronteggiare.
Tra gli argomenti in discussione:
• L’anatomia del programma di sicurezza aziendale
• Ottenere il coinvolgimento della “C-suite” per garantire il successo del tuo programma di sicurezza
• Come creare un team di valutazione delle minacce per rispondere alle violenze sul posto di lavoro, alle risoluzioni conflittuali del rapporto di lavoro, ai furti interni ed esterni, alle frodi
• Critical Incident Response e piani di continuità operativa
• Protezione del brand

Stefano Bargellini

Executive Advisor Safety, Security and Property - Commendatore al Merito della Repubblica Italiana

IL POSIZIONAMENTO DELLA SICUREZZA NELLA ORGANIZZAZIONE E NELLA GOVERNANCE AZIENDALE

Quale è il giusto collocamento della Sicurezza in una organizzazione aziendale? Safety e Security, sono due facce della stessa medaglia?
Sempre più spesso si parla di questo tema che, a volte, vede soluzioni o ipotesi fantasiose, a volte ragioni più o meno valide per ipotizzarne il collocamento a riporto del direttore HR, dell’AD o del Presidente. Ma vediamo anche casi in cui la sicurezza sta in area tecnica o addirittura commerciale.
Certo, tanto dipende dall’entità dell’Azienda di cui si parla ma, oggi, il quadro normativo delinea una serie di responsabilità in capo ai vari soggetti, che non è più possibile seguire la fantasia o le ragioni più o meno di parte.

Se Safety e Security non possono non prescindere da un sistema di deleghe vero ed effettivo, all’interno del quale le responsabilità sono ben identificate, la collocazione di questo Manager diventa chiara, semplice e logica: deve riportare direttamente al delegante o comunque al vertice dell’Azienda.

PROVE TECNICHE DI NEGOZIAZIONE
Gestire il conflitto come generatore di valore

 

Il conflitto è quotidiano, è lì, dalla notte dei tempi nella storia dell’uomo e nel nostro quotidiano.
Troppe volte confuso con la guerra, il conflitto è considerato come qualche cosa di negativo.
Una vita senza conflitto è come stare con qualcuno che la pensa sempre come te: una vita forse calma, ma sterile.
È comunque utopica.
È attribuita a George Bernard Show questa frase “Se tu hai una mela e io ho una mela e ci scambiamo le nostre mele allora tu ed io avremo ancora una mela a testa. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ci scambiamo queste idee, allora ciascuno di noi avrà due idee”.
Il conflitto va però gestito. Per farlo bisogna riconoscerlo e accettarlo prima, e poi tradurlo in un’opportunità.
Per questo servono abilità relazionali, che fanno capo alla capacità di negoziare.
Alessandra Colonna ci accompagnerà in un breve ma intenso viaggio dentro la negoziazione e risponderà a questa domanda: “Come creare da un dissenso un accordo di valore e un assetto relazionale sano?”.

Alessandra Colonna

Managing Partner di Bridge Partners®, prima e unica società italiana specializzata in negoziazione.

Matteo Tassoni

Country Security&Crisis Manager (Italy, Balkans, Greece & Israel), ABB SpA

IL CRISIS MANAGEMENT vs L’EMERGENCY PLAN vs BUSINESS CONTINUITY PLAN

 

Tutt’oggi in Italia (ma non solo) i tre argomenti sono spesso gestiti in maniera fortemente separata e, spessissimo, da funzioni diverse:
– Crisis Management: Security
– Emergency Plan: HSE
– BCP: Operativo

Questo ha generato un forte scollamento di tre temi che invece sono fortemente collegati.
Affronteremo l’esperienza pilota di ABB nell’unire questi tre temi e nella creazione dei team dedicati.

COMUNICAZIONE IN SITUAZIONI DI CRISI: TEMPI, METODI, SUGGERIMENTI E CASE-HISTORY

Le recenti vicende del Diselgate Volskwagen e del Datagate Facebook hanno messo ancora una volta in chiara evidenza come nei momenti di crisi e di potenziale pregiudizio reputazionale il ruolo della comunicazione diventi strategico e dirimente. Chi si occupa di sicurezza potrebbe sentirsi troppo occupato su altri fronti per potersi preoccupare anche di questi aspetti, ma non è così: una comunicazione mal gestita, sia verso i mass-media che diretta verso l’opinione pubblica, può recare grave pregiudizio – anche patrimoniale – all’azienda, e saper comunicare al meglio – e soprattutto sapere cosa comunicare, e prepararsi a farlo con ampio anticipo – è fondamentale.

