RICHMOND ENERGY BUSINESS FORUM 2018

PROGRAMMA CONFERENZE E RELATORI

 CONFERENZA D’APERTURA

CHIARA MONTANARI

ANTARCTICA METAFORA DEL MONDO CONTEMPORANEO:
tra gestione dell’imprevisto, climate change e impegno globale

 

Novembre 2016, Antartide. É qui che si trova la più grande riserva marina al mondo. L’evento è di quelli storici, ma c’è anche chi si domanda se abbia senso concentrare tutti i nostri sforzi sull’Antartide. Da oltre 15 anni Chiara Montanari si occupa di spedizioni polari. All’attivo ha 5 missioni in Antartide: la prima come direttore dei lavori dell’impianto ad alta efficienza energetica da lei progettato, le successive come capo delle missioni alle basi internazionali più remote ed estreme del Pianeta.  Per gli scienziati l’Antartide è un laboratorio a cielo aperto dove, tra le varie ricerche, si studiano da vicino i cambiamenti climatici; per i team d’ingegneri che supportano queste attività, invece, è una sfida continua. L’ambiente estremo è dominano dall’incertezza, dalla complessità organizzativa e dal cambiamento continuo e qui la capacità di adattarsi in tempo reale è soprattutto una questione di sopravvivenza. Chiara Montanari illustrerà la vita e la gestione di una missione in Antartide, vale a dire: gestire un team multidisciplinare e multiculturale che deve realizzare progetti multiobiettivo con risorse limitate e in condizioni estreme. L’Antartide si propone in questa veste come metafora del mondo contemporaneo: sempre più complesso, imprevedibile e interconnesso. In questo senso, oltre alle implicazioni di carattere tecnico- manageriale, Chiara Montanari accennerà anche ad alcuni aspetti delle ricerche scientifiche in ambito polare e alla loro connessione con le nostre azioni quotidiane.

Benefici multipli dell’efficienza energetica

L’efficienza energetica non porta solo risparmi energetici, ma ricadute che abbracciano emissioni, sicurezza, manutenzione, produttività, qualità, forniture, etc. La valutazione di questi elementi consente non solo di valorizzare meglio gli interventi proposti dal punto di vista economico, ma contribuisce a una gestione migliore dei rischi degli investimenti e, soprattutto, evidenzia come l’efficienza energetica produca effetti positivi sulle attività core dell’organizzazione e possa essere proposta facendo leva su aspetti a cui i decisori sono più sensibili. Il workshop FIRE illustrerà le principali ricadute non energetiche dell’efficienza energetica e proporrà metodologie per contabilizzarle e sfruttarle.

Dario Di Santo

Direttore Fire

Francesco Belcastro

Direttore SECEM - Sistema Europeo per la Certificazione in Energy Managment

Energy manager 2.0: i principali strumenti oggi a disposizione per promuovere l’efficienza energetica nelle varie organizzazioni

 

L’incontro è l’occasione per rappresentare l’energy manager 2.0 alla luce di: Industria 4.0, certificazione delle competenze, nuovi incentivi, sistemi di gestione dell’energia (ISO 50001), diagnosi energetiche, sistemi di monitoraggio ed energy performance contract (EPC). Vedremo come la figura, direttamente o tramite l’energy management team, sfrutta tali strumenti all’interno delle aziende o enti dove è presente. Inoltre un’attenzione particolare verrà dedicata ai benefici non energetici derivati da interventi di efficienza energetica.

Gli incentivi all’efficienza energetica e alle FER: analisi comparata di costi e risultati

È di grande interesse, sia a livello di policy making che di utenze finali, un raffronto tra le ricadute economico-sociali indotte dai diversi strumenti incentivanti l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili introdotti in Italia nell’ultimo decennio, in particolare i certificati bianchi, le detrazioni fiscali, il conto termico, il conto energia per il fotovoltaico e le incentivazioni alle altre FER. La comparazione non è semplice poiché ogni strumento ha una propria struttura di incentivazione e di proiezione temporale, e si rivolge ad una platea di attori spesso eterogenea, costituita da utenze finali e cittadini, dallo Stato e dai fornitori/installatori di tecnologie. Ogni soggetto partecipante ha un proprio bilancio che, a seconda dello strumento, può dare risultati positivi o negativi. Definito un parametro costo/efficacia per procedere al confronto delle ricadute dei diversi sistemi, i risultati confermano che tra uno strumento e l’altro può sussistere un ordine di grandezza in termini di efficacia: i minori costi specifici sono attribuibili agli strumenti incentivanti l’efficienza, i più elevati agli strumenti dedicati alle FER.

