22 Feb Due chiacchiere con ANNA TADDEI, Responsabile Brand Management e Sponsorizzazioni di AGSM VERONA SpA

La sua esperienza nel marketing è iniziata in un gruppo nazionale pubblicitario-editoriale, dopo gli studi in Economia Aziendale e un periodo negli Usa. Successivamente, è approdata in una multinazionale del largo consumo care con base in Germania, cui è seguita una compagnia aerea italiana.
Curiosa, socievole, sensibile. Ama la lettura, il cinema, il teatro e la musica; adora la montagna in tutte le stagioni e viaggiare.

Oggi, si occupa di Brand management e Sponsorizzazioni nel Gruppo AGSM, multiutility in ambito energetico e di igiene urbana fondata nel 1898 e con sede a Verona.

Buongiorno Anna, grazie per aver scelto di partecipare alla 24esima edizione di Richmond Marketing forum! Questa non è la prima volta che partecipi. Cosa ti ha spinto a tornare?

Ho partecipato a varie edizioni e cerco di essere presente ogni anno perché per me il Marketing Forum è l’evento “STATE OF THE ART” sul marketing in Italia, grazie a conferenze, seminari e workshop davvero utili e illuminanti, un’occasione unica per confrontarsi con “esperti” e “guru” in molteplici ambiti. In due giorni riesco a incontrare più fornitori professionisti del settore e a scambiare esperienze con colleghi. 

Per citare un esempio per me proficuo, la nostra attuale Corporate Identity è stata creata da un’agenzia conosciuta al Richmond Marketing Forum.

Di cosa ti occupi esattamente?
Mi occupo di tutto quanto attiene il brand management del gruppo, gestendo la Corporate Identity, le sponsorizzazioni, la presenza in manifestazioni e fiere, organizzando eventi e seguendo le attività di PR, oltre che dedicarmi al tema della Sostenibilità aziendale e alle Ricerche di Mercato.

Quali sono secondo te le competenze necessarie per svolgere il tuo lavoro?
Le competenze necessarie sono molte, ma a mio avviso tra le principali, al di là della professionalità di base costruita nel tempo, un mix di apertura mentale/curiosità, capacità di confrontarsi e rimettersi in gioco continuamente, intelligenza emotiva e lavoro di squadra, affiancati da assertività: insomma come in una ricetta di cucina, gli ingredienti sono tanti e vanno dosati… Una bella sfida!

E quali sono a tuo avviso le maggiori difficoltà che il marketing affronta nel veicolare una value proposition di successo?
Penso che a volte le principali difficoltà siano interne, con aree aziendali che sembrano avere orientamenti, attitudini e velocità dissimili, e non un obiettivo comune: il rischio così è di compromettere il risultato finale atteso. Si rema nella stessa barca, ma le direzioni prese dai rematori sono opposte. Nei confronti del mondo esterno, del proprio target, la problematicità maggiore ritengo sia la capacità di individuare modalità di servizio, comunicazione e relazione che siano valide al tempo stesso per ciascuno e per tutti. 

C’è una metafora con cui descriveresti la tua azienda?
Un grande albero che ha le radici nella storia e tradizione, il tronco nel presente e i rami nel futuro, con nuovi fiori e frutti ogni anno.

Cosa sono per te il lavoro, il talento e la passione? Pensi che questi fattori abbiano influito sullo sviluppo della tua carriera? Hai rinunciato a qualcosa per seguire la tua passione?
Il lavoro è fondamentale nella vita e farlo con cura e amore è per me vitale.
Il talento lo considero un dono da mettere a frutto, penso che non tutti abbiamo ricevuto gli stessi talenti, ma ciascuno di noi possa fare comunque il massimo per esprimere il proprio contributo quotidiano e valore aggiunto nel lavoro e nella vita. La passione è energia, una grande forza nel lavoro, e ringrazio non mi sia venuta meno anche nei momenti difficili: mi ritengo una persona fortunata! In un mix bilanciato con gli altri elementi ha sicuramente influenzato lo sviluppo del mio percorso lavorativo. Al tempo stesso ritengo che se la passione ci possiede e domina possa divenire una forma di schiavitù, creando professionisti e persone infelici, come ho rilevato in alcuni casi nelle mie esperienze di lavoro con colleghi workaholic.
No, non ho fatto rinunce per seguire la passione, dove possibile cerco di mediare. 

