RICHMOND HSE FORUM 2018

PROGRAMMA CONFERENZE E RELATORI

 CONFERENZA D’APERTURA

Mario Tozzi

PAURE FUORI LUOGO

 

MARIO TOZZI, il geologo e divulgatore scientifico più famoso in Italia, sarà lo Speaker d’apertura di Richmond HSE forum.

Non solo geologo, Mario, conosciuto dal grande pubblico per la conduzione e la collaborazione in numerosi show televisivi, prendendo come spunto il suo recente libro “Paure fuori luogo.
Perché temiamo le catastrofi sbagliate”  guiderà i partecipanti del prossimo Hse Forum,  lungo un percorso mentale che li metterà davanti ad alcune paure collettive, spesso infondate e all’importanza dell’informazione e della comunicazione per tutto ciò che riguarda la sicurezza propria e di coloro di cui siamo responsabili.

Progettare un sistema efficace e snello di gestione dei near-miss

 

Le segnalazioni “dal basso” – quali i near-miss, le condizioni ed i comportamenti insicuri – rappresentano una fonte primaria di informazioni riguardanti la sicurezza dei luoghi di lavoro così da cercare di prevenire in modo efficace infortuni e incidenti.

 

Questi “eventi precursori” rappresentano dei segnali (di condizioni latenti) che, se ben analizzati, possono evidenziare criticità latenti nell’organizzazione aziendale favorendo sia lo sviluppo di più efficaci e mirati interventi di formazione/informazione sia l’aggiornamento dinamico della valutazione dei rischi.

 

La sessione mira a fornire gli strumenti operativi per progettare un sistema di gestione snello e ben strutturato per la raccolta, ed analisi degli eventi precursori consentendo così di ottimizzare le risorse coinvolte nel processo, e nello stesso tempo, massimizzando l’efficacia del sistema di gestione dei near-miss.

Maria Grazia Gnoni

Professore associato di “Sicurezza ed Ambiente” presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, Università del Salento

Lucio Fattori

Ingegnere civile e formatore in materia di sicurezza sul lavoro.

I terremoti e la gestione dell’emergenza

“Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile.
È fragile il paesaggio e sono fragili le città…”. Renzo Piano

I fatti di cronaca troppo frequentemente ci ricordano che viviamo in un Paese ad elevato rischio sismico e che durante un terremoto le abitazioni e gli edifici produttivi possono essere fragili e causare danni agli occupanti, lavoratori compresi.
È possibile gestire l’emergenza in caso di terremoto?
Come verificare l’efficacia dei propri piani di emergenza nello scenario sismico?

Quali sono le maggiori criticità delle strutture e degli impianti produttivi da considerare nell’emergenza?
I terremoti vanno conosciuti e affrontati essendo pronti a mettere in atto delle procedure specifiche, che verranno presentate in questa sessione.

Corretto approccio per esercitazioni di emergenza – problemi e soluzioni

Le esercitazioni sono troppo spesso vissute come un fastidioso obbligo, quando non come un momento ludico. Quale sarebbe invece il giusto approccio da adottare, come viverle in modo che possano, in caso, essere davvero utili?
• Metodi e Strumenti per esercitazioni efficaci nella gestione delle emergenze
• “La Simulazione Preventiva in formazione per gestire le Emergenze”
• Soluzioni Operative Possibili – Terremoto, Alluvione, Maremoto, Rischio Industriale
• Le Esercitazioni sul campo
• Addestramento all’Emergenza in modalità Edutainment

Francesco Mingolla

Consigliere - Responsabile Commissione Sicurezza presso Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto

Antonio Zuliani

Consulente di enti e aziende per la predisposizione dei Piani di Emergenza, le analisi delle esercitazioni e la comunicazione nella situazione di crisi

Aiutare la mente in emergenza

Gli incidenti sul lavoro e la gestione delle emergenze sono direttamente collegate al funzionamento mentale delle persone coinvolte
La sessione mira a fornire ai partecipanti un quadro di conoscenze sui modelli mentali e i comportamenti che ne conseguono. Si tratta di elementi utili per strutturare un piano di emergenza che aiuti le persone a fare le scelte migliori tra quelle disponibili alla loro mente e che già spontaneamente metterebbero in atto (Thaler le chiamerebbe “spinte gentili”).
Non si tratta di condizionare le persone a comportamenti e procedure preordinati e standardizzati, perché questo le renderebbe incapaci di affrontare le situazioni nuove e le emergenze.
Percorrendo la strada proposta si ottengono comportamenti efficaci, migliorando la consapevolezza delle persone, la cultura della sicurezza aziendale e la capacità di reazione di fronte a situazioni critiche e di emergenza.

