04 Mar Due chiacchiere con Donatello Occhibianco – GM di ATC Linea Network.

Buongiorno Donatello e grazie per averci concesso questa breve intervista.
Non è la prima volta che siete Exhibitor di Richmond Marketing forum. Cosa vi piace di più del format di Richmond Italia?
Consideriamo Marketing Forum una formula assolutamente win-win oriented. Un luogo eletto dove imprenditori e manager seriamente interessati possono conoscere i partner ideali per lo sviluppo del proprio business.

Cosa vuol dire avere una “visione progettuale della comunicazione”? E quali sono i punti di forza di questo “way of thinking” di ATC Linea? La comunicazione di marca edge-to-edge rappresenta la vera specializzazione di ATC: dalla definizione del posizionamento strategico e del concept creativo, all’implementazione dei progetti on- e off-line.
Il nostro acronimo racconta bene la nostra filosofia: All Things Communicate. Ovvero, non siamo dei tuttologi, anzi, al contrario massimizziamo i nostri sforzi e i budget dei clienti esclusivamente su ciò che può dare valore al brand in relazione ai propri consumatori.
La nostra “way of thinking” parte sempre dal “WHY”, metabolizzato poi attraverso il nostro framework strategico basato sul design thinking. Creiamo piani di comunicazione mirati basandoci su consumer and social insights monitorati e studiati dal nostro reparto strategico; elaboriamo concept creativi che mirano a creare relazioni preziose con il consumatore, rendiamo unica la digital experience. 

Con l’utilizzo massivo delle nuove tecnologie, esploso negli ultimi anni, sono cambiati molti scenari nella comunicazione tra cliente e brand. Quale può essere oggi il modo più efficace per smorzare il rumore di fondo? Esiste una sorta di “formula segreta”?
La formula segreta va forse ricercata nella risonanza dei messaggi di brand. Oggi nemmeno i brand più affermati possono prescindere dal palcoscenico affollato in cui si trovano a competere. Inseguire l’attenzione volatile dei consumatori spesso significa investire tanto, per ottenere – alla meglio – l’interessamento temporaneo di un pubblico volubile e liquido. Occorre ripensare alla relazione tra brand e consumer in termini di continuità, loyalty, valori condivisi: puntare a trasformare una intrigante “liason” in una relazione duratura. Ripartire dal customer journey ponendo grande attenzione alla customer experience. 

Quanto è importante oggi per un prodotto saper “raccontare una storia” e quali caratteristiche essenziali deve avere questo racconto per riuscire ad essere memorabile?
È fondamentale. È molto più facile, per la mente umana, ricordare una storia, piuttosto che un elenco puntato di fatti e informazioni.
Una storia aiuta a rendere con semplicità concetti complessi, cementa il legame emotivo tra mittente e ricevente dei messaggi, intrattiene chi ascolta e così facendo ne cattura l’attenzione.
È importante che il racconto abbia un obiettivo e una struttura definita, che porti il consumatore passo passo all’azione o all’interazione: dall’identificazione dei bisogni del consumer alla call to action.
Ma per avere presa fino in fondo, il racconto deve essere supportato dai fatti. L’autenticità di brand, in questo preciso momento storico, è un asset cruciale per assicurarsi la fedeltà e risposta dei consumatori. 

Sul vostro sito scrivete “La creatività è di coloro che amano chiedersi il perché”. Perché un cliente dovrebbe scegliere ATC Linea?
Amiamo coloro che amano chiedersi il “perché” e veniamo scelti perché sappiamo dire dei “no”.
In ATC ogni progetto strategico è studiato per raggiungere gli obiettivi di comunicazione del brand utilizzando i canali di comunicazione necessari, ma ciò che i nostri clienti ci riconoscono come grande punto di forza, è la capacità di porci in maniera critica davanti ad ogni brief, evidenziando punti di debolezza ed opportunità, senza mai perdere in termini di efficacia ed efficienza. Path-to-purchase, Customer journey, e time-to-market sono i nostri must.

Nell’organizzazione dei suoi eventi Richmond Italia dà molto peso al concetto di HumanToHuman. Nella tua esperienza personale e professionale, il fattore umano si è rivelato più spesso un’opportunità o un ostacolo?
Penso che H2H non sia l’ennesimo trend da cavalcare ma una necessità basilare, dall’essere ascoltati all’essere riconosciuti come parte di uno specifico contesto. Come sostiene Bryan Kramer nel libro “There is no B2B or B2C. It’s Human to Human #H2H”. Il marketing e i prodotti probabilmente non hanno emozioni, ma tu si.
La nostra esperienza ci conferma che è finita l’epoca in cui i brand si parlavano addosso. E tanto più imparano a parlare con semplicità ai propri consumatori e a stargli vicino, tanto ottengono affetto e conquistano brand ambassadors spontanemente.

Come sarà secondo te il Marketing Manager del futuro? Tre aggettivi che useresti per descriverlo.
OPEN-MINDED. Non si potrà prescindere dall’essere umili e aperti a ciò che è in continuo mutamento. Capaci di non arroccarsi sulle proprie certezze per lasciar spazio a nuovi scenari.

COMPETENTE. Pronto a conoscere e studiare i nuovi fenomeni, per poi scegliere i partner giusti con cui portare i brand al successo.

VISIONARIO. Capace di guardare oltre, di immaginare e creare nuove prospettive di sviluppo.

Grazie per la tua disponibilità, Donatello!
Ci vediamo dal 12 al 14 Maggio a Rimini per due intense giornate di Richmond Marketing forum!