Nino Di Franco

ENEA-Agenzia Nazionale per le Nuove tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo economico sostenibile - Vice Direttore Unità Tecnica per l'Efficienza Energetica

Salvatore Vasta

Ricercatore e coordinatore del gruppo di ricerca su pompe di calore “Thermally Driven” ed Accumulo Termico, presso l’Istituito di Tecnologie Avanzate per l’Energia “Nicola Giordano” ITAE, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con sede a Messina

Sistemi innovativi per l’accumulo dell’energia e la valorizzazione del calore di scarto: nuove opportunità per l’efficienza energetica nel settore civile ed industriale.

 

Negli ultimi anni, alcuni importanti accordi internazionali e specifiche politiche nazionali ed internazionali di incentivazione nei settori civili ed industriali hanno favorito e reso economicamente competitivo l’impiego delle fonti energetiche rinnovabili ed il recupero del calore di scarto. Tuttavia, le stesse misure di incentivazione messe a supporto di queste fonti, rendono, di fatto, necessario il ricorso a sistemi di accumulo, per esempio dell’energia termica, per massimizzare l’efficienza ed il risparmio conseguibili.
La ricerca e lo sviluppo di sistemi innovativi di accumulo dell’energia termica e di dispositivi per la ri-valorizzazione del calore di scarto sono la risposta vincente per superare la caratteristica intrinsecamente intermittente delle fonti rinnovabili, il mismatch tra disponibilità di energia e richiesta effettiva e la necessità di elevata efficienza di conversione ed utilizzo delle fonti fossili.
Tra le tecnologie che consentono tutto ciò, le più promettenti ed a breve disponibili sul mercato sono i sistemi di accumulo termico di tipo latente e di tipo sorption, ed i sistemi di generazione del freddo ibridi termico/elettrico. I primi offrono elevate densità di accumulo (fino al 100% superiori ai sistemi di accumulo di tipo sensibile) e la possibilità di accumulare l’energia termica anche su base stagionale. I sistemi ibridi consentono invece il recupero del calore di scarto, specialmente nell’ambito industriale, o dell’energia solare (nel settore civile) per conseguire valori di ESEER fra 15 e 20.

Davide Chiaroni

Vice-Direttore e co-founder Energy & Strategy – Politecnico di Milano

Digital Energy: Il futuro dell’Industria 4.0

In ambito industriale, sia nelle grandi imprese che nelle PMI, stiamo assistendo ad una digitalizzazione sempre più accelerata. Le nuove tecnologie consentono di avere accesso a dati e informazioni che tuttavia necessitano di essere interpretati con un linguaggio comune, trasformando il dato in sé in opportunità di sviluppo e di business.
Le soluzioni digitali per lo Smart Manufacturing hanno i requisiti di disponibilità commerciale e sostenibilità economica per trovare una più che adeguata diffusione nel mercato italiano. Il Piano Industria 4.0 ha rappresentato e rappresenta un indubbio volano a questa tipologia di investimenti, che pur tuttavia hanno dei “fondamentali” economici comunque solidi.
Appare interessante sottolineare come il contributo dell’efficienza energetica “da solo” è già in grado di spiegare il razionale economico di adozione. Questo è un dato molto positivo, proprio perché costituisce una sorta di “baseline” dell’investimento, sulla quale gli investitori possono contare e rispetto alla quale gli effetti addizionali, siano essi tangibili e soprattutto intangibili, hanno un ulteriore e certo favorevole impatto.
E’ altrettanto evidente però che se ci si limita alla quantificazione tangibile dei benefici, la redditività percentuale delle soluzioni a più basso investimento può rappresentare una “tentazione” forte per il mondo del manifatturiero. Una tentazione che però rischia di privilegiare la visione di “breve termine” rispetto a quella di lungo, che invece ovviamente privilegiano le architetture che sono in grado di massimizzare gli altri benefici, quelli intangibili.
L’intervento sarà l’occasione per fare il punto su questo tema e discutere dei possibili interventi concreti di miglioramento.