La Sicurezza? Non mi riguarda, roba da HSE

Il titolo potrebbe sembrare una battuta di un qualunque lavoratore, contenuta nel copione di una storia drammatica, di cui i lavoratori sono spesso attori, loro malgrado e a loro insaputa. Riuscire a trasmettere ai lavoratori la “passione per la sicurezza” non è facile e non passa solo dalle aule formative. Come spingere i lavoratori ad essere dei protagonisti di una storia a lieto fine? A questa domanda si proverà a dare una risposta che comprenda non solo idee e suggestioni ma anche strumenti e metodologie pratiche.

Paolo Zambianchi,

HSE Training Coordinator, Salini Impregilo

Renata Borgato,

Università Milano Bicocca

Metodologie di formazione

Prima di scegliere quali metodologie didattiche usare occorre prendere in considerazione una serie di variabili di cui alcune attengono al progetto formativo vero e proprio (per esempio: voglio far acquisire conoscenze, capacità o atteggiamenti?) e altre sono riferite alla situazione di contesto.
Proprio perché le variabili sono numerose e i risultati si ottengono solo adattando le proprie strategie a esse, è necessario che il formatore padroneggi metodologie diverse in modo da poter scegliere di volta in volta la o le più aderenti alla situazione specifica.
Una prima divisione può essere fatta tra metodologie trasmissive, adatte per obiettivi di conoscenza, e metodologie attive. Ma mentre nel primo caso le scelte sono relativamente limitate (diverse tipologie di lezione, conferenze ecc.) nel secondo si può spaziare molto. E vale proprio la pena di esaminarle per costruire un proprio, personalissimo repertorio di opportunità.

Leadership: un gioco d’equilibrio

Dai tempi antichi all’interno del gruppo nasceva il leader naturale. In passato era chi dimostrava la personalità più forte o chi magari era più determinato degli altri: questa persona serviva per mediare la competizione interna oltre a proteggere il gruppo contro il male (altri tribù o predatori). La leadership quindi diventò una risorsa necessaria, quasi fondamentale per la sopravvivenza e l’efficacia del gruppo. Quali sono le competenze che servono oggi per assicurare la produttività del team? E quanto peso ha un bravo leader sui risultati aziendali? Il 58% dei collaboratori dicono che la propria produttività soffre di fronte a un pessimo leader. Trovare il giusto equilibrio tra stimolare la motivazione e pretendere la performance è sempre una sfida. Ma se ognuno gioca il suo ruolo nel modo corretto, finisce che la motivazione spinge la performance… e i risultati possono solo arrivare!

Katherina Tsalikis

Executive Coach & HR Consultant

Antonella D’Agostino,

Quality and HSE Manager, Bosch Rexroth SpA

Essere umano fa la differenza

Cosa ci si aspetta dall’ente HSE?
Come possiamo motivare le persone ad assumere comportamenti più sicuri?
Perché il coinvolgimento e il lavoro di squadra sono la chiave per ottenere risultati in ambito Safety?
Noi non siamo Super Eroi, ma semplici Essere Umani: non c’è chiave migliore per creare un dialogo del porsi allo stesso livello e adattarci ai diversi interlocutori con cui collaboriamo.
Un progetto di ridimensionamento culturale che porta l’attenzione sul come veniamo percepiti dagli altri: solo ponendoci allo stesso livello, possiamo ottenere il cambiamento culturale che desideriamo.

Dormire bene: una rivoluzione in azienda

Il sonno e il dormire bene sono diventati elementi rari e preziosi per le persone e questo impatta non solo la salute delle persone ma anche i risultati delle aziende. In questo incontro scopriremo insieme:
Perché le organizzazioni più innovative si preoccupano del sonno dei dipendenti e dei top manager?
Perché i campioni dello sport considerano strategico dormire bene?
Quanto costano all’azienda e alla società i disturbi del sonno?
Che relazione c’è tra il dormire bene, la sicurezza sul lavoro e l’aumento degli incidenti alla guida?
Cosa chiedono la direttiva UE e le nuove leggi italiane sui disturbi del sonno e le patenti di guida?
E’ vero che dormire meglio significa aumentare le performance?
In che cosa consiste un check up del sonno? E’ vero che posso eliminare il problema del russare? E come posso eliminare anche quella fastidiosa sonnolenza diurna?
Quali sono i nuovi programmi di supporto per le persone e per le aziende per gestire questi temi e migliorare i risultati?

