Due chiacchiere con Patrizia Pierno – Gruppo Balletta

21 Gen Due chiacchiere con Patrizia Pierno – Gruppo Balletta

Il percorso di studi è targato Napoli ma la vita lavorativa è iniziata con Autogrill, che ha condotto Patrizia a Milano aprendole esperienze di marketing anche all’estero. Poi un tuffo nella comunicazione multimediale con Manzoni, a seguire gli anni come Responsabile Marketing di Chef Express nella sede di Roma. Passaggi aziendali e settoriali, rodaggio nel marketing operativo e poi la crescita in area progettuale-strategica.

Nel 2012 è arrivata la proposta del Gruppo Balletta, una PMI complessa con vocazione nazionale e Patrizia ha accettato la sfida. “Perché no? – si è detta – Diamo spazio all’ampiezza di competenze che ho sviluppato e pareggiamo il credito con la mia terra d’origine”.

Ciao Patrizia, grazie per averci concesso questa breve intervista. Questa non è la prima volta che partecipi al Richmond Marketing forum. Cosa ti ha spinto a tornare?

Il valore dell’esperienza vissuta al Digital Communication Forum dello scorso anno, sia sotto il profilo dell’aggiornamento sia del confronto con specialisti e profili aziendali di rilievo, mi ha stimolato a risalire la filiera e puntare all’evento clou in Italia per la comunità del marketing e della comunicazione.

Di cosa ti occupi esattamente in GRUPPO BALLETTA?

Sono a capo della Direzione Marketing e Comunicazione del Gruppo Balletta: una holding multisettoriale che opera attraverso 6 società operative nell’industria e nel retail (food/no food), rivolgendosi sia al mercato consumer che professional. 

Quali sono secondo te le competenze necessarie per svolgere il tuo lavoro?

Al di là del bagaglio specialistico, per svolgere al meglio questo ruolo in azienda occorre mantenere sempre viva la curiosità verso il nuovo (= creatività), sviluppare capacità progettuale (=coerenza di sviluppo dell’idea creativa), allenare il proprio mindset all’interfunzionalità (=probabilità di successo dell’idea creativa).

La moltiplicazione esponenziale dei vettori di comunicazione con l’avvento del digitale ha amplificato all’inverosimile le opportunità di veicolare il messaggio e la probabilità di colpire il target, tuttavia ciò esige una forte abilità di selezione e di coordinamento per far sì che ci sia davvero coerenza tra le innumerevoli forze messe in campo e lo sforzo non finisca in dispersione. In sintesi: più pensiero e meno tendenza. 

C’è una metafora con cui descriveresti la tua azienda?

“La logica può portare da A a B, l’immaginazione dappertutto” A. Einestein 

Cosa sono per te il lavoro, il talento e la passione? Pensi che questi fattori abbiano influito sullo sviluppo della tua carriera? Hai mai rinunciato a qualcosa per passione?

Risponderei innanzitutto invertendo la sequenza: passione, talento, lavoro. Non è raccomandabile intraprendere questo percorso se la spinta non è innanzitutto emozionale.

Ho rinunciato ad avere una vita privata basata su schemi tradizionali, ma è stato un percorso naturale di cui non rimpiango nulla. 

Qual è la cosa più folle che hai fatto?

Direi… Top Secret.

Quali libri ti hanno influenzato di più?

Le poesie di A. Merini, gli aforismi di O.Wilde,  Marketing Myopia di T. Levitt.

Poesia, Ironia, Visione.

Quali sono le attività che nella tua pratica quotidiana metti in campo per sostenere e sviluppare la sostenibilità d’impresa?

Le implicazioni di natura etica sono fortemente radicate nel mio modo di vedere e vivere l’azienda. Trasparenza, correttezza, affidabilità mi accompagnano nella pratica quotidiana sia verso i collaboratori che verso l’esterno ed in totale condivisione col gruppo in cui opero.

Ci puoi raccontare come sei approdata alla posizione che attualmente ricopri e come si è evoluto il tuo ruolo nel corso degli anni?

Sono approdata a questa posizione quasi incidentalmente, dopo un periodo di impasse della big company da cui provenivo. Oggi ritengo fosse destino: ero pronta per mettere a frutto le diverse esperienze maturate negli anni in una PMI e contribuire attivamente all’evoluzione corporate del gruppo.

Il mercato ci pone inevitabilmente di fronte ad un confronto con il mercato.
Tu come analizzi la concorrenza?

Editoria elettronica, osservatori multiclient, social network e tanto confronto con i profili interni che vivono il mercato in prima linea.

Quali sono secondo te i comportamenti che caratterizzano un bravo leader?

Solidità, determinazione, ascolto, coinvolgimento, rewarding.

Nella tua esperienza professionale c’è stata una persona in particolare che si sia rivelata un vero e proprio mentore?

No, non mi è capitato e credo che la complessità del mondo professionale oggi non si presti ad un riferimento univoco come mentore. Ho avuto dei modelli, o meglio… li ho vissuti e capitalizzati come tali.

A proposito di Digital Transformation, come ha affrontato la tua azienda questo necessario processo e come tu, da Marketing Manager, hai raccolto questa sfida?

Il mio gruppo si è dimostrato innovativo e lungimirante, scegliendo di dotarsi di una risorsa dedicata al digital prima ancora che il business la ripagasse realmente. Personalmente all’inizio è stato uno shock ma in breve si è trasformato in un nuovo calcio d’inizio: è affascinante ampliare lo scacchiere su cui giocare la partita. 

Parlando sempre di futuro: tre aggettivi che secondo te descrivono meglio il Marketing Manager del futuro?

Velocissimo, volitivo, ispirato.

Grazie Patrizia, è stato davvero un piacere conoscerti meglio. Ti aspettiamo a Rimini dal 12 al 14 Maggio per due intense giornate di Richmond Marketing forum!

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