Claudio Brazzola

Capo Gruppo Apparecchiature e Quadri BT e Membro del Comitato Direttivo di Anie Energia

L’efficienza energetica per un’industria 4.0: motori elettrici, trasformatori e rifasamento

Il piano “Industria 4.0” rappresenta una grande opportunità per rinsaldare l’alta propensione a innovare delle imprese italiane, tale da generare un positivo effetto moltiplicatore su tutto il sistema Paese, incrementando produttività e competitività internazionale. In tema di efficienza energetica, la Direttiva 2009/125/CE del Parlamento Europeo ha evidenziato come ai prodotti connessi all’energia sia imputabile una quota consistente dei consumi di risorse naturali e che essi presentano notevoli capacità di miglioramento potenziale in termini di efficienza. Nell’intervento si presenteranno tre tematiche tecniche specifiche che, applicate al mondo industriale, rappresentano esempi tipici di come ottenere efficienza energetica: motori elettrici, trasformatori e rifasamento. Di recente, sono state pubblicate normative e direttive che impattano su tali prodotti e obbligano, a partire da una certa data, ad utilizzare in nuove installazioni motori e trasformatori più efficienti; inoltre alcune delibere dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) obbligano, salvo il pagamento di certe penali, a rifasare i carichi elettrici. Durante l’intervento si presenteranno quali sono le prescrizioni normative e legislative in tali ambiti ed inoltre si anticiperanno quali potrebbero essere le novità che verranno introdotte da nuovi futuri regolamenti attualmente in fase di studio. Inoltre si spiegherà l’importanza di avere installato un sistema di misura grazie al quale si può analizzare la convenienza di installare prodotti più efficienti non solo in nuove installazioni, dove esiste un obbligo normativo, ma anche sostituendo prodotti installati ed ancora funzionanti.

Angelo Paletta

Professore di controllo di gestione, Prorettore al bilancio e alla sostenibilità dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

Sostenibilità, modelli di business e strategie circolari: verso un nuovo paradigma economico

Il concetto di Economia Circolare (CE) è diventato sempre più diffuso tra gli accademici, nell’industria, tra i responsabili politici e nella società, ma allo stesso tempo è aumentato il grado di ambiguità del termine e il suo significato, rispetto ad altri termini usati frequentemente in modo intercambiabile come “sviluppo sostenibile” e “economia verde”. L’economia circolare consente di attivare nelle varie attività economiche (investimenti, produzione e consumo) i meccanismi attraverso i quali si realizza l’equilibrio tra i sistemi di produzione e l’ambiente. I tre meccanismi principali della CE, il cosiddetto 3R:Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, ha ricevuto un’enorme attenzione dalla letteratura esistente in contrasto con un modello economico lineare di “prendere-fare-disporre” basato sull’acquisizione di grandi quantità di materiali grezzi, su sistemi di produzione che richiedono elevati consumi energetici e idrici e generano costantemente alti livelli di rifiuti non utilizzabili e quindi operazioni end-of-pipe che cercano di smaltire o di rimediare alla produzione rifiuti e di sostanze inquinanti. Lo scopo di questo workshop è analizzare i principi dell’economia circolare come possibile via di riconciliazione tra ecologia ed economia. Per ripensare gli attuali modelli di produzione e consumo, sviluppare nuovi modelli di business e trasformare i rifiuti in risorse ad alto valore aggiunto, abbiamo bisogno di tecnologie, processi, servizi e modelli di business creativi che modellano il futuro dell’economia e della società.

Stoccaggio intelligente, chiave della diversificazione e ri-evoluzione energetica

 

La transizione energetica ed economico-sociale che stiamo vivendo con l’avvento dell’era elettrica passa per una maggior e più efficace capacità di stoccaggio dell’energia che vede nelle rinnovabili e nell’idrogeno due dei punti chiave della diversificazione energetica in atto. L’idrogeno si pone come un vettore energetico e gas tecnico pregiato in innumerevoli settori industriali e tecnologici, oltre che elemento chiave nella creazione di una smart grid dell’energia rinnovabile e del gas tale da convogliare l’immenso bacino globale delle rinnovabili in energia utile, flessibile e rifornibile in modo rapido.
Il repentino calo dei costi delle rinnovabili previsto da qui al 2035 rende competitive tecnologie che solo 8 anni fa erano impensabili essere in grado di rendersi partecipi di una vera e propria metamorfosi dell’attuale sistema energetico. La discontinuità delle rinnovabili pone tuttavia una sfida tecnologica cruciale nello stoccaggio efficiente di lungo periodo, non realizzabile con sistemi a batterie anche dei più innovativi. E’l’insieme delle migliori tecnologie di energy storage di breve e lungo periodo che rappresenterà la svolta per il sistema della mobilità elettrica e per la decentralizzazione energetica e il convogliamento in rete di grandi di quantità di energia rinnovabile con vaste opportunità per tutti i player.
Il fermento tecnologico di questi anni verso l’elettrico è solo l’inizio di una nuova era che vedrà l’affermarsi di tecnologie all’avanguardia verso la decarbonizzazione e l’elettrificazione dei settori domestico e trasporti con un uso più consapevole ed efficiente anche dei combustibili più tradizionali.