Per questo abbiamo invitato Luca Poma, esperto di Crisis communication e crisis management, a tenere questa sessione. Con l’aiuto di esempi pratici e analisi di casi noti, ci aiuterà a decifrare i linguaggi utilizzati e gli effetti provocati nella gestione di crisi, e ci permetterà di trarne un utile decalogo che potrà aiutare i manager della sicurezza a sentirsi “più sicuri” anche sul fronte della comunicazione.

Luca Poma

Professore in Reputation Management all’Università LUMSA di Roma e specialista in Crisis Communication

Cecilia Venezia

Psicologa, formatrice e coach

PER TROVARE LA SOLUZIONE DIMENTICA IL PROBLEMA

Dall’analisi del problema al focus sulla soluzione. L’approccio tradizionale al problem solving, prevede che davanti ad un problema si inizi sempre con un’accurata e spesso prolungata analisi della situazione. L’approccio focalizzato sulle soluzioni, soluzione focus, tende invece a concentrare tutta l’attenzione sulla visione, sulle risorse, sui compiti, sugli obiettivi. E’ un metodo di lavoro che si basa sul concetto di cambiamento  (se continuiamo a fare una cosa come è stata sempre fatta l’esito sarà sempre il medesimo) e che enfatizza i successi, concentrandosi su ciò che funziona. “Non occorre sapere come funziona la serratura per aprire la porta, basta avere la chiave” il tema verrà trattato attraverso la metodologia Esperienziale, coinvolgendo i partecipanti in attività pratiche intervallate da momenti di riflessione e pillole teoriche.

LA TRAVEL SECURITY: LA PROTEZIONE DEL PERSONALE IN TRASFERTA

 

Il concetto di Duty of Care ed un forte risveglio di responsabilità da parte delle aziende verso il proprio personale (più ancora delle minacce terroristiche) hanno fatto sì che il tema della Travel Security sia entrato pesantemente nell’agenda di ogni Security Manager.
Si tratta però di un tema molto complesso e che non si può inventare dall’oggi al domani; nel dettaglio parleremo di:
• L’importanza (ampiamente tralasciata) di sapere dove sono i nostri dipendenti: il collegamento fra Security e le Travel Agency
• I Sw di localizzazione del personale e le mappe del rischio
• La Travel Security non è quello che facciamo sul campo (scorte, auto blindate, etc.) ma la preparazione del viaggio
• Gli strumenti tecnologici per le aree ad alto rischio
• L’importanza della formazione pre-partenza
• I questionari pre-partenza (Security Clearance Form) e le relative approvazioni
• I protocolli MedEvac
• I sistemi informativi mail, sms, telefono sulle situazioni di dettaglio ed in evoluzione
• I fornitori internazionali di servizi di security on-site

Matteo Tassoni

Country Security&Crisis Manager (Italy, Balkans, Greece & Israel), ABB SpA

Mauro A. Del Pup

Risk Manager Senior

IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT PER IL GOVERNO DEI RISCHI: VIRTÙ DI POCHI O NECESSITÀ PER TUTTI?.

Partiamo da questo assunto: “Il Risk Management è la tecnica di gestione dei rischi d’impresa che tende a salvaguardare attraverso l’uso di strumenti di varia natura (prevenzione, protezione, assicurazione, ecc…) e nelle migliori condizioni di costo, il patrimonio dell’impresa contro le perdite che possono colpirla nell’esercizio delle propria attività”.
Tuttavia, malgrado l’esplosione delle conoscenze, il trattamento del rischio non è spesso pianificato e prepariamo una risposta agli eventi solo dopo che essi sono accaduti e non sulla scorta di un progetto elaborato in anticipo, pur sapendo che le conseguenze di una scarsa o mancata pianificazione e preparazione a trattare il rischio possono essere catastrofiche.
E’ per questo che, invece di continuare a trattare i diversi rischi in modo separato, bisogna attivare un lavoro di squadra che, con il coordinamento e il supporto del Risk manager, punti a mettere insieme le diverse competenze specialistiche come lo è quella del Security manager.
Il Risk Management ovviamente non è la panacea per risolvere tutti i problemi dell’azienda, ma l’organizzazione che riconoscerà la validità dei concetti che lo ispirano, non soltanto migliorerà i propri risultati, ma opererà anche su un nuovo terreno e in anticipo sui concorrenti.