Prof. Dr. Sergio Garbarino

Centro di Medicina del Sonno, Dipartimento di Neuroscienze Università di Genova

Emilio Patella

Segretario Nazionale, UNASCA – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza automobilistica

Salvatore Sciammetta,

Responsabile Dipartimento Salute e Sicurezza sul lavoro,Gruppo inditex

Il peso degli infortuni. Un modello di analisi quali-quantitativo

Quanto pesa un infortunio? Che valore ha? Relativo o assoluto?
Spesso perdiamo per strada molte delle informazioni che abbiamo in merito ad un infortunio. Questo accade perché le sottovalutiamo pensando che non possano aiutarci nella prevenzione.
Dove accadono (anche geograficamente)? Quando? Che tipologia hanno? Quale la loro gravità? Qual è l’anzianità di servizio del dipendente coinvolto? Quali indici standard possiamo utilizzare?
Questi sono solo alcuni esempi di dati che possiamo raccogliere.
Ma cosa farne? E come ponderarli?
Proveremo a fornire alcuni strumenti metodologici per un’analisi numerica approfondita degli infortuni al fine di comprendere dove intervenire, come e con che priorità.

Sharing love for Health & Safety

In che modo ingaggiare i lavoratori nella visione della sicurezza?
Quali strumenti utilizzare per generare passione e coinvolgimento in maniera non convenzionale?
Come meglio canalizzare creatività ed energie dei lavoratori nei confronti della sicurezza?
Viviamo in un’epoca nella quale le regole classiche della comunicazione sono state stravolte e sempre di più oggi chiunque può essere creatore di contenuti. La maggior parte della comunicazione è generata dal basso attraverso il linguaggio dei social, video e ashtag.
Anche i lavoratori non sono più solo ricettori passivi della comunicazione ma possono e vogliono essere attori protagonisti.
Come sfruttare al massimo il potenziale inespresso all’interno dell’organizzazione e generare passione ed engagement liberando la creatività?
“Sharing love for heatlth and safety” offrirà una riflessione in questo ambito e una case history di grande successo a livello globale, che può essere replicata sia a livello aziendale che sociale, come di fatto già sta avvenendo anche grazie al movimento Italia Loves Sicurezza.

Davide Scotti

Segretario Generale di Fondazione LHS e HSE Culture Manager di Saipem.

TAVOLA ROTONDA

Il Club Prevenzione Grandi Organizzazioni e la promozione della Cultura sulla Safety
Il Club nato nel 2010 vuole rappresentare la voce delle grandi organizzazioni italiane o che operano in Italia e dare ai loro HSE manager un luogo dove crescere «insieme» attraverso il networking e l’interscambio di conoscenze ed esperienze. Nella tavola rotonda interverranno 4 manager al vertice delle organizzazioni HSE di 4 grandi aziende italiane attivamente coinvolte nel Club.
Sarà l’opportunità di condividere con i partecipanti idee e best practice che hanno contribuito a portare valore e sostenere il cambiamento culturale all’interno di grandi organizzazioni.
Come influenzare e ispirare il management aziendale?  Come coinvolgere attivamente i membri dell’organizzazione? Come diffondere comportamenti sicuri? Queste saranno alcune delle domande che il moderatore della tavola rotonda, Davide Scotti (Vice Presidente del Club), porrà ai panelist.

Andrea Forzan,

QHSE Director, Salini Impregilo

Giacomo Rota,

Direttore Sicurezza, SIAD

Marco Satta

HSE Director, Saipem

Davide Spanti

Global Director EHS di Magneti Marelli SpA

Christian Sbocchi

Ingegnere esperto in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro

I Lavori Pericolosi

La sessione sarà composta da una breve parte teorica e da una dimostrazione pratica.

