13 Nov A tu per tu con: Patrizia Pierno, Direttore Marketing e Comunicazione di Gruppo Balletta.

Dopo un brillante percorso di studi accademico, conclusosi presso la prestigiosa Università Federico II di Napoli, Patrizia aveva già le idee chiare sul suo futuro: aspirava ad entrare in azienda e occuparsi di marketing e comunicazione. Come poi effettivamente è stato.
La sua formazione professionale si è svolta in società con strutture organizzative complesse (Autogrill, Manzoni, Chef Express) che le hanno dato l’opportunità di spaziare dal marketing operativo a quello strategico e di coltivare competenze largamente trasversali: ricerche di mercato, product management, advertising e media planning, project management, corporate marketing.
Ogni esperienza professionale, al pari di ogni cambiamento settoriale, sono diventati tasselli di un sorprendente mosaico che oggi consente a Patrizia di guidare la Direzione Marketing e Comunicazione di un Gruppo fortemente diversificato e di muoversi agevolmente tra industria e retail, food e non food, sviluppo e new business.
Quest’anno festeggia 25 anni di carriera: un traguardo professionale importante intriso di tanta passione per il proprio lavoro.

Buongiorno Patrizia e grazie per aver confermato anche quest’anno la tua partecipazione a Richmond Marketing forum. Cosa ti ha spinto a tornare?

Il Richmond Marketing forum è un appuntamento che seguo con estremo interesse perché il ritorno in termini di stimoli professionali nonché di confronto con specialisti e profili aziendali di spessore, è impagabile rispetto al limitato investimento di tempo.

Di cosa si occupa la tua azienda? E quali sono le responsabilità che ricopri nel tuo ruolo?

Gruppo Balletta è una holding multisettoriale che opera attraverso 6 società operative nell’industria e nel retail (food/no food), rivolgendosi sia al mercato consumer che professional.                                                 
In una realtà così diversificata, il mio ruolo è in primis coinvolto nello sviluppo strategico di corporate e home branding, a stretto contatto con la governance aziendale. Alla componente istituzionale si aggiungono la supervisione e il coordinamento di tutte le attività operative di marketing & communication, sia per i marchi privati che per quelli in partnership.

Quali sono le principali sfide che il vostro settore incontra in questo momento storico e come le state affrontando? Con quali strumenti, iniziative?

La vera sfida in cui siamo impegnati è quella di un significativo cambio di size del Gruppo, in particolare per il comparto industria. Gli investimenti e le risorse progettuali in campo sono importanti, sullo sfondo di uno scenario instabile e di una tecnologìa che si muove molto velocemente.
Pianificazione e flessibilità devono procedere di pari passo per esorcizzare il rischio di arrivare al risultato quando già obsoleto.

Cosa ami maggiormente del tuo lavoro?

Del mio lavoro amo la diversità progettuale.
A volte è un foglio bianco su cui disegnare nuove idee, altre un reinventare il déja vu. Lo considero un ottimo trattamento anti-age, almeno per la mente funziona!

Secondo te cosa è insito nella dicitura “Made in Italy”, che tutti noi pronunciamo con orgoglio?

È il simbolo dell’ingegno e del saper fare italiano. Una dicitura che si sostanzia in una nobile “passione artigianale”, quella di farsi pensiero, industria, sistema, internazionalità, arte e comunicazione…universali per definizione.

Cosa ti aspetti dalla partecipazione all’evento?

Di essere travolta dal vento dell’innovazione e rapita dal fascino dell’inesplorato.

Ci vorrà tempo perché il 5G sia alla portata di tutti ma in che modo i brand dovrebbero prepararsi a questa ennesima svolta tecnologica?

La quinta generazione della connettività sarà un salto di paradigma verso un futuro in cui la dimensione spazio-tempo tenderà ad annichilirsi e a restituire un senso di immediatezza, dove tutto è always-on. L’Italia tiene fede alla sua vocazione di avant-garde, tuttavia le potenzialità del 5G non sono soltanto questione di interfaccia smartphone tra uomo e digitale. La rivoluzione è attesa soprattutto in ambito business, ove la fornitura di servizi sarà il vero elemento disruptive che le nuove reti promettono di generare, integrando le persone e “l’internet delle cose” in un unico ecosistema informativo. L’evoluzione 3G e 4G ha consentito la sordità a tanti brand, l’impatto 5G sarà tranchant per la sopravvivenza sul mercato.