LEADERSHIP: UN GIOCO D’EQUILIBRIO

 

Dai tempi antichi all’interno del gruppo nasceva il leader naturale. In passato era chi dimostrava la personalità più forte o chi magari era più determinato degli altri: questa persona serviva per mediare la competizione interna oltre a proteggere il gruppo contro il male (altri tribù o predatori). La leadership quindi diventò una risorsa necessaria, quasi fondamentale per la sopravvivenza e l’efficacia del gruppo. Quali sono le competenze che servono oggi per assicurare la produttività del team? E quanto peso ha un bravo leader sui risultati aziendali? Il 58% dei collaboratori dicono che la propria produttività soffre di fronte a un pessimo leader. Trovare il giusto equilibrio tra stimolare la motivazione e pretendere la performance è sempre una sfida. Ma se ognuno gioca il suo ruolo nel modo corretto, finisce che la motivazione spinge la performance… e i risultati possono solo arrivare!

Katherina Tsalikis

Executive Coach & HR Consultant

Luisa Franchina

Presidente AIIC associazione italiana esperti infrastrutture critiche

LA SICUREZZA NELLE ORGANIZZAZIONI COMPLESSE

La complessità è insita nelle organizzazioni ma anche negli eventi.
Quali sono le best practice per la gestione di complessità relative alla sicurezza?
Quali sono i problemi, le difficoltà e le soluzioni necessarie per assicurare la protezione di una organizzazione medio/grande o di un evento complesso?
Quali sono le sfide che dobbiamo affrontare e le esperienze che ci aiutano?
La sessione sarà centrata su questi temi per favorire un dialogo aperto sulle risposte a queste domande.

IL FATTORE UMANO: LA COMPLESSITÀ DELLA CHIAVE DEL SUCCESSO

I modelli organizzativi di impostazione anglosassone tendono a creare strutture che operino a prescindere dalla qualità dell’uomo che vi interviene: è un approccio corretto? L’uomo è un elemento di complessità che incrementa o riduce i fattori di rischio? L’uomo è e rimane il protagonista vero delle opportunità come delle incognite. E’ possibile costruire modelli di azione e di tutela che tengano conto del fattore umano nelle sue diverse valenze?

Manuel Di Casoli

Direttore Affari Legali e Security, Mediamarket S.p.A.

Pawel ‘okno’ Zorzan Urban

Cyber Security Manager, Hacker, Penetration Tester – Undisclosed

LA CYBER SECURITY AZIENDALE E LE NUOVE FRONTIERE DELLA SICUREZZA

 

I sistemi informatici e di sicurezza presenti nel marcato ad oggi, non possono autonomamente garantire una completa protezione contro le attuali minacce e contro i Cyber Criminali, allo stesso modo non basta delegare il lavoro di controllo ai tecnici del settore IT.
E’ pertanto necessario sviluppare un piano dedicato ad ogni tipologia di azienda effettuando formazione Cyber a tutte le cariche Aziendali, dal CEO all’ultimo stagista, installazione e configurazione di dispositivi sicuri mediante Best Practice.
Ricordiamo che “la Sicurezza NON è un prodotto ma un processo”.

Durante questo intervento analizzeremo come gestire questo processo e cosa comporta per i responsabili della sicurezza, i tecnici ed altre cariche aziendali.
Infine faremo un breve accenno alla nuova normativa GDPR e cosa comporta adempiere ad essa per evitare spiacevoli sanzioni.

ALTRE SESSIONI IN VIA DI DEFINIZIONE

TEMATICHE DI SETTORE :

Obblighi, responsabilità civile e penale per gli operatori del settore sicurezza

Chiederemo agli esperti un aggiornamento in materia normativa e la condivisione di alcune casistiche che aiutino ad avere un quadro chiaro della normativa vigente e delle relative implicazioni per aumentare la consapevolezza degli obblighi e delle responsabilità del ruolo.

 

Videosorveglianza intelligente e impatto privacy

I nuovi sistemi di videosorveglianza permettono ciò che mai avremmo osato pensare… Come usarli nel pieno rispetto della normativa vigente?

Software per la gestione integrata

Affideremo ai fornitori presenti all’evento la presentazione delle piattaforme per la gestione integrata della sicurezza ovvero dei software oggi in grado di “gestire” infrastrutture a supporto delle varie attività di sicurezza

Il controllo a distanza

Cosa fare e cosa non fare nel rispetto del regolamento UE 2016/679

 

La società trasparente: il ruolo della sicurezza

Trasparenza e controllo sembrano a volte essere in conflitto con i principi di privacy.
Ma la trasparenza si traduce anche in strumento efficace di prevenzione e la sicurezza può giocare un ruolo fondamentale perché diventi uno “state of mind” anche per le aziende.

 

Programma conferenze edizioni passate:

Clicca sul link per scaricare.

Programma Conferenze 2017

Programma Conferenze 2016