19 Feb A tu per tu con Sergio D’Angelo – Marketing Manager di ILPA ADESIVI

Sergio D’Angelo si laurea nel 2011 in Marketing & Comunicazione presso l’Università degli studi di Bari ed intraprende subito dopo un tirocinio come Pr Office Assistant a New York presso Aeffe Spa. Nello stesso anno viene chiamato da Louis Vuitton South Europe e si trasferisce a Milano per ricoprire il ruolo di Product Press Office, con l’obiettivo di sviluppare le relazioni tra i più importanti media Sud Europei.
Non appagato dalla sua vita lavorativa decide di fare ritorno a Bari, interessandosi al mondo emergente del Web e dei Social Media.
Dopo aver frequentato un Master a Roma e aver lavorato in diverse agenzie di comunicazione, nel 2015 approda in Ilpa Adesivi e si approccia ad un settore completamente nuovo, quello cioè della chimica industriale, al quale si appassiona da subito, conquistando in poco tempo il ruolo di Marketing Manager dell’azienda. Oggi le sue attività principali sono lo sviluppo di strategie di Marketing Operativo (analisi di mercato, pianificazione e monitoraggio di strategie), sviluppo di campagne Adv Nazionali ed Internazionali a breve e lungo termine e lo sviluppo, gestione e monitoraggio di “e-ILPA”, una piattaforma di e-commerce lanciata nel 2019.

Buongiorno Sergio e grazie per aver scelto di partecipare alla 25esima edizione di Marketing forum! Questa non è la prima volta che partecipi. Cosa ti ha spinto a tornare al nostro evento?

Ho partecipato per la prima volta al Richmond Marketing Forum nel 2016 e ho scoperto un’opportunità molto interessante. L’evento mi ha infatti aiutato a conoscere nuovi servizi per il mio settore ma soprattutto ad implementare tools che fossero utili per raggiungere i nostri clienti.
Ho deciso di partecipare dopo quattro anni per esplorare nuovi aggiornamenti per il settore e cercare nuovi tools per una migliore gestione del mio ruolo.

Di cosa si occupa la tua Azienda? E quali sono le responsabilità che ricopri nel tuo ruolo?

In ILPA ADESIVI ricopro il ruolo di Marketing Manager.
L’Azienda da oltre 35 anni sul campo nazionale ed internazionale si occupa della produzione di prodotti chimici per la manutenzione e riparazione del marmo, carrozzeria e nautica.
Le mie responsabilità sono quelle di gestione di strategie di marketing operativo: analisi di mercato, pianificazione e monitoraggio di strategie che mirano alla realizzazione degli obiettivi aziendali.
Sviluppo di Campagne Adv Nazionali ed Internazionali, Sviluppo e gestione e-commerce lanciato nel 2019 con strategia B2C, gestione di campagne marketing per promuovere eventi internazionali, strategie di marketing territoriale e creazione di progetti dedicati alla formazione scolastica.

Quali sono le principali sfide che il vostro settore incontra in questo momento storico e come le state affrontando? Con quali strumenti, iniziative?

Sicuramente la sfida principale che stiamo incontrando è quella dell’innovazione tecnologica. Oggi il mercato chimico deve assolutamente conoscere le esigenze ambientali per una piena gestione eco-sostenibile. Con il continuo investimento in R&S abbiamo lanciato una serie di prodotti innovativi, senza stirene e assolutamente inodori, che riducono l’impatto ambientale e tutelano la salute dell’utilizzatore professionale, riscuotendo successo Internazionale con un International Inovo Eco Award.
L’obiettivo a lungo termine dell’azienda è quello aderire ad una concezione eco-friendly su tutta la gamma dei prodotti.

Cosa ami maggiormente del tuo lavoro?

Non è un lavoro standard. È un lavoro in continua evoluzione e che richiede costante aggiornamento. La creatività è senz’altro fondamentale per sviluppare nuove idee e rispondere ai nuovi bisogni dei clienti. Ma la curiosità è altrettanto importante perché ti spinge a pensare sempre a qualcosa di nuovo.  

Secondo te cosa è insito nella dicitura “Made in Italy”, che tutti noi pronunciamo con orgoglio?

Sicuramente per noi il Made in Italy è il grado di alta specializzazione apprezzato dai clienti esteri per la qualità, l’innovazione e il design. È una formula che bisogna saper tenere costantemente aggiornata affinché possa essere riconosciuta dai clienti.

Cosa ti aspetti dalla partecipazione all’evento?

Dall’evento mi aspetto degli aggiornamenti interessanti sui temi dell’innovazione e dei nuovi strumenti di comunicazione e sono certo che la formula del Richmond Marketing Forum, capace di incentivare il networking e proporre contenuti di altissimo interesse, non mi deluderà.
Mi aspetto di scoprire nuovi servizi utili per la nostra azienda, che ci consentano di rafforzare la brand awareness dei nostri clienti e di proporre strumenti di fidelizzazione sempre più personalizzati.

Ci vorrà tempo perché il 5G sia alla portata di tutti ma in che modo i brand dovrebbero prepararsi a questa ennesima svolta tecnologica?

Sicuramente ci vorrà del tempo prima che in Italia il 5G predomini sul territorio. Sappiamo bene che in Cina l’implementazione del 5G è già arrivata alla sua terza fase di test.
Bisognerà essere preparati a questa innovazione. Sicuramente, prima che ciò avvenga sarà necessario ridurre le evidenti disparità presenti, tra grandi città e aree di difficile accesso geografico.
Motivo per il quale credo che il 4G resterà ancora la rete predominante per qualche anno.

L’intelligenza emotiva come può determinare il successo della leadership?