PROGRAMMA d’aula:
• Definizione di lavori pericolosi e riferimenti tecnico normativi
• Cenni sulla valutazione e gestione dei rischi nei lavori pericolosi: interazioni tra fattore umano, fattori ambientali e impianti/attrezzature;
• L’importanza della formazione e dell’addestramento nei lavori pericolosi.

PROGRAMMA dimostrazione pratica con Unità Mobile Addestrativa (simulatore itinerante):
Gli istruttori simuleranno diverse situazioni per l’accesso in verticale e orizzontale in spazio confinato e faranno indossare ai partecipanti maschere filtranti ed autorespiratori a seconda della necessità. Verranno inoltre simulate attività di lavoro in quota e relative tecniche di lavoro con utilizzo di sistemi anticaduta.

Fabio Mazzucco

Ingegnere esperto in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro

EXHIBITOR INSIGHT

Risk management e contesto dell’organizzanione- Come descrivere il contesto aziendale e i rischi alla luce della nuova ISO 45001.

E’ prossima l’entrata in vigore della ISO 45001. La norma inserisce gli stessi approcci della qualità e dell’ambiente anche per la sicurezza sul lavoro.
Si rende quindi necessario comprendere come descrivere il contesto e i rischi delle parti interessate in modo integrato con gli altri schemi di certificazione.
Durante l’intervento verrà presentata una metodologia lean consolidata, che consente di rappresentare il contesto aziendale, analizzare i rischi di business continuity in relazione alla sicurezza del lavoro in modo coerente con la strategia aziendale.
Attraverso esempi concreti, e casi di successo, si descriveranno gli strumenti disponibili per un processo integrato e consolidato che ha portato a rafforzare la struttura interna aziendale e consolidare la riduzione del rischio in un’ottica di lean management.

Alessandro Pavone

Valutatore qualificato per gli schemi Qualità, Ambiente, Sicurezza e Emas ha lavorato per anni per un primario Ente di certificazione.

Davide Zorrer

Product Manager Digital&Safety Solution, Jungheinrich

Lavorare non è un gioco, ma puoi farlo in tutta sicurezza

 

Nei plant produttivi e nei magazzini, dove persone e mezzi si muovono all’interno degli stessi spazi, il rischio di incidenti è elevato e le cronache quotidiane ce ne danno purtroppo conferma. Noi di Jungheinrich consideriamo centrale il tema della prevenzione e la sicurezza è un driver fondamentale nei nostri processi di ricerca e sviluppo. L’obiettivo della sessione è analizzare l’ecosistema all’interno di un magazzino evidenziandone le aree critiche e condividere le tecnologie, i prodotti e le soluzioni oggi disponibili per una prevenzione a 360°. L’illustrazione di un caso reale ci consentirà di concretizzare i benefici che si possono ottenere.

La Sicurezza applicata, sviluppo basato sulla localizzazione/tracking e sul valore umano.

 

Per limitare i rischi che possono pregiudicare la sicurezza, Toyota Material Handling ha sviluppato molteplici soluzioni che si adattano ai diversi contesti operativi ed ambientali. La customizzazione dell’ambiente lavorativo consente di rispondere ad ogni esigenza o necessità del Cliente.
Il nostro approccio si basa su due aspetti:  la tecnologia e il valore umano.
In un’ottica di miglioramento dell’efficienza, Huhtamaki ha sposato la filosofia di Toyota Material Handling introducendo sia “Toyota I-Site”, per la gestione dei flussi e della flotta di carrelli elevatori, sia “Spotme e Zoning”, per incrementare la sicurezza in aree di promiscuità uomo/mezzo.
Associamo alla gamma di soluzioni tecnologiche, che consento di  evitare collisioni e permettono la gestione di zone sicure, la possibilità di geo-localizzare e di tracciare i mezzi e pedoni. Grazie al nostro gestionale I-Site e  grazie allo sviluppo tecnologico abbiamo una quantità di dati veramente importante. La vera sfida è rendere sempre più interconnesso uomo-macchina-azienda per ottimizzare flussi, eliminare gli sprechi ed incrementare la sicurezza.
L’offerta formativa del nostro Training Center ha lo scopo di sviluppare il valore umano attraverso programmi di formazione nell’ambito della sicurezza.

Antonio Anziano , Davide Quaquarelli

Toyota Material Handling

Alisea

La valutazione del rischio aeraulico, relativo alla contaminazione degli impianti di trattamento aria