L’intelligenza emotiva come può determinare il successo della leadership?

Gestire le proprie emozioni e saper riconoscere quelle degli altri è una delle chiavi che può fare davvero la differenza nella carriera professionale. I migliori performer del XXI secolo hanno saputo sviluppare capacità emotive e sociali, in particolare quella di comprendere le ragioni di chi lavora nel team e di valorizzarne al meglio le qualità umane.

Se le chiedessimo di spiegarci l’affermazione “pensare globalmente, agire localmente”, che cosa ci risponderebbe?

Che mi vengono in mente Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone. Con le debite distanze, mi piace associare l’approccio di un buon manager a quello dei grandi conquistatori del passato: impegnati in parallelo nella battaglia sul campo e nella guerra di espansione sulla mappa del mondo.

Quali soft skills il marketing manager del 2020 non può non possedere?

Consapevolezza di ciò che prova, padronanza di sé e delle proprie emozioni, abilità a gestire il gioco delle parti sullo scacchiere delle relazioni.

Nell’era dei social e delle influencer, che cosa significa essere Marketing Manager nella tua azienda?

Il digitale ha moltiplicato e velocizzato l’accesso alle informazioni rispetto ad un recente passato che sembra ormai jurassico, in cui la multicanalità nella comunicazione era una scelta guidata piuttosto che il risultato di un’interconnessione spontanea. Oggi la vita di un brand passa attraverso la qualità del racconto ed il monitoraggio dei contenuti. Il Marketing Manager ne è il sacro tutore, pertanto chiamato ad investire energia e competenze per garantire la coerenza della linea narrativa con quella valoriale della marca.

In che modo la diversità culturale e generazionale possono diventare un vantaggio competitivo per le aziende? E quale ruolo può essere svolto dalla comunicazione su questo fronte?

Molte organizzazioni vivono la diversità come un problema o la promuovono superficialmente, rinunciando di fatto all’opportunità di valorizzare le specificità individuali per interpretare il cambiamento e ambire a migliori performance. Un’azienda “diversa” è out of the box: pensa in modo originale e opera fuori dagli schemi, una dimensione di valore che raccoglie sempre più consensi da parte dei clienti. Alle HR spetta un ruolo strategico nel favorire ambienti con un maggiore livello di inclusione ed adattabilità, la Comunicazione diventa partner 100% di questo processo evolutivo, sia come divulgazione all’interno che come promozione outdoor dei brand inclusivi.

Si parla sempre di agilità e capacità di adattamento come competenze strategiche. Ma cosa vuol dire esattamente essere “agili” e allo stesso tempo strategici?

Proviamo a fare un salto logico e pensare agli atleti del salto in lungo o del salto in alto. Sono come farfalle umane nell’aria, ma l’agilità che abbiamo modo di apprezzare nella manciata di secondi in cui si esprime la performance è il risultato di un lavoro meticoloso e scandito nel tempo. E anche quando battono un record, il pensiero all’istante è già sul traguardo successivo.

Cosa ricordi del tuo primo giorno in azienda? Cosa hai conservato di quello “stagista” alle prime armi? E cosa è profondamente cambiato in te?

Ricordo la sensazione di orgoglio per aver avuto la possibilità di accedere ad un mondo adulto e che sentivo tanto più grande di me. La volontà di impegnarmi per dimostrare di essere all’altezza, è il fil rouge di tutto il mio percorso professionale. Oggi vivo le sfide con maggiore serenità, mi piace cimentarmi ma riesco anche a godermela.

Quali consigli vorrebbe dare ai professionisti del marketing alle prime armi?

Alle giovani risorse consiglio di pensare in grande ma di procedere per gradi e non senza una buona dose di umiltà. Bruciare le tappe è piacevole ma attenzione…dà le vertigini e spesso si rivela un boomerang.

Grazie Patrizia! Ti aspettiamo a Rimini dal 17 al 18 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!