L’intelligenza emotiva conta molto nel processo di costruzione e nel successo della leadership. La capacità di gestire se stessi, essere consapevoli delle proprie potenzialità e saperle gestire è sicuramente la base per imparare a guidare gli altri. Un vero leader prima di tutto è in grado di essere una guida per se stesso. Il successo della sua leadership sarà un incontro tra cuore e testa, emozioni e pensieri, cosi da sviluppare uno sguardo consapevole sul proprio essere mentre nel frattempo si evolve, cresce e sperimenta strade nuove, aprendosi al mondo esterno.

Se le chiedessimo di spiegarci l’affermazione “pensare globalmente, agire localmente”, che cosa ci risponderebbe?

Think global, act local. È un’affermazione che ripeto quasi ogni giorno nel mio lavoro. Il maestro Kotler è una linea guida per coloro che praticano Marketing. Non è solo una riflessione importante che completa un concetto altrettanto complesso, come quello della globalizzazione. Per me è il segreto per vincere le sfide quotidiane del mercato e della concorrenza, l’unico modo per creare prodotti e offrire servizi che non si snaturino, approcciando con successo le nuove tendenze e le innovazioni globali, con linguaggi e segni traducibili e comprensibili ai target vicini.

Quali soft skills il marketing manager del 2020 non può non possedere?

I tecnici del Marketing oggi svolgono un ruolo importante tra due pilastri: Marketing e Tecnologia dell’informazione. Il loro compito è quello di creare, gestire e ottimizzare le tecnologie di Marketing di un marchio. Nel 2020 è quasi un must per i tecnici del Marketing essere attenti all’informazione, essere analitici, avere una leadership di pensiero che va di pari passo con il desiderio di apprendimento permanente e di miglioramento. I professionisti che rivelano le ultime tendenze apprendono nuove abilità e acquisiscono nuove competenze che vengono riportate al loro team. Anche la gestione di un progetto è una soft skill molto importante per chi opera nel settore: per allineare le nuove tecnologie di marketing agli obiettivi aziendali e per sviluppare innovazione del marketing con le esperienze del cliente.

Nell’era dei social e delle influencer, che cosa significa essere Marketing Manager nella tua azienda?

Ricoprire il ruolo di Marketing Manager nell’era dei social e nel Marketing 4.0 significa essere interazione tra l’Online e l’Offline, puntando sulla creazione di “contenuti” rilevanti per il cliente. Il Marketing 4.0 umanizza i Brand per stabilire connessioni emotive con i clienti. La vera sfida è quella di trasmettere i valori del Brand e instaurare un legame con il consumatore. Nella mia azienda essere Marketing Manager significa scandire processi di omnicanalità, dell’integrazione seamless e fluida di tutti i canali.

In che modo la diversità culturale e generazionale possono diventare un vantaggio competitivo per le aziende? E quale ruolo può essere svolto dalla comunicazione su questo fronte?

Quando si comunica bisogna considerare il background culturale degli interlocutori. La diversità culturale è una sfida che potrebbe trasformarsi in vantaggio competitivo per le aziende, così da determinare una serie di elementi fondamentali, valori, principi e comportamenti sociali. Lo sfruttamento delle diversità potrebbe essere la cosa più geniale e la fonte più ricca di ispirazione che ci possa essere al momento.

Si parla sempre di agilità e capacità di adattamento come competenze strategiche. Ma cosa vuol dire esattamente essere “agili” e allo stesso tempo strategici?

Per me, essere agili significa essere attenti all’informazione, essere predisposti al continuo cambiamento dei flussi informativi e delle nuove tendenze così da trasformare tutto questo in strategia.

Cosa ricordi del tuo primo giorno in azienda? Cosa hai conservato di quello “stagista” alle prime armi? E cosa è profondamente cambiato in te?

Impossibile dimenticare il primo giorno!
La protagonista fu la fotocopiatrice.
Mi fu affidato il compito di fotocopiare 20 blocchi di 30 pagine ciascuno e dividerlo in cartelline. Un risultato “disastroso” visto che confusi tutte le pagine fotocopiate e le inserii nell’ordine sbagliato nelle nella cartelline da consegnare per la presentazione. Non ero tagliato per fare fotocopie o cose del genere.
Nelle prime settimane mi era stato presentato un lavoro di Rete d’Impresa e colsi l’occasione per proporre un Re-Branding dato che non aveva avuto alcuna risposta sul mercato. Quello fu il mio primo goal attraverso il quale ebbi l’opportunità di dimostrare le mie capacità e di conquistare la fiducia dei professionisti in azienda e non solo. Quello che è cambiato in me da allora è che ho superato la mia “insicurezza” nel proporre strategie, innovazioni, idee, non solo all’interno dell’azienda ma anche a tutti gli stakeholders. Oggi mi sento più sicuro ma mai arrivato a nessun capolinea, ho la sicurezza e la gestione del mio ruolo avendo sempre la stessa fame di informarmi e analizzare ogni informazione, così da puntare a orizzonti aperti ed essere versatile nell’accogliere anche idee diverse dal mio punto di vista.

Quali consigli daresti ai professionisti del marketing alle prime armi?

Siate umili, siate affamati e siate sempre informati. Non si arriva mai ad un capolinea nel Marketing ma è un viaggio nella continua trasformazione. Sedetevi al vostro posto, riflettete, allacciate le cinture e iniziate ad esplorare dal passato al presente le evoluzioni del mercato, del prodotto e del cliente. Non si può pensare al futuro senza avere la consapevolezza del passato e dei suoi successi.

Grazie Sergio per averci dedicato un po’ del tuo tempo! Ti aspettiamo a Rimini dal 17 al 19 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!

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