Qual è la cosa più folle che hai fatto?
Questa intervista?… Scherzi a parte, partire per gli Usa dopo la laurea senza alcun riferimento se non il numero di telefono della famiglia con cui mi ero accordata (sempre telefonicamente, non esistevano e-mail, internet, ecc…!) per lavorare a San Francisco come babysitter, con l’obiettivo di mantenermi agli studi di inglese e ad alcuni corsi di business post-laurea.
Un salto nel buio.

Quali libri ti hanno influenzato di più?
Amo leggere soprattutto romanzi e tra questi sicuramente i miei libri “culto” sono Siddartha di Herman Hesse, Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.
In ambito professionale mi hanno colpito Intelligenza emotiva di Goleman e stimolato Sei cappelli per pensare di De Bono.

Quali sono le attività che nella tua pratica quotidiana metti in campo per sostenere e sviluppare la sostenibilità d’impresa?
Da due anni seguo la redazione del report di sostenibilità del Gruppo Agsm, coinvolgendo in prima persona nel processo tutte le direzioni aziendali e stimolando i colleghi, oltre agli stakeholder esterni, a esprimersi sui punti fondamentali che costruiscono la nostra matrice di materialità, così che partecipiamo al progetto tutti insieme in modo attivo.

Il mio impegno quotidiano è volto a pungolare la mia azienda ad andare oltre il report e il pluriennale crescente investimento nella realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, favorendo la sistematizzazione e razionalizzazione delle attività del Gruppo AGSM sul tema della sostenibilità economica, sociale, ambientale perché diventino pilastri fondamentali del suo sviluppo.

Ci puoi raccontare come sei approdata alla posizione che attualmente ricopri e come si è evoluto il tuo ruolo nel corso degli anni?
Sono approdata come responsabile marketing nel mondo dei servizi energetici nel periodo in cui si apriva la prospettiva competitiva per la prima volta e il DG di allora aveva individuato come fondamentale la costituzione di un reparto marketing.
È stata per me una prova a 360° in un’azienda storicamente di taglio “ingegneristico”, non orientata al mercato e alla concorrenza, anche se in realtà attenta alla qualità del servizio offerto ai cittadini e alla sostenibilità, avendo sempre investito nello sviluppo di produzione di energia da fonti rinnovabile.
Un’esperienza intensa e dinamica, che mi ha consentito negli anni di affrontare sfide sempre nuove.  

Come analizzi la concorrenza?
Tenendo le antenne sempre dritte, gli occhi aperti e le orecchie in ascolto…cercando di recepire cosa fa la concorrenza, ma anche ciò che accade vicino a me e in generale nel mondo, per confrontarmi e intercettare le tendenze innovative.

Quali sono secondo te i comportamenti che caratterizzano un bravo leader?
Per me in un leader è innanzitutto irrinunciabile l’etica.
Il bravo leader ha la capacità di coinvolgere positivamente i collaboratori trasmettendo entusiasmo, valorizzando le competenze di ciascuno, ascoltandoli e delegando, motivandoli e facendoli crescere: non esiste però a mio avviso la ricetta “perfetta” applicabile a tutti esattamente nello stesso modo, perché ogni persona è diversa e le leve di cui si dispone vanno usate e dosate in funzione delle caratteristiche di ciascun collaboratore.
Un bravo leader deve anche sapersi confrontare positivamente con i colleghi, il proprio capo e i vertici aziendali, oltre che con la propria squadra. Insomma, il compito non è facile!

Nella tua esperienza professionale c’è stata una persona in particolare che si sia rivelata un vero e proprio mentore?
Sì, un Direttore Marketing che ho avuto come responsabile, un uomo colto, intelligente e sensibile, che mi ha fatto scoprire i molteplici aspetti e sfaccettature del mondo del marketing, ma soprattutto mi ha insegnato che l’entusiasmo è un ingrediente fondamentale per la riuscita!

A proposito di Digital Transformation, come ha affrontato la tua azienda questo necessario processo e come tu, da Marketing Manager, hai raccolto questa sfida?
Per affrontare questo cambiamento epocale è stata recentemente inserita una nuova figura professionale apicale, con cui mi confronto nel gruppo di lavoro su queste tematiche.

Tre aggettivi che secondo te descrivono meglio il Marketing Manager del futuro?
Curioso, appassionato, pronto a rimettersi ogni giorno in gioco.

Grazie Anna! È stato davvero un piacere conoscerti meglio.
Ti aspettiamo a Rimini dal 12 al 14 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!