12 Mar Due chiacchiere con Massimiliano Cravotta- Resp. Marketing IRPLAST SpA

Una carriera professionale iniziata dopo la laurea a Bologna in Scienze Politiche e un Master presso l’ISTUD, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Bornemouth University (UK).
Dopo un’esperienza come Product manager in Vodafone per il lancio di spazioomnitelonline.it, ha maturato competenze di vendita e marketing presso i due più importanti internet service provider italiani (Unisource Italia S.p.A. e Blixer S.p.A.).
A soli 24 anni inizia un’avventura imprenditoriale al sud, nel campo della comunicazione multimediale per il punto vendita, torna poi a ricoprire il ruolo di Product manager, questa volta in DNC S.p.A. (distributore di VHS e DVD per Disney, BBC, Filmauro ecc.). Infine, Brand Manager in GIG (Giochi Preziosi). Oggi è Responsabile marketing per Irplast S.p.A., produttore di film, etichette, nastri adesivi.

Buongiorno Massimiliano, grazie per aver scelto di partecipare alla 24esima edizione di Richmond Marketing forum! Questa è la prima volta che partecipi. Cosa ti ha spinto ad aderire?
Raramente si trova una tale chiarezza di intenti e trasparenza nel comunicare l’efficacia di eventi di questo tipo, sia per chi vuole tenersi aggiornato sia per chi vuole vendere. Per me una grande opportunità per scegliere bene tutti i servizi di cui il mio dipartimento necessita.

Di cosa ti occupi esattamente in Irplast?
Gestisco l’area marketing nella sua totalità. Dall’aspetto strategico a quello operativo.

Quali sono secondo te le competenze necessarie per svolgere il tuo lavoro? E quali sono a tuo avviso le maggiori difficoltà che il marketing affronta nel veicolare una value proposition di successo?
L’ecletticità è il requisito principale, a pari merito con la curiosità.
La sfida è combinare queste abilità con una certa precisione per trasformare in numeri certe intuizioni che comunque dovrebbero sempre derivare dall’applicazione di “schemi di marketing” ben rodati.
Una comunicazione di buon senso, coerente con un impianto più generale che inizia dal bisogno del cliente e termina con le competenze distintive dell’azienda è la chiave per veicolare una value proposition di successo.

C’è una metafora con cui descriveresti la tua azienda?
Piuttosto due parole: “ad hoc”; è lo spirito con cui lavoriamo, nell’interesse dei nostri clienti, che non sono migliaia e che hanno esigenze estremamente particolari.

Cosa sono per te il lavoro, il talento e la passione? Pensi che questi fattori abbiano influito sullo sviluppo della tua carriera? Hai mai rinunciato a qualcosa per seguire la tua passione?
Il lavoro è un mezzo per far fruttare un talento, la passione è il motore per farlo. Indubbiamente l’approccio a queste variabili determina o meno il successo di un professionista. Confesso di aver rinunciato ad altre passioni per seguire questa.

Qual è la cosa più folle che hai fatto?
Non rimanere a vivere in Africa!

Quali libri ti hanno influenzato di più?
Non sono un lettore assiduo ma certamente quelli di Umberto Eco mi hanno fatto viaggiare come pochi altri.

Quali sono le attività che nella tua pratica quotidiana metti in campo per sostenere e sviluppare la sostenibilità d’impresa?
Cerco di valorizzare caratteristiche che fino a qualche tempo fa erano viste come “minus” del prodotto.

Ci puoi raccontare come sei approdato/a alla posizione che attualmente ricopri e come si è evoluto il tuo ruolo nel corso degli anni?
L’azienda aveva la necessità di dotarsi di un dipartimento marketing; ho colto la sfida e ho provato a mettere insieme un’identità aziendale che aveva bisogno di essere comunicata in modo più organico. Oggi la nuova sfida è innovare a livello di prodotto, approfondendo le problematiche dei nostri clienti e l’analisi dei dati di vendita.

Come analizzi la concorrenza?
Credo sia fondamentale utilizzare delle metodologie di tipo accademico ma credo che vadano combinate con l’ascolto, strutturato, della forza vendite.

Quali sono secondo te i comportamenti che caratterizzano un bravo leader?
Delegare è la chiave, partendo dal presupposto che si viene volentieri al lavoro soltanto se quel che c’è da fare lo si fa puntando a migliorarlo.

Nella tua esperienza professionale c’è stata una persona in particolare che si sia rivelata un vero e proprio mentore?
Un direttore commerciale e un direttore artistico, entrambi mi hanno insegnato che bisogna semre guardarsi intorno e che bisogna sempre formarsi, anche laddove sembra non ce ne sia la possibilità, in qualsiasi modo.

A proposito di Digital Transformation, come ha affrontato la tua azienda questo necessario processo e come tu, da Marketing Manager, hai raccolto questa sfida? Siamo ancora agli albori, ma le attività di SEO di base che abbiamo fatto stanno già portando dei frutti.

Tre aggettivi che secondo te descrivono meglio il Marketing Manager del futuro?
Curioso, digitale, matematico.

Grazie Massimiliano! È stato davvero un piacere conoscerti meglio.
Ti aspettiamo a Rimini dal 12 al 14 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!

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