Marco Levi

Presidente di Hydro2Power

Bitcoin – Blockchain, Technology, Criptocurrency

Nel corso del 2017, complice una vorticosa salita del prezzo giunta, il 17 dicembre, a sfiorare i 20.000 $, tutti o quasi hanno sentito parlare di bitcoin.
Probabilmente in pochi sanno che bitcoin esiste dal 2009 e che nel frattempo a questa si sono affiancate oltre 1.400 altre crittovalute.
Probabilmente ancora meno persone sanno che oltre i bitcoin esiste uno straordinario ecosistema nel quale si stanno sviluppando numerose tecnologie innovative.
Dalla gestione bilaterale, priva di intermediari e operativa 8.760 ore all’anno, delle transazioni finanziarie, alla compravendita immobiliare, alla gestione della produzione e vendita di energia, alla gestione dei dati sanitari, a quella della pubblica amministrazione, fino alla gestione della logistica internazionale, le applicazioni pratiche e “smart” della tecnologia blockchain nel mondo stanno diventando sempre più numerose, risolvendo problematiche fino ad oggi lunghe ed onerose e proiettandosi in un futuro dove la necessità di un soggetto terzo che faccia da garante va a scemare in favore di un registro decentralizzato, immutabile ed immodificabile: la Blockchain.
In questa sessione verranno trasmesse le informazioni di base sulle crittovalute e sulla blockchain, una panoramica sui principali strumenti e conoscenze necessarie per poter interagire nell’ecosistema blockchain, un approfondimento sulle ICO, lo straordinario meccanismo di crownfounding attivo dal 2014 nel mondo cripto, gli aggiornamenti sulla seconda e terza generazione blockchain, una presentazione sullo stato dell’arte e sul futuro prossimo verso il quale il mondo si sta dirigendo, per il tramite di quella che è considerata la più straordinaria e dirompente invenzione dopo internet: la Blockchain.

Andrea Tomiozzo

Imprenditore dal 1999, attivo nel settore blockchain dal 2013

ALLA RICERCA DELL’UNICITÀ

In una società dove essere “speciali” e visibili a tutti i costi, è ormai un diktat, come invertire la tendenza e rendere la propria e altrui vita, personale e lavorativa, realmente felice e appagante?
Quanta “energia sprechiamo” cercando di essere “speciali”? E quanta, invece, se ne potrebbe risparmiare investendo nella ricerca della propria Unicità?
Perseguire la “Specialità”, sia nella vita personale che in quella lavorativa, ha spesso come effetti collaterali, la delusione, la frustrazione e un senso di vuoto e inutilità che impediscono la percezione del senso e offuscano la visione del proprio futuro.
Individui non realizzati, frustrati e inconsapevoli del proprio valore, sono un costo altissimo per la società, in termini produttivi, di benessere condiviso, relazioni umane soddisfacenti e sostenibili, creatività, responsabilità e salute.
Una società e una cultura che incoraggiano azioni che hanno radici nel desiderio di imitare gli altri con l’obiettivo di essere “meglio di…”, “più di…”, anziché nella propria urgenza interiore unica e personale; che sostengono la competizione per aggiudicarsi una visibilità a prescindere dai reali interessi e desideri, sono destinate a non produrre effetti reali di evoluzione e di benessere.
Per sviluppare una sostenibilità delle relazioni e del vivere, sembra essere più che mai necessario, quindi, riconoscere, sostenere e fornire spazi, supporti, culture, riflessioni, visioni e modelli che sostengano gli individui nella scoperta e nel riconoscimento della loro propria Unicità.
Durante il laboratorio, oltre a una riflessione condivisa, saranno proposte anche piccole attività esperienziali che permetteranno ai partecipanti di percepire la fondamentale differenza tra l’essere Speciali e l’essere Unici, assaporando nuove potenzialità.

Elena DDV Dragotto,

Dottore in Psicologia e Counselor relazionale supervisore; fondatrice e direttrice dell’Istituto HeskaiHer.

EXHIBITOR CORNER

CGT Compagnia Generale Trattori

L’industria alimentare Sacchetto conferma la scelta della cogenerazione come strumento di efficienza energetica.

Aumentare la competitività per rispondere all’aumento della concorrenza e dei costi di produzione; dare seguito al grande impegno dell’azienda per il rispetto dell’ambiente; mantenere forte il legame con la tradizione agricola del territorio continuando a essere un punto di riferimento per la comunità. Erano queste le sfide da vincere per Sacchetto SpA, fondata a Lagnasco in provincia di Cuneo nel 1947, una delle aziende leader nel settore della produzione di amidi derivati quando, nel 2003, si è rivolta a CGT. Un compito non semplice, vista la complessità del processo produttivo che trasforma le materie agricole, quali frumento e riso, in diverse gamme di prodotti vendute come ingredienti di alta qualità per le industrie alimentari, farmaceutiche, cosmetiche, chimiche e cartarie. C’era bisogno di una soluzione “su misura” per le esigenze di Sacchetto, un impianto di cogenerazione a metano in grado di aumentare l’efficienza energetica e abbattere le emissioni inquinanti. Da allora sono passate 110.000 ore di funzionamento complessive e, dopo aver scelto CGT anche per un secondo impianto a biogas nel 2013, è giunta l’ora di installare un terzo impianto. Progettato, sviluppato, realizzato e assistito sempre da CGT, con un rendimento ancora più elevato ed emissioni considerevolmente più basse, questo impianto rappresenta un importante passo per vincere nuove, difficili sfide.

La nuova frontiera dell’illuminazione intelligente 4.0: LE SMART FACILITIES.

Oggi la tecnologia LED può ormai essere considerata una commodity, per contro, le aziende hanno sempre più bisogno di un approccio specifico e costruito su misura in base alle proprie esigenze.
La tecnologia LED digitale integrata si inserisce in maniera naturale nell’ambito della quarta rivoluzione industriale, dove il sistema di illuminazione diventa uno strumento facilmente adattabile alla modulazione e all’integrazione dell’azienda.
Si tratta di “internet delle cose” applicato al corpo illuminante a LED che agendo sulla gestione e sul controllo attivo del corpo illuminante stesso diventa un generatore di informazioni aziendali ed integra ed incrementa il già notevole risparmio garantito dalla tecnologia LED tradizionale.
Come è possibile ottenere risparmi superiori all 90% dei consumi inerenti all’illuminazione?
Come è possibile che questo avvenga senza pesare sul bilancio aziendale?
Sarete accompagnati nell’affasciante ed eccezionale mondo dell’illuminotecnica di ultima generazione; qualcosa che potrebbe cambiare il Vostro modo di fare impresa partendo dai fondamentali, passando attraverso Case Histories, applicando differenti modelli finanziari, per arrivare al più efficiente ed innovativo efficientamento energetico in termini di illuminazione.
Ecco dunque che si apre una nuova frontiera del LED: il LED 4.0 PER SMART FACILITIES.
Sara’ quindi la luce che si adatta alla vita dell’azienda e non piu’ l’azienda che si adatta al posizionamento della luce, illuminando gli ambienti solamente QUANDO serve, QUANTO serve, e DOVE serve, il tutto attenendosi agli standard normativi di progettazione.

Metaenergia Esco

Danfoss

Soluzioni di efficientamento Danfoss nella Building Automation

Passiamo la maggior parte del nostro tempo all’interno di edifici, non stupisce, quindi, che gli edifici consumino molta energia.

Il mantenimento dei corretti livelli di temperatura e di qualità dell’aria o la produzione di acqua calda sanitaria, sono tra le principali voci di consumo all’interno degli edifici, le cui prestazioni vengono gestite, ad esempio, attraverso gli impianti idronici e di ventilazione, comunemente detti sistemi tecnici per l’edilizia. Un funzionamento non ottimizzato di tali sistemi comporta consumi crescenti, aumento dei costi in bolletta e maggiori emissioni di CO2.

È possibile ottimizzare tali sistemi attraverso interventi facilmente implementabili, ridotti tempi di ammortamento e senza interruzione del servizio, anche in contesti di ristrutturazione esistenti?
È possibile ridurre significativamente i costi energetici dell’edificio, anche oltre il 40%, mantenendo un elevato livello di comfort?

Scopri come, grazie alla tecnologia ed alla esperienza applicativa che Danfoss vanta sui diversi sistemi tecnici quali condizionamento, ventilazione, riscaldamento, refrigerazione, acqua calda sanitaria, anti incendio, sistemi di sollevamento, produzione acqua potabile ed